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Quaranta ruggenti

Roaring forties. Quaranta ruggenti. Così chiamavano gli inglesi quelle latitudini dell’emisfero australe in cui i venti ruggivano e i velieri affrontavano le tempeste di Capo Horn. Che poi non erano i venti a ruggire. Erano i venti che passavano attraverso gli alberi della nave ad emettere quel ruggito. Pare che arrivati al cinquantesimo parallelo quel suono mutasse. Che diventasse più un grido. Mi piace pensarli così questi 40 anni. Ruggenti, tra gli alberi alti di un veliero un po’ ammaccato dai fortunali, ma pronto a impennarsi sulle onde più alte. Continua

“Cara Maria Elena Boschi”

Cara Maria Elena Boschi, è un po’ che ci penso. Tu torni a casa la sera dopo aver discusso di emendamenti e trovi il salotto vuoto e una tazza di latte da intiepidire nel microonde. Io torno a casa la sera e dopo aver discusso con mio figlio dell’assoluta superiorità di Godzilla su King Kong, lo metto a letto e mi faccio una tazza di tè verde. Sola. Tu indossi il tacco 12 pure per firmare l’incarico da ministro, io lo indosso pure per firmare l’ordine del giorno alla riunione di condominio. Tu sei lì che lotti con le riforme e io con le forme e in questo senso si preannuncia un’estate faticosa per entrambe. Insomma Maria Elena, io c’ho riflettuto abbastanza e sono giunta ad una conclusione: io e te dovremmo fidanzarci. È questa la vera riforma che s’aspetta il paese, altro che Senato.

Mesi e mesi di chiacchiere sulla politica renziana delle quote rosa e dei diritti al mondo gay e da te ancora nessun segnale di reale adesione alle idee del partito. Sarebbe ora di cominciare con le riforme, radicali, nella tua vita privata e zittire quella combriccola di detrattori che ti descrive come una figurina sbiadita. Fidanziamoci Maria Elena, e altro che figurina sbiadita, tu mi diventerai il Pizzaballa della politica italiana. Lo so che tu non sai neanche chi sia Pizzaballa, Maria Elena, ma non temere, da ora in avanti ci sarò io anche per questo. Basta citazioni polverose. Basta con quest’aria da maestrina che ripete la lezione. Io sarò la tua svolta pop. La prossima volta ti faccio citare Boskov, altro che Fanfani. Anche perchè «In politica le bugie non servono!» non era neanche un granchè come citazione, diciamocelo. Vuoi mettere un boskoviano «penso che tua testa buona solo per tenere cappello!» assestato a Beppe Grillo nel momento giusto? O un destabilizzante: «Chi ha sbagliato, Pagliuca?» durante le contestazioni che subisci alla Camera?

E poi Maria Elena, c’è bisogno di una donna accanto a te perchè tu devi pensare alla politica, devi lavorare con calma, non puoi entrare da Zara a cinque minuti dalla chiusura perchè magari hai l’aereo per l’Africa che ti sta per partire e prendere tutto quello che di blu elettrico trovi accanto alle casse. Hai bisogno di una donna accanto che ti dica no alle giacche fucsia con le spalline a sbuffo. Hai bisogno di no categorici ai jeans slavati stretti sulle cosce, che tu mi sei ostinata come la Pausini e insisti sull’aderente. Hai bisogno di una consulenza seria sulla scarpiera perchè va bene il tacco 12, ma quel tacco 12 fantasia animalier potrebbe far cadere un governo, altro che riforme. E poi no, il reggiseno nero che si intravede sotto l’abito da sera rosso no. Ti ci vuole una donna che sappia maneggiare ago e filo e ti dia due punti alla spallina. Casini ti manda i pizzini e fa il piacione, ma al massimo quello con un ago ci si toglie la spina di un riccio dal piede a Porto Ercole.

So anche che vuoi tre figli. L’hai dichiarato tu. Ti faccio due calcoli Maria Elena. Hai 33 anni. Se vuoi tre figli in una decina d’anni ne dovresti sfornare uno ogni tre a partire da ora. Considerato che i tempi per votare ogni singolo emendamento saranno quelli della costruzione del Partenone, tu avrai tempo di figliare alla vigilia dei tuoi 96 anni e certe cose riescono solo a Carmen Russo o a Brooke Logan. Che poi tu hai quella conformazione fisica per cui dopo tre gravidanze mi ti inchiatti, io lo so già, e io non voglio. Desidero preservare la tua angelica bellezza. E allora anche qui Maria Elena intervengo io. I figli li faccio io. Uno ce l’ho già per giunta, per cui ci saremmo già portate avanti. È grillino, ma magari gli facciamo conoscere Rocco Casalino e sono certa che cambierà idea. Tu sforni riforme e io figli. Matteo farà il padrino a tutti i battesimi purchè prometta di non trafugare le offerte della chiesa, che i fondi per la manovra finanziaria se li andasse a cercare altrove. Saremmo modernissime.

E poi Maria Elena, non mi dire che circondata come sei da quelle donne tristi piazzate dal buon Matteo col parametro «Margherita Buy», ovvero se non hanno la faccia da «M’è finito il prozac» non ce le voglio, non hai bisogno di una presenza femminile più fresca e radiosa accanto a te. Non dirmi che quando guardi la Madia e la sua aria pre-raffaellita e pre-mestruo, non ti prende il male di vivere. Tu hai bisogno di me Maria Elena. Il nostro amore metterebbe a tacere i pettegolezzi, le malelingue.

Saremmo Ellen Degeneres e Paola Concia ma senza acconciature da marines. La Giaguara e la Selvaggia. Un carica erotica ed esotica da fare invidia al paese intero. Saremmo felici. Saremmo spiazzanti e credibili. Saremmo autorevoli. Nessuno direbbe più che sei troppo carina per essere comunista. Nessuno direbbe che ho troppe tette per scrivere. E poi insomma, ora che la D’Amico è lì in barca che si rotola con Buffon e le leggende saffiche su di lei sono definitivamente tramontate, bisogna pur regalare al paese un sogno: quello di una nostra larga, larghissima intesa. Pensaci Maria Elena. Io dico che a questa riforma voterebbero tutti sì. E Vito Crimi non ci dormirebbe un paio di notti, al pensiero di noi due che emendiamo.

eDreams e lo strano caso dei costi di gestione di Visa e Maestro

Dunque. Visto che tutti o quasi ci accingiamo a comprare voli per partire in vacanza, credo che i signori eDreams ( e le signore Visa&co) ci debbano delle spiegazioni. Una mia amica è andata sul loro sito per comprare un biglietto aereo Milano-Roma per il 2 settembre. Imposta il pagamento con Visa e il totale le viene 271 euro. A quel punto, per scrupolo, imposta il pagamento con Maestro e con grande sorpresa le viene fuori una cifra parecchio diversa: 92,50 euro. Insomma, più o meno 180 euro di differenza, mica bruscolini. Roba che a Roma ci vai altre due volte e ti fai pure il selfie col pilota. Chiede spiegazioni a eDreams su twitter. eDreams risponde , testuale, così: “Per ogni carta di credito o debito i costi di gestione sono diversi. Con Agos eDreams non paghi nessuna commissione.”. E tanti cari saluti. Capito? Visa ha 180 euro di costi di gestione in più rispetto a Maestro. Roba che gestire mezza giornata Claudia Galanti credo costi qualcosa in meno. Ma soprattutto: 180 euro me li chiami costi di gestione? Poi c’è la chicca. Con Agos non paghi costi di gestione. Agos è una revolving con taeg 17,80% . Che parlando come si mangia, vuol dire interessi alle stelle. Ergo la domanda ora è: chi fa il furbo? Visa? eDreams? Agos? Perché che qui ci sia un furbo è evidente, ma non si capisce bene chi. E che ci sia un pirla pure, solo che in questo caso è facilmente individuabile: il consumatore. Attendo spiegazioni serie e nel frattempo invito a segnalare alle associazione consumatori. E a prenotare a Gabicce mare, se le spiegazioni non sono esaurienti.