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Uccidere dopo aver fatto l’amore

E’ abbastanza difficile commentare il caso del marito e padre omicida senza invocare il massimo della pena, come ha chiesto lui stesso dopo la confessione. Il massimo della pena in Texas, però. E lo dice una che è sempre contro la pena di morte e lo è anche in questo caso, benché l’onda emotiva fomenti idee di giustizia sommaria e occhio per occhio e tutta quella roba truce che molti di voi invocheranno sotto questo post. Quello che trovo incredibile, oltre alla mattanza di moglie e figli piccoli, inermi, mentre sognano nel loro letto, con i giocattoli per terra, è l’idea di provare a farla franca. L’inscenare la rapina. Il cercare l’alibi. Se il raptus, la follia, prevedono un blackout della razionalità, quello che viene dopo (quando non si confessa) è il frutto di un pensiero lucido, infame, vigliacco, malvagio e mi fa perfino più orrore dell’omicidio stesso. Sterminare la propria famiglia è un’atrocità. Pensare di vivere liberi e impuniti dopo aver ammazzato la propria famiglia è l’abisso.

Poi c’è il movente. Qui questa vicenda diventa terribilmente simile al caso Parolisi. L’ossessione per un’altra, la famiglia vissuta come un impedimento ai propri piani di felicità con l’altra. Somiglia, in questi due casi, perfino l’attimo in cui l’omicidio viene consumato, che è quello subito dopo aver fatto l’amore. Quello in cui quando si ama ci si sente fusi e quando si odia di quell’odio lì, evidentemente, ci si sente stretti in una morsa insostenibile. Come se tra l’istinto bestiale di accoppiarsi e quello di uccidere non ci fosse più un confine netto, come se l’omicidio fosse un prolungamento malato del sesso. C’è una scena in Breaking Bad in cui lui, dopo che la moglie incinta lo ha messo alle strette con domande sulle sue continue assenze, la sbatte contro il frigo, per prenderla da dietro, col volto deformato e il buio negli occhi, per poi fermarsi in un attimo di lucidità e scappare via, lasciandola lì, incredula. (lì non c’era un’altra donna, ma, al contrario, c’era l’amore estremo per la famiglia, che in qualche modo era una gabbia e lo aveva costretto a delle azioni deplorevoli ) Quest’uomo qui odiava la moglie e i figli perché lo mettevano di fronte alla sua debolezza. Alla sua incapacità di fare una scelta, forse anche di rischiare. E’ stato più facile per questo verme sterminare la famiglia che assumersi la responsabilità di una decisione. Tant’è che li ha ammazzati tutti senza guardarli negli occhi. I figli mentre dormivano, la moglie mentre di spalle guardava la tv. E forse abbasserà lo sguardo anche di fronte al giudice, mentre emetterà la sentenza. Ma nella cella in cui spero marcirà fino all’ultimo dei suoi giorni, ci sarà la condanna di continuare a vivere nell’orrore dei ricordi. E quell’orrore lì ti fissa negli occhi sempre, non hai scampo, proprio come di fronte a un coltello, mentre magari stai sognando il tuo cartone animato preferito.

Comments

Conny
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Io dico sempre, quando uccidono così … metterli dentro a una cella da soli e i muri ricoperti al 100% con le foto dei corpi martoriati e sgozzati della moglie e dei figli, tutte intorno a lui alle pareti protetti da vetri, in modo che non si possano togliere … e lì mi stai per tanti anni, o ad occhi chiusi o quando li apri … avrai questa bella vista … peggio per te. Ecco l’unica vera condanna perpetua per questi assassini!!!

ErixSr
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Commentare? Cosa? Solo comminazione della pena: Iniezione di virus Ebola. E bene gli andrebbe lo stesso.

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