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probabilità

non compro biglietti della lotteria perché sono assolutamente convinta che, con una probabilità su qualche milione di vincere, credere che tocchi proprio a me è una follia. Mi prende uno sturbo ogni volta che salgo su un aereo perché sono assolutamente convinta che, se è vero che un aereo ha una probabilità su qualche milione di cadere, toccherà di certo al mio. Insomma, il mio è un pessimismo ottimista.

un po’ lunga come agonia..

A coloro che cantano il ritornello: “il teatro sta morendo”, ritenendolo moderna e ineluttabile profezia, ricordo che esiste un bel volume di Silvio D’Amico dal titolo “La crisi del teatro”. Anno di pubblicazione : 1931

Primo incasso nazionale!


dal quotidiano La Stampa
FUNZIONA SEMPRE NONOSTANTE L´ETA´ IL CLASSICO DI GARINEI E GIOVANNINI CON IL MEDICO IN FAMIGLIA AL POSTO DI DORELLI
Aggiungi un posto a tavola per Scarpati
La commedia parla al fanciullino che è in ogni spettatore come i cartoni Disney che piacciono a nonni e nipoti
MILANO
Il teatro, si sa, è un’arte effimera che muore tutte le sere. Poi però esistono i classici, ossia quei testi, molto rari, che sopravvivono all’occasione, e che quindi vengono recuperati a distanza di anni, fino a entrare nel cosiddetto repertorio. Essi di solito vengono adattati alle nuove circostanze; il nuovo attore che fa Amleto è glabro e affilato, via dunque le battute sulla barba e la corpulenza scritte per colui che, come dicono gli inglesi, «creò» la parte. Infine arrivano i registi e ricreano tutto loro, rimontano il testo partendo dal finale, cambiano sesso ai personaggi, e insomma modernizzano ogni cosa. Non così, non ancora, per i lavori della premiatissima ditta Garinei e Giovannini, i prodotti della quale non solo ritornano ciclicamente, e dunque possono cominciare a considerarsi classici a tutti gli effetti: ma ritornano in una veste quanto più possibile vicina a quella originale. La ditta insomma non si «adegua», ma vende tutto il pacchetto. Il festosissimo «Aggiungi un posto a tavola», or ora rinato al Teatro Nazionale, cambia soltanto pochissime virgole del fatidico testo della coppia, scritto con Iaia Fiastri, e tutt’al più qualche semiminima delle musiche di Armando Trovajoli; e presenta la stessa regia di Pietro Garinei, lo stesso impianto scenografico e gli stessi costumi di Giulio Coltellacci, le stesse coreografie di Gino Landi e persino la stessa voce registrata di Renato Turi della prima al Sistina nel 1974. Un simile caso di spettacolo conservato in naftalina ad uso dei posteri è rarissimo sulle scene moderne. Più familiare, nel cinema, è l’esempio di Walt Disney, che ripropone ai nipoti gli stessi cartoni animati che avevano deliziato i loro nonni. Ma Walt Disney, si dirà, si rivolge al pubblico dei bambini, e i bambini ignorano le mode; tutti i bambini, fino a una certa età, apprezzano le stesse cose. Be’, diciamo allora che Garinei e Giovannini si rivolgono al fanciullo contenuto dentro ogni spettatore. In ogni caso, moda o non moda, la confezione di trentasei anni fa non sembra invecchiata affatto. Il famoso girevole di Coltellacci, ingegnoso ma contemporaneamente giocoso, funziona come allora, e la costruzione a vista dell’Arca attira lo stesso applauso scrosciante; i balletti scaturiscono dalla situazione con la stessa irresistibile energia; la pastosa voce del compiantissimo Turi continua a essere magnificamente ironica e autorevole, facendo piazza pulita delle imitazioni che hanno nel frattempo inondato la pubblicità televisiva. E il finale con l’arrivo della colomba vera continua a imporsi irresistibilmente come il più geniale mai inventato per un musical. Qualcuno ha bisogno di ricordare la vicenda? Stanco degli uomini, Dio ha deciso di scatenare un secondo Diluvio, e come l’altra volta affida la preservazione della specie a una piccola comunità. Il nuovo Noè è un pretino di montagna che incontra difficoltà per convincere i parrocchiani e soprattutto un ostile sindaco, il quale oltretutto dovrebbe fornire il legname per la fatidica imbarcazione. Della vicenda fanno parte anche l’adolescente figlia del sindaco innamorata del prete, il simpatico scemo del villaggio nonché anima candida, e una battona di passaggio. Ci sono situazioni e battute spiritosamente audaci nei confronti della religione (Dio si stupisce apprendendo del celibato dei preti: «Quando mai l’ho ordinato?»), ci sono canzoni incantevoli, e ci sono messaggi di concordia e volemose bene (due formiche sono meglio di una, aggiungi un posto a tavola che c’è un amico in più). Che altro volete sapere? Sì, i nuovi interpreti sono all’altezza della situazione, soprattutto Chiara Noschese, una indistruttibile mignotta Consolazione con sfrontato accento alla Wanda Osiris. Il sornione Enzo Garinei è il sindaco, il garbato Max Giusti, lo zotico, la sorridente Martina Stella, una teenager graziosa quanto tenace. Come il calciatore Nedved, al quale dalla platea assomiglia come una goccia d’acqua, Giulio Scarpati dimostra di possedere quel guizzo che nei momenti difficili può risolvere l’incontro, e comunque recita adeguatamente e canta accettabilmente, soprattutto nei mezzi toni. Due ore più lungo intervallo, successone, repliche qui (Milano) fino al 16 febbraio.
Masolino d´Amico

ballate

Siamo convinti che la nostra vita sarà migliore quando saremo sposati, quando avremo un primo figlio o un secondo. Poi ci sentiamo frustrati perché i nostri figli sono troppo piccoli per questo o quello, e pensiamo che le cose andranno meglio quando saranno cresciuti.
In seguito siamo esasperati per il loro comportamento da adolescenti.
Siamo convinti che saremo più felici quando avranno superato questa età.
Pensiamo di sentirci meglio quando il nostro partner avrà risolto i suoi problemi, quando cambieremo l’auto, quando faremo delle vacanze meravigliose, quando non saremo più costretti a lavorare.
Ma se non conduciamo una vita piena e felice ora, quando lo faremo?
Dovrete sempre affrontare delle difficoltà di qualsiasi genere. Tanto vale accettare questa realtà e decidere di essere felici, qualunque cosa accada. Una delle mie citazioni preferite ha per autore Alfred Souza:
“Per tanto tempo ho avuto la sensazione che la vita sarebbe presto cominciata, la vera vita! Ma c’erano sempre ostacoli da superare strada facendo, qualcosa di irrisolto, un affare che richiedeva ancora del tempo, dei debiti che non erano stati ancora regolati, in seguito la vita sarebbe cominciata. Finalmente ho capito che questi ostacoli erano la mia vita.”
Questo modo di percepire le cose mi ha aiutato a capire che non c’è un mezzo per essere felici, ma che la felicità è il mezzo.
Di conseguenza, gustate ogni istante della vostra vita, e gustatelo ancora di più perché lo potete dividere con una persona cara, una persona molto cara per passare insieme dei momenti preziosi della vita, e ricordatevi che il tempo non aspetta nessuno.
E allora smettete di pensare di finire la scuola, di tornare a scuola, di perdere 5 kg, di prendere 5 kg, di avere dei figli, di vederli andare via di casa. Smettete di aspettare di cominciare a lavorare, di andare in pensione, di sposarvi, di divorziare.
Smettete di aspettare il venerdì sera, la domenica mattina, di avere una nuova macchina o una casa nuova. Smettete di aspettare la primavera, l’estate, l’autunno o l’inverno. Smettete di aspettare di lasciare questa vita, di rinascere nuovamente, e decidete che non c’è momento migliore per essere felici che il momento presente.
La felicità e le gioie della vita non sono delle mete, ma un viaggio.
Lavorate come se non aveste bisogno di soldi. Amate come se non doveste mai soffrire. Ballate come se nessuno vi guardasse. (R.Norwood,almeno credo)

Daisaku Ikeda

Infatti sbagliavo,il testo che ho riportato qui sotto è di Daisaku Ikeda. Se non avete idea di chi sia, come del resto me, prima che mi imbattessi in questo suo scritto cercando tutt’altro, visitate
http://www.sgi-italia.org/chi/Ikeda.html

stromboli&co

si usa dire, specie in caso di denunce all’assicurazione dopo incidenti d’auto(testuale): “dì che ti fa male la testa, tanto con la testa non ci capisce niente nessuno”. Credo che l’affermazione si possa decisamente estendere nel seguente modo: “…tanto con la testa e i VULCANI non ci capisce niente nessuno.”

mi chiedevo

Se è vero che l’atto di mangiarsi le unghie è un modo per scaricare ansia ed aggressività repressa,ora che ho smesso,dove vanno a sfogarsi i miei istinti bellicosi? Non è che per due centimetri d’unghia in più finisco per ammazzare una vecchietta?

L’oroscopo di bea per il 2003

(SCUSATE IL TITOLO di questo post,”l’oroscopo di bea” sembra la rubrica astrologica su Manidifata e invece sono le previsioni per l’anno nuovo della grande mariemarion,una che riesce ad interessare sia che parli di astrologia che di fisica quantistica.
Eccole:
Per sdebitarmi, facciamo un giretto tra gli astri dei prossimi anni, in culo ai Branko & Co. che vi stanno propinando certe stronzate che a chiamarla astrologia c’è solo di che andare a fare lo spazzino. Prima di tutto: si stramba, innovazioni e rivoluzioni per parecchi segni all’interno del 2003. I PESCI, tanto per cominciare. A marzo Urano, il pianeta della Rivoluzione, lascia il segno dell’Acquario per trasferirsi nel segno dei Pesci. Dove sosterà con calma e per favore per i prossimi SETTE ANNI! Il che significa che finalmente i Pesci potranno regalare a se stessi, mollando gli ormeggi della sfortuna che li ha seviziati da qualche anno a questa parte, per andarsi a vivere allegramente il loro folle sogno di GENIO & SREGOLATEZZA! E dunque via libera e semaforo rigorosamente VERDE per tutti i pesciolini nati sotto il segno di una patologica timidezza. Sgombrate il campo dal vostro terror di vivere e saltate sul primo autobus che Urano vi manderà incontro. Non abbiate paura, stavolta non sbaglierete, stavolta quell’autobus rappresenterà la realizzazione del vostro sogno di libertà. Semaforo verde anche per il SAGITTARIO e la VERGINE! Ai quali è capitato il brontolone Saturno che da due anni e mezzo continua a chiedere conti e bilanci della propria vita. E non è che Saturno, il pianeta della maturazione, chieda solo conto, no. Lui rompe anche i coglioni come a dire: voio vedé si sei abbastanza maturo pe passà l’esame alla vita superiore, tacci sua!Per sdebitarmi, facciamo un giretto tra gli astri dei prossimi anni, in culo ai Branko & Co. che vi stanno propinando certe stronzate che a chiamarla astrologia c’è solo di che andare a fare lo spazzino. Prima di tutto: si stramba, innovazioni e rivoluzioni per parecchi segni all’interno del 2003. I PESCI, tanto per cominciare. A marzo Urano, il pianeta della Rivoluzione, lascia il segno dell’Acquario per trasferirsi nel segno dei Pesci. Dove sosterà con calma e per favore per i prossimi SETTE ANNI! Il che significa che finalmente i Pesci potranno regalare a se stessi, mollando gli ormeggi della sfortuna che li ha seviziati da qualche anno a questa parte, per andarsi a vivere allegramente il loro folle sogno di GENIO & SREGOLATEZZA! E dunque via libera e semaforo rigorosamente VERDE per tutti i pesciolini nati sotto il segno di una patologica timidezza. Sgombrate il campo dal vostro terror di vivere e saltate sul primo autobus che Urano vi manderà incontro. Non abbiate paura, stavolta non sbaglierete, stavolta quell’autobus rappresenterà la realizzazione del vostro sogno di libertà. Semaforo verde anche per il SAGITTARIO e la VERGINE! Ai quali è capitato il brontolone Saturno che da due anni e mezzo continua a chiedere conti e bilanci della propria vita. E non è che Saturno, il pianeta della maturazione, chieda solo conto, no. Lui rompe anche i coglioni come a dire: voio vedé si sei abbastanza maturo pe passà l’esame alla vita superiore, tacci sua! Questi tre segni (PESCI, VERGINE e SAGITTARIO), baciati nuovamente dalla fortuna, potranno rifarsi di tutto ciò che gli è stato propinato e che in quanto a sfortuna economica, sentimentale e morale, è stato parecchio assai. Dalla primavera, dunque, e finalmente per parecchi anni via libera a questi segni. Con un piccolo consiglio. Non è che all’improvviso, appena un pianeta cambia strada, la vita cambia da così a così come per un tocco di bacchetta magica. Perciò… prendetevi qualche mese di ferie mentali, alla chissenefregaditutto insomma, per riposare la psiche sottoposta a continui, pesanti imput negativi. E rinviate al prossimo settembre la presa di coscienza di ciò che vorrete fare nel prossimo stralcio di vita. Forse, come sempre càpita nei transiti di Saturno, vi sentirete un po’ più soli e parecchio delusi da coloro che credevate amici e che v’hanno abbandonato nel momento del dolore. Ma, come dice il proverbio…. meglio pochi ma buoni. AUGURI!
Semaforo VERDE anche per le classi35-36, 45-46, 57-59, 62-63, 64-66, 70-72, 74-76 (lira più lira meno), specie se appartengono ai segni del: CANCRO, SCORPIONE, TORO, ACQUARIO, GEMELLI, LEONE, VERGINEe SAGITTARIO. Alcune vedono allontanarsi il malefico Saturno, le altre possono contare dell’influsso benefico di Urano, insomma il mondo è vostro cominciate a davve dafà, per cortesia. E AUGURI!
Semaforo rosso, o arancione a seconda dell’anno di nascita, per i CAPRICORNO, gli ARIETE, le BILANCE per i quali segni è tempo di bilanci da Saturno opposto. Alla stessa stregua delle seguenti annate:31-33, 37-38, 52-54, 60-61, 67-69, 88-89 (per quest’ultima classe si tratta solo della fisiologica malattia esantematica chiamata adolescenza). Tempo di bilanci. Che significa niente paura! Tutti, chi più chi meno, ci abituiamo a quella galera del tran tran quotidiano e per quieto vivere, paura, pigrizia, interesse economico o sentimentale, non ci accorgiamo che mentre tutto sembra apparentemente funzionare alla meno peggio dentro l’animo nostro s’è spento o soffoca nella cenere il lume della capacità di rivoltare la nostra vita e migliorarla. Una galera l’abitudine, diceva mia madre. Che uccide l’uomo ma all’interno della quale l’uomo ci soffre tanto bene.
Ad evitare che ci si ingrigisca in un processo mentale che diventa abitudine e niente ha più del giovanile istinto rivoluzionario eccoti che passa il buon Saturno, sempre lui, il pianeta dei bilanci, della maturazione, della vecchiaia. E da buon architetto del nostro palazzo astrale comincia a scrollare l’edificio per vedere quanto ci sia di rotto, di fatiscente, di incancrenito, di vecchio se non si è nell’età della vecchiaia. E tanto scrolla, tanto rompe, che alla fine se ne vengono giù a pezzi finestre e grondaie, pezzi di tetto e financo qualche vecchio tubo arruginito. Se si ha l’istinto del più infimo e tirchio padrone di casa che nulla vuole spendere in manutenzione del palazzo, ovvero se si fa finta di NON SAPERE che al nostro interno qualcosa ci ha stufato e va cambiato, si partirà col piede sbagliato per il nuovo stralcio di vita fino al prossimo transito dello stesso Saturno. E a quel punto, non più giovani, questo transito potrebbe risultare duro parecchio.
Se, invece, si ha il coraggio di “spendere” quattro lire a rimontare infissi e tubi rinnovati, ovvero se si ha il coraggio di scarnificare il nostro Inconscio con il bisturi della Ragion Pura a verificare cosa c’è che non va e buttarla via, il transito, anche se apparentemente scassacazzi al momento, risulterà foriero di novità vere, quegli autobus, come li chiamava mia madre, quelle occasioni della vita che nell’antro buio della bieca abitudinarietà non si riescono a cogliere.
Sembra insomma, a leggere l’astrologia con la lente della conseguenzialità storica, che accada sempre qualcosa perché l’uomo riesca, anche se a volte dolorosamente, a non incancrenirsi MAI, in un rapporto di coppia come nel lavoro, nella sfera sentimentale come in quella lavorativa, ma soprattutto riesca a trarre dai bilanci di Saturno la capacità e l’insegnamento per affrontare altri pezzi di vita con una maturazione diversa. Va detto infine che i transiti di cui abbiamo parlato sono considerati “lenti” perché sostano in un segno, armonico o disarmonico per tre o sette anni. Ma non è che per i segni “fortunati” la vita da domattina s’ammanti di rose e viole. I piccoli transiti veloci, roba di poco, al massimo un mese), possono anch’essi mettersi armonici o disarmonici sui nostri pianeti natali.Un transito lunare, che dura quarantott’ore, potrà infastidirci e renderci musoni se disarmonico, farci sprizzare d’allegria se armonico, comunque si tratta di poche ore e … passa presto.(a ricordare peraltro che la felicità, come il dolore, non sono mai PER SEMPRE). Un Mercurio quadrato (disarmonico) come quello di Zu e Selvaggia in questo periodo, provoca poche entrate, tante uscite, un giramento di coglioni mai visto, l’interruzione delle amicizie, il black out comunicazionale (perfino un compiuter che non funziona!). Ma anche in questo caso si tratta di semplice transito veloce. E se è vero, come è vero, che per chi ci sta dentro veloce non appare manco per niente, altrettanto vero è che quando è passato uno si sveglia e torna ad apprezzare la vita anche nelle sue più piccole sfumature. In questi casi l’amico vero resta vicino all’amico in panne, se non altro perché prima o poi toccherà anche a noi, famose a capì… qui la pianto per non sembrar fracazzo da Velletri.
AstrologicaMente mariemarion piesse: se poi qualcuno si vuole degnare di dirmi se la presente analisi astrologica riveste un minimo di interesse… be’, mi fa un grande regalo (micacazzi, ci’ò ir cervello ngrugnito dallo sforzo). Grazie e di nuovo ossequi a quel maledetto del padrone di casa

2003

Mi concederò un anno di navigazione a vista ,
ma ringrazio l’anno vecchio per tutte le carte nautiche che mi ha permesso di tracciare.