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Quaranta ruggenti

Roaring forties. Quaranta ruggenti. Così chiamavano gli inglesi quelle latitudini dell’emisfero australe in cui i venti ruggivano e i velieri affrontavano le tempeste di Capo Horn. Che poi non erano i venti a ruggire. Erano i venti che passavano attraverso gli alberi della nave ad emettere quel ruggito. Pare che arrivati al cinquantesimo parallelo quel suono mutasse. Che diventasse più un grido. Mi piace pensarli così questi 40 anni. Ruggenti, tra gli alberi alti di un veliero un po’ ammaccato dai fortunali, ma pronto a impennarsi sulle onde più alte.
Dicono che a 40 anni uno abbia la faccia che si merita. Io non so cosa mi meriti, ma la mia faccia è meglio che a 20 anni. Ho imparato a valorizzarmi, a 20 mi sminuivo, confondevo i pregi con i difetti, mettevo del trucco che non serviva per sembrare più grande. Oggi so cosa mi dona. So cosa non fa per me. Ho più più rughe attorno agli occhi che attorno alla bocca. Questo un po’ me lo aspettavo. Ho pianto un bel po’, in effetti, ma conto di sorridere di più, nei prossimi dieci anni, e di arrivare a 50 con un bel pareggio. Quindi lo sapete: se nel 2024 il derby rughe occhi vs rughe bocca non finirà almeno 6-6 ma vi parrà più uno 0-0, vorrà dire che il mio arbitro sarà stato lo stesso della Ferilli.

La fronte è abbastanza liscia. Ho avuto pensieri, ma ho preferito alzarla per sfidare gli imprevisti, che aggrottarla nel silenzio della casa. Gli zigomi reggono, perchè sono quelli di mia madre e ai genitori somiglieremo sempre, anche quando saremo vecchi, anche quando non lo vorremo ammettere, anche quando smetteranno di essere genitori e diventeranno figli. E a 40 anni comincia ad andare un po’ così. Da lontano vedo meno bene che a vent’anni, ma ho imparato a improvvisare. Faccio finta di aver riconosciuto una persona, di aver letto un cartello. A vent’anni distinguevo il nome della via che imboccavo, ma frenavo impaurita alla prima curva perchè non sapevo quale panorama mi si potesse spalancare davanti. Vedo meno, ma mi oriento meglio. Ho capito che la vita non si pianifica, si improvvisa. La pelle è meno tonica. Ci mette un po’ a sembrare meno stropicciata, la mattina. A 20 anni non avevo segni del cuscino, ma quel cuscino era spesso umidiccio perchè le lacrime non le sapevo mostrare. Le soffocavo. I segni, me li tenevo dentro. Meglio questi che mi restano lì una mezz’ora sulle guance e poi spariscono come sono venuti.

A vent’anni vedevo la mia faccia in uno specchio ingeneroso. Oggi la vedo in quella di mio figlio. E penso che se è vero che a 40 anni si ha la faccia che si merita, tutto sommato, io nella mia vedo la vita che ho vissuto fino ad oggi. Una vita piena, con qualche increspatura profonda, ma onesta, perchè quelle increspature le ho accolte, le ho tenute, le ho aspettate anche un po’. Ci vuole un sacco di coraggio per invecchiare felici e accettarsi e non mettere su sfide cretine con la faccia che cade e la zampa di gallina e a me le sfide sono sempre piaciute un bel po’. La sfida non è con il tempo che passa -quella, di sfida , possiamo solo perderla- è con noi stessi davanti al bivio: da una parte la strada di chi ha il coraggio di rimettersi in gioco, dall’altra quella di chi il gioco ha la presunzione di condurlo. Io ho scelto la prima.

Quindi chissà. Magari un’ altra vita, un altro luogo, un altro lavoro, un altro figlio. Un altro vestito. O magari nulla, magari il vento mi tradirà, ma le vele ammainate mai.Benvenuti, 40 anni. Benvenuti roaring forties. Ruggite pure, che di tempeste, qui, se ne sono viste parecchie e al massimo, s’è buttata giù un po’ di acqua salata.

Comments

LOREDANA
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Sei mia amica Selvaggia!!!Mi fai ridere, mi commuovi e mi emozioni.
p.s. voglio anche io gli zigomi alti come i tuoi!!!

Arneb
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Bellissimo, gentile Selvaggia! Io, masculo di 44, prendo il tuo articolo e lo condivido con gli amici. Lo adotto un po’ anche per me mutatis mutandis. E se concedi il permesso. È che mi ci trovo, mi ci sento. E dire che leggevo il tuo blog nel nascondimento, prevenuto, pronto alla critica come qualsiasi articolo che compaia su “Libero”. Brava. Grazie. Auguri!

Ale
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Mi avvicino ai 40 un po’ più insicuro di te, ma quasi pronto per tirare una somma, che spero sarà la prima molte.
Scrivi del mare meglio di Conrad
Saluti

jr
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Auguri!

Susy
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troppo bello

alice
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commovente selvaggia.. t voglio bene

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