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Di Elsa la prigione delle convenzioni. Di Timoteo la paura. Di Italia l’amare senza chiedere. Di Angela il casco slacciato. Le piccole disubbidienze che feriscono l’amore.

“Non ti muovere”

Ieri sera passeggiavo nella piazza di questa bella cittadina vacanziera sul mare e sono entrata distrattamente in una piccola libreria aperta la sera tardi per i turisti . Un mese fa l’avevo cercato in una libreria romana ma aveva appena vinto il premio strega e le copie erano andate esaurite quasi subito. ” E comunque era di una tristezza infinita signorì, du’ palle!” mi aveva detto il commesso della libreria, figura davvero impeccabile nel suo ruolo di promotore culturale… Me l’ero già dimenticato quel libro dalla copertina color verde pastello e quella figurina di donna minuta nel suo vestito di bambola rosa pallido. Ieri mi è riapparso davanti con la fascia di carta rossa ad agghindarlo tanto simile a quella delle miss …quella fascia prestigiosa con scritto “premio strega”; non ho neanche letto la trama nelle didascalie interne, qualcosa di essa mi era già arrivata alle orecchie e poi non so, era come se sapessi già che dovevo leggerlo e che l’avrei amato e divorato e assaporato fino all’ultima parola. Ho dato uno sguardo rapido alla foto interna dell’autrice il cui viso moderno,bello e aristocratico accenna un sorriso enigmatico, non so se appena spento o indeciso o sul nascere, e me ne sono uscita con la mia copia in mano. Era l’ultima, credo aspettasse me. Oh, il passaggio del pagamento alla cassa l’ho saltato ma vorrei sottolineare che è avvenuto…:) Trecento pagine lette in poche ore. Le ultime cinquanta tra i singhiozzi. Bellezza , stupore , commozione, amore. E dolore, tanto dolore descritto in modo così spietatamente crudo e limpido, da non poter interrompre il filo della lettura neppure per mangiare. “Forse siamo come quei macchinisti neri che sudavano nel ventre delle navi a carbone per consentire a due amanti sul pontile più alto un ballo romantico,sopra il tappeto luccicante del mare.” Avrei voglia che tu lo leggessi e che questo passo ti trafiggesse la carne e l’anima come ha fatto con me.

Edgar Lee Masters (tra le mie epigrafi preferite d

George Gray Molte volte ho studiato la lapide che mi hanno scolpito: una barca con vele ammainate, in un porto. In realtà non è questa la mia destinazione ma la mia vita. Perché l’amore mi si offrì e io mi ritrassi dal suo inganno; il dolore bussò alla mia porta e io ebbi paura; l’ambizione mi chiamò ma io temetti gli imprevisti. Malgrado tutto avevo fame di un significato nella vita. E adesso so che bisogna alzare le vele e prendere i venti del destino, dovunque spingano la barca. Dare un senso alla vita può condurre a follia ma una vita senza senso è la tortura dell’inquietudine e del vano desiderio – è una barca che anela al mare eppure lo teme.