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Il mio pezzo su Libero di oggi sull’assegnino da…

Il mio pezzo su Libero di oggi sull'assegnino da trenta-sei-milioni di euro l'anno a Veronica Lario. Tutti meritatissimi:

Sono passati sei anni dalla famosa lettera di Veronica Lario a Repubblica in cui l’allora moglie di Silvio Berlusconi si chiedeva, con malinconica amarezza, se si dovesse considerare, come il personaggio di Catherine Dunne, “la metà di niente”. Fu poco profetica, la signora Lario, visto che l’essere stata la metà di niente per 27 anni le è valso un assegno di mantenimento di 36 milioni di euro l’anno. Che è la metà di 72 milioni di euro, per la precisione, non proprio di niente. Che sarebbero centomila euro al giorno, a voler essere precisi. Insomma, pare che quei quindici euro per il cotechino, Veronica a capodanno se li potrà permettere. Del resto, il tempo è più galantuomo della maggior parte degli ex mariti, figuriamoci di Silvio Berlusconi. Inutile dire che la cifra appare mostruosa e che perfino i più feroci detrattori dell’ex premier hanno avuto un moto di solidarietà al pensiero che ogni mese della sua vita Silvio dovrà versare sul conto della moglie tanti milioni quanti sono i capelli che gli sono rimasti in testa: 3. E considerato che l’assegno medio di mantenimento in Italia è di 450 euro al mese era prevedibile che la faccenda generasse malumori o ilarità. Io però non mi faccio fregare dalle apparenze e ho bisogno di ricostruire l’intera vicenda, per trarre le mie conclusioni. Perchè Silvio aveva offerto trecentomila euro al mese all’ex moglie e i giudici hanno stabilito che ne deve sborsare dieci volte tanto? Come sono arrivati a stabilire questa cifra? Io un’idea me la sono fatta. Urge quantificare, per non giudicare con approssimazione. Intanto, la professione “moglie di Berlusconi”, deve essere stata considerata dai giudici “lavoro usurante” come il minatore e il palombaro. Immaginate lo strazio di reggere 27 anni di barzellette del marito a ogni cena e pranzo di Natale. Immaginate una moglie che sposa un uomo che ha costruito Milano 2 e si ritrova accanto un tizio che fa costruire un vulcano nel giardino di casa. Immaginate di aprire la porta di casa, magari nella penombra, e trovarvi davanti Dell’Utri con le pastarelle. Immaginate vostro marito che si alza dal letto, dopo una notte di passione, e si infila nella doccia fischiettando l’ultimo singolo di Apicella. Veronica, dopo tre decenni vissuti così, aveva ampiamente maturato i diritti della pensione, per cui almeno un milione di euro al mese le sono stati riconosciuti per questo. Poi c’è la faccenda delle altre donne. E non è tanto un fatto di tradimenti. Il risarcimento qui le è stato assegnato per le protagoniste e le modalità, dei tradimenti. Già l’idea che la scintilla sia scoppiata ai Telegatti, deve essere stata moralmente inaccettabile. Ai telegatti il massimo dell’erotismo era Ridge mummificato in prima fila e Maurizio Costanzo in smoking e Silvio riuscì a provarci con la Carfagna. Una moglie accetta una battutaccia del marito in ufficio o alla prima della Scala, non ai Telegatti. E qui io direi che di danni morali 500 mila euro al mese ci sono tutti. A ciò si aggiungono i danni di immagine causati a Veronica dalle scelte estetiche e di concetto delle gentili fanciulle di cui si è circondato l’ex marito negli anni, perchè pure la selezione delle amiche deve essere decorosa: 100mila euro per le unghie in vetroresina di Noemi Letizia, 100 mila euro per ciascuna delle sorelle De Vivo, 100mila euro per le parrucche della Polanco, 100 mila euro per il soprannome “Ruby Rubacuori” e altri 500 mila euro netti per i “Love of my life della Minetti” e “Gli profumano le ascelle” della Began. Cioè, una ci mette una vita a scrollarsi di dosso il curriculum da attrice maggiorata, legge la Dunne, discute di fecondazione assistita e cinguetta con Veltroni e si ritrova un marito che organizza cene eleganti con Barbara Guerra vestita da caposala. Infine, c’è la questione della casa coniugale. Veronica, è tecnicamente sotto a un ponte. Di tutti gli immobili posseduti da Silvio, i giudici non gliene hanno assegnato uno. Nulla. Neppure il pontile di Villa Certosa. Se ora Veronica gira la chiave nella toppa di Villa Macherio, la villa in cui ha trascorso i tanti anni di matrimonio con Silvio e ha cresciuto i suoi figli, ci trova la Pascale che si fa la lampada a spruzzo sdraiata su un arazzo in salotto. E per chi vede oltre le semplici beghe matrimoniali, il fatto di non aver ricevuto alcuna casa non è forse neppure una decisione del tribunale, ma un’attenta valutazione di Veronica: alla promessa di Silvio di abolire l’imu non ci crede manco lei. Morale: un altro milione di euro al mese le spetta di diritto per poter affittare un bilocale a Magnago dove vivere dignitosamente e accogliere i figli con un piatto caldo quando la andranno a trovare. E sommando il tutto, si arriva ai fatidici tre milioni di euro al mese, per cui le polemiche sull’enormità della cifra, sono assolutamente gratuite. Ora però, fossi Veronica mi toglierei un’ultima soddisfazione: mi fidanzerei con Giletti. P.s. i giudici a Nadia Dell'Arciprete e Alessandra Cattaneo che hanno seguito la causa di separazione, avevano dei sinistri calzini fucsia.

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