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Inno alla cronologia delle conversazioni

Come sa chi mi segue assiduamente, io non amo molto la tecnologia quando sostituisce qualcosa. La telefonata, la parola amica, il corteggiamento, l’invettiva e compagnia bella. Però c’è una cosa di whatsapp, sms e messaggistica varia che mi piace un sacco: la cronologia conversazioni.
Quella sì che è roba socialmente utile. La cronologia conversazioni ha almeno 4 utilità fondamentali: a) di fronte al maschio che nega di aver detto, promesso, annunciato, giurato e ti dà della pazza mestruata, vai indietro di giorni, fai lo screenshot del suo messaggio e glielo rinfacci fino alla Pasqua successiva. b) se decidi di riconsiderare improvvisamente gente che non consideri da un quinquennio e puoi aggiornarti sul “dove eravamo rimasti” per evitare gaffes del tipo: “Oh, non ti sei più fatto sentire, come mai?”. “Ma veramente nell’ultimo messaggio ti chiedevo di sposarmi in chiesa a Varazze e sei sparita tu!”. c) è utile a ricordare il grado di coglionaggine pregessa del tizio/della tizia che ti sta scrivendo. Alle volte ci dimentichiamo quante cose idiote e inopportune sia capace di partorire una persona in 8 caratteri. Oppure tendiamo a rimuovere o a concedere il beneficio del dubbio. “Magari mi ricordo male”, “Magari è cambiato”. Ecco, la cronologia conversazioni toglie ogni dubbio: se uno era coglione sei mesi fa, c’è rimasto. d) infine, la cronologia conversazioni è spesso utilissima, specie sul telefono, per capire una cosa drammaticamente fondamentale: chi minchia sia la persona che ti sta scrivendo. Non sapete quante volte m’ha salvata dal negare risposte a parenti.

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