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La Seredova va in Brasile, Buffon porta ancora la fede e la D’Amico fa la gnorri

Il mio articolo su Libero:

Lo confesso: a me il triangolo Buffon/Seredova/D’Amico sta creando non pochi complessi di inferiorità. E non perchè il più basso dei protagonisti è comunque alto quanto Kobe Bryant con me a cavalcioni, ma perchè il buonsenso, l’equilibrio, la pacatezza dei tre nel gestire la situazione è una roba da manuale e io i manuali, di fronte a conflitti di natura sentimentale, li ho sempre lanciati in testa a qualcuno. Specie quelli sopra le quattrocento pagine. Nulla, del resto, in questa faccenda è clichè. Tutto, al contrario, capovolge le nostre poche granitiche certezze: gli uomini non mollano le mogli. Le ex mogli fanno delle guerre agli ex mariti che la Cambogia al confronto è un tè con le amiche. Le soubrette scelgono di vivere con pudore e profonda riservatezza il dolore del divorzio parlandone solo con chi può capirle davvero: Alfonso Signorini. E infine, le conduttrici radical chic si fidanzano con un un manager d’azienda o con Alain Elkann, mica con un calciatore. E invece qui c’è un uomo che lascia eccome la moglie per un’altra e senza neanche starci a pensare un granchè, una Seredova che non parla con i giornali e la D’Amico- una sobria, colta, preparata- che come una Melissa Satta qualunque si fidanza con un calciatore. Che s’è comprato il diploma come il Trota, per giunta. Continua