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La finestra di fronte

Ieri sera succede questa cosa. Io vado a cena lasciando la macchina sotto la radio che è in una nota via milanese. Finita la cena a mezzanotte torno in taxi a riprendere la macchina e mentre pago mi volto a guardare il palazzo proprio di fronte alla sede di Radio Deejay. C’è la famosa finestra di fronte. Una portafinestra, a essere precisi. Dentro la casa è illuminata.
Penso: “To’ c’è un papà che gioca col bambino scalzo, ha i suoi piedi sulle sue spalle!”. Poi mi accorgo che il papà è nudo. Poi il bambino si alza e mi accorgo che il bambino è in realtà una bambina sui trent’anni. E infine mi accorgo che non stavano giocando ma trombando indisturbati. Intanto il pos non funziona e il pagamento va per le lunghe. (tra l’altro, i pos nei taxi sono sempre tirati fuori dal cruscotto con un certo fastidio, come se uno chiedesse di pagare con prodotti dell’orto). Mi rigiro e hanno cambiato posizione. Lei sta brucando dal tappeto. Poi si appoggia agli infissi della finestra per sentire se ci sono spifferi. Poi valuta la stabilità del tavolino. Poi si tira giù il vestitino nero, lui la segue e spariscono in qualche angolo della casa.
Nel frattempo il tassista può avermi addebitato 1250 euro sulla carta per due km di tratta e io non mi accorgo di nulla. Neanche lui s’è accorto di nulla. Mi saluta. “Grazie, è stato un piacere. “. Sì, loro però.”. Insomma, spegnetele ‘ste luci in salotto se non volete mandare la gente frustrata a casa.

Comments

mike
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ma se sei frustrata……parliamone….

Raffaele
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Frustata mmm

Clesippo Geganio
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insomma, se proprio era rapita da quelle scene potevi bussare alla porta e dire: cambio partner?

francesco
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Scusa il ritardo…ho letto ora il tuo post…ho spento adesso le luci in salotto…

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