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La mia prima volta a Ginevra

Ognuno ha le sue prime volte. Ad esempio, questo weekend è stata la  mia prima volta a Ginevra. No, non ero al Cern a discutere di bosoni, ma per il salone dell’auto. Ed era la prima volta di SEAT nel mondo dei SUV. Che poi abbiano scelto me per parlarne è qualcosa che ancora fatico a decifrare. Dicono che rappresento bene la donna metropolitana a cui l’auto è destinata, e che il modello presentato (Nuova Ateca) è così ‘unexpected’ da necessitare una narratrice altrettanto inconsueta. Mi raccontano tutte le sue virtú, e io prendo appunti, senza ricordare a tutti che la mia confidenza con i motori è pari a quella dei gatti con l’acqua. E nonostante sia ancora convinta che lo spinterogeno sia semplicemente una zona particolarmente sensibile del corpo umano, mi rendo conto che l’auto è molto bella senza avere l’arroganza di certi SUV.

Ma soprattutto, gli amici di SEAT mi ricordano che quella di Ginevra è un’anteprima assoluta, e che la vettura sarà sul mercato, e in mani quindi di altre donne come me, solo da questa estate. E allora, volendo aiutarli a commercializzare un’auto che ci rappresenti in modo davvero fedele, ecco le mie 6 richieste da integrare nel modello definitivo:

- In attesa di avere un centro estetico attrezzato sui sedili posteriori, uno spruzzino ad acetone sul volante permetterebbe di rimuovere in modo efficace lo smalto senza abbandonare l’auto, così poi da riapplicare lo smalto sul volante come facciamo tutte. Ciò avrà evidenti benefici sul traffico, sollevato dal numero sempre più elevato di donne in cerca di semafori rossi per evitare di presentarsi ad un appuntamento con le unghie che sembrano un pianoforte.

- E se al semaforo comunque bisogna fermarsi, è giusto introdurre specchietti intelligenti in grado di orientarsi a favore del miglior esemplare di maschio intrappolato fermo a un rosso.

- La possibilità di ampliare il bagagliaio. Perché la versione attuale come si vede dalle foto è spaziosa, ma basta volerlo riempire con una scarpiera con tutta l’ultima collezione Jimmy Choo, i 15 giocattoli preferiti di tuo figlio, la spesa del giorno prima (specie la cassa di acqua da sei che resta lì per interi lustri) e quella del giorno stesso (perché avevi dimenticato di aver dimenticato lì quella precedente), una borsa da weekend per due già pronta e il cadavere di qualche ex del tuo fidanzato che mi va in difficoltà. Basta aggiungere l’esigua scorta di blush per i miei zigomi e sono costretta a viaggiare con il portellone aperto.

- va bene la spia dell’olio, va bene la spia dell’acqua, va bene la spia della benzina, ma occorre finalmente un sistema di spie completo, con led in grado di segnalare quando vai in riserva di fondotinta o rimmel.

- Un navigatore empatico, in grado di comprendere il mio umore appena entro in auto, adattando automaticamente il tono di voce utilizzato e ricordandoci ad ogni curva quanto siano più interessanti le nostre, di curve.

- Una ricerca intelligente dei parcheggi liberi, che te li segnala già sulla mappa e che manda una persona ad avvisare tutti che ‘no, il parcheggio è occupato, sto attendendo la persona’ anche se tu in realtà stai ancora salutando la babysitter.

Non chiedo certo di integrare tutto nel modello base, ma sono sicura che  realizzare almeno una limited edition con tutte le suddette migliorie permetterebbe di conquistare in un solo momento tutte le donne simili a me. Che poi per un’azienda che ha tra i propri modelli iconici un’auto con il nome di mio figlio Leon, non mi sembrano neanche desideri così inesaudibili, no ?

Sul sito SEAT trovate tutte le foto del week end  http://seatateca.it

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