Navigate / search

Chiuso il sipario…

Cosa succede dopo che una ragazza normale prende parte ad UNA puntata del Maurizio Costanzo Show: – le persone che dichiarano di essere “tuoi mezzi parenti” crescono in quantità esponenziale, facendoti dubitare della moralità di tua madre e di tuo padre. – Ti scrivono chiedendoti foto dei tuoi piedi. – Ti scrivono svariati minorenni dichiarando: “Spero che l’età non sia per te un problema!” Per me no, per la legge sì. – per due giorni non fai che rispondere alla domanda: “Com’è Costanzo dal vivo?” – per due giorni non fai che rispondere alla domanda : “Ma Pino Insegno è così simpatico anche di persona?” – qualcuno ti chiede se già che ti trovavi lì hai incontrato pure la De Filippi. – Si rifanno improvvisamente vivi compagni del liceo, delle medie, dell’asilo. Qualcuno ha anche giurato di aver fatto il militare con me e in un paio di casi sono stata anche lì lì per crederci. – ti chiedono cosa succede durante i consigli per gli acquisti. – ti chiedono cosa accade nei camerini. Per soddisfare la morbosità della domanda non basta neanche sostenere che: si fanno simpatiche orge sataniche in cui Costanzo è travestito da Belzebù, Pino Insegno da Alì Babà e Demo Morselli da giovane e vergine ancella che compie atti di sodomia sugli ospiti della puntata aiutandosi con gli strumenti a fiato mentre il resto della band intona i Carmina Burana. A fine puntata il pulmino della produzione porta tutti a Prima Porta a profanare un paio di tombe tanto per chiudere in bellezza. – arrivano foto via mail di qualche milione di megabyte che intasano per ore la posta e spesso si tratta di ritratti di animali domestici. – Arriva un discreto numero di proposte di matrimonio. – Arriva un cospicuo numero di proposte legalmente meno impegnative ma forse un po’ più impegnative sul piano fisico. – Un discreto numero di persone ti dice: com’eri bella in tv! (insinuando in te il dubbio di essere uno schifo dal vivo) – Un discreto numero di persone ti dice: sei meglio di persona! (insinuando in te il dubbio di fare schifo in tv) – TUTTI ti dicono cosa avresti dovuto dire, fare, rispondere in quel rilassante momento che è stato la simulazione di un orgasmo di fronte a qualche milione di telespettatori. – Molti chiedono: ora quali sono i tuoi progetti? Non capendo che è cambiato tutto senza che nella sostanza sia cambiato niente. – Arrivano foto di pretendenti accompagnate da foto di proprietà immobiliari.Per la serie: “Se non ti va di ascoltare il tuo cuore senti almeno il parere di un consulente di Tecnocasa!” – il vicino di casa che fino a ieri tirava “cocci di cocomero” nel tuo giardino,comincia improvvisamente a salutarti amorevolmente. – Cominciano a fiorire aneddoti sulla tua innata e indiscussa predisposizione per il mondo dello spettacolo del tipo: “Ah, io sta ragazza me la ricordo quand’era piccola, veniva ar negozio da me e me cantava tutta la sigla de Kiss me Licia davanti ai clienti! Se vedeva che c’aveva talento!”

State bboniiiii!

La puntata va in onda questa sera e domani mattina in replica. Ragazzi, non ci crederete ma sono entrata pure nel vestito e mi sono concessa di respirare durante i consigli per gli acquisti.

Ospiti: Natalino Balasso Antonio Giuliani Selvaggia Lucarelli Pino Insegno Roberta Lanfranchi Fabio Canino Mercedes Ambrus Angelo Orlando Manuel Frattini Dario Bandiera

La verità sui provini

Intanto voglio premettere che dopo cinque anni di questo mestiere non mi è ancora ben chiaro se i provini si chiamano provini perchè consistono in alcune prove da superare o perchè semplicemente da registi a produttori alla fine ci provano tutti. Direi che comunque l’etimologia è certa, è il discorso semantico circa il verbo provare che mi pare più incerto.Il provino è una scuola di vita, forgia, fortifica. Uno può aver fatto tutti i corsi di sopravvivenza che vuole, può aver imparato a orientarsi con le stelle, a mangiare bacarozzi,a navigare un fiume al contrario meglio di un salmone, a depurare l’acqua di una pozzanghera e a trasformarla in Chinotto,a orientarsi nella foresta amazzonica e sul grande raccordo anulare, a riconoscere lo scirocco dal maestrale, un cirro da un cumulonembo,a riconoscere un fungo velenoso, a riconoscere ancora la Vanoni dopo il settantacinquesimo intervento estetico , ma se non ha affrontato almeno un provino nella sua vita conserverà sempre una certa dose di vulnerabilità.Ve lo garantisce una che da quattro anni a questa parte ne ha sostenuto di tutti i tipi.Intanto dovete sapere che fare provini non è poi così semplice, solitamente è la propria agenzia che procura gli appuntamenti, ma in linea di massima, i provini si svolgono in un clima di clandestinità che non dovevano avere neanche i raduni carbonari nel periodo della dominazione austriaca. Tutto ciò avviene per un motivo semplicissimo: maggiore è il numero di persone presenti a un provino e minori sono le probabilità di essere scelti. Inutile dirvi il clima di idilliaca fratellanza e solidarietà che si respira nelle anticamere in cui s’attende, anche per ore, il proprio turno. Visto che più o meno ai provini gira sempre la stessa gente, si finisce per conoscersi un po’ tutti e per incontrarsi in continuazione. Incontro-tipo tra due belle ragazze ad un provino per un’importante fiction: “Tesoooorooooooooooooooo! Anche tu qui???” “Stellaaaaaaaaaaaa! “(seguono tre ore di pomiciate ) “Sì guarda, io neanche volevo venire, l’ho saputo all’ultimo minuto.” “Lo dici a me ? Io anche l’ho saputo un’ora fa, sono venuta vestita com’ero!”(generalmente chi pronuncia questa frase ha saputo del provino con un mese di anticipo e s’è fatta cucire l’abito su misura dalla sarta personale della regina Elisabetta.) “Ti trovo benissimo!!! Sei dimagrita?” “Sì, ma anche tu sei sempre più bella!!!!” A questo punto una delle due viene chiamata a sostenere il provino. “In bocca al lupo stella!” “Grazie ciccia!” Neanche si chiude la porta che quella rimasta fuori si gira vero un’altra e : “Madonna come s’è invecchiata!A momenti manco la riconoscevo. Poi me la ricordo quando facevamo I cervelloni insieme , c’aveva un ber fisico, mo’ ha messo su un sedere che quando stende le mutande sul terrazzo c’è l’eclissi di sole!” Terminate le prove le due si salutano amorevolmente. “Allora ci teniamo in contatto, mi raccomando!” “Sì sì dai, così se c’è qualche provino ti avverto!” “Ma che scherzi! Pure io te lo faccio sapere subito! Se non ci aiutiamo tra noi!” “Ora scappo che sto partendo per Parigi!” “Sì vado anch’io che accompagno mia madre al San Camillo a fare un’endoscopia!” Un’ora dopo si ritroveranno entrambe allo stesso provino per una pubblicità, nell’imbarazzo che vi lascio immaginare e accampando scuse coraggiose del tipo: “No, è che l’aereo per Parigi ha avuto un guasto e non è partito…” “Ah, beh, mia madre è proprio morta durante l’endoscopia e a sto punto che rimanevo a fare!Poi la vita deve andare avanti…” Anche i luoghi in cui si svolgono le audizioni hanno sempre un’aria misteriosa e sinistra. Non si sa bene perchè ma le sedi sono sempre occultate a parecchi metri sotto la superficie terrestre,in semi-interrati, scantinati, ex-garage… ma esistono testimoni piuttosto attendibili che raccontano addirittura di provini sostenuti in bunker antiatomici, nelle catacombe paleocristiane e si narra addirittura di un’audizione tenuta in un diverticolo della Cloaca Massima in cui l’operatore video era una pantegana di sette chili e mezzo piuttosto irascibile. Non di rado durante i provini si assiste a fenomeni naturali di un certo fascino tipo l’improvvisa fuoriuscita di soffioni sulfurei dal pavimento o lo spettacolare ritrovamento di qualche tomba patrizia . Per i provini dopo le sei di sera l’agenzia raccomanda la puntualità, la parte a memoria e il casco da speleologo con luce frontale e corde per la discesa. Emblematico il fatto accaduto nel lontano 1959 ad un caratterista di Brescia che, convocato alle otto di sera per il ruolo di un centurione romano per il film Ben Hur, si presentò con il casco ma, avendo incautamente dimenticato di cambiare le pile , si ritrovò improvvisamente al buio e perdette l’orientamento. Dopo anni di vane ricerche fu ritrovato in avanzato stato di decomposizione da Neri Parenti che stava ultimando il cast di Natale sul Nilo che appena lo vide urlo’ al suo staff : “Ah regà, avemo trovato la mummia!” .Ai provini accade sempre che chi ha appena sostenuto l’audizione, viene assalito da una raffica di domande di quelli che attendono il loro turno : “Che t’hanno chiesto? Che hai dovuto fare? Ma com’è il regista?”. Generalmente, sempre per il clima di fratellanza di cui parlavo prima, le risposte sono sempre rassicuranti: “Mi hanno chiesto di recitare nel dialetto veneziano di Goldoni la formula dell’isomero del butadiene e di altri idrocarburi a tema libero e di associare il tutto ad una semplice prova fisica che consisteva in una verticale sulla scrivania, balzo, doppia rotazione in fase aerea e atterraggio sul cavallo con maniglie , il tutto sorridendo alla telecamera. Comunque il regista vi metterà a vostro agio,si tratta di un simpatico incrocio tra Pacciani e un ippogrifo. Buona fortuna a tutti!”. Quando si sente la parola “provino” si è abituati ad associarla immediatamente ad audizioni importanti per una parte nel cinema o per presentare un programma televisivo.In realtà si fanno provini per le cose più impensate.Tra quelli più memorabili che io ricordi c’è stato quello per la pubblicità del riso “Flora” per l’insalata di riso . C’erano i seguenti ruoli disponibili:Flora, il chicco di riso.L’oliva.Il cetriolo.Il fungo.L’uovo.Due chicci di mais.Nessuno sapeva per quale ruolo fosse in lizza, tranne forse quelli che erano lì per quello del cetriolo ma hanno avuto il buongusto di non farlo sapere agli altri maschi del gruppo che già si guardavano con un certo sospetto…Io non seppi mai per interpretare quale sottaceto fossi stata candidata e vi confesso che ancora oggi, nelle notti insonni e senza luna, girandomi e rigirandomi nel letto,spesso me lo domando. Ah, domani ci sono i provini per “Incantesimo”, chi fosse interessato si presentasse alle cinque del pomeriggio vestito casual qui.

sottovoce

Credo non sia del tutto normale che prima di addormentarmi spesso mi chieda cosa risponderei alla mitica domanda di Marzullo: ” Si faccia una domanda e si dia una risposta”. Non è normale per niente, anzi, credo che dovrei farmi delle domande sulla mia salute mentale e darmi delle risposte. Così come non è normale che la mia aggressività repressa si manifesti col mio continuo sbagliare nello scrivere il codice del grassetto, sempre “stronz” anzichè “strong” . Devo ricominciare a mangiarmi le unghie, è più sano.

E vabbè, lo dico.

Signore e signori, ho il piacere di informarvi che il Financial Times aveva ragione: la televisione italiana è alla frutta. Hanno chiamato perfino me. Lo so da un po’ di giorni ma non sapevo bene se dirlo o no, poi oggi hanno organizzato quella manifestazione a Roma per festeggiarmi e non ho più potuto nasconderlo. :))) “Pronto mamma, volevo darti una bella notizia : lunedì registro una puntata del Maurizio Costanzo Show!” “Se vuoi lo faccio io, tanto lo vedo sempre, quando c’è la pubblicità ti stoppo la registrazione così viene meglio!” “No mamma non hai capito, ci sono io ospite.” Lungo silenzio. “Oddio perché, che hai combinato?” “Mamma è il Maurizio Costanzo Show non “I grandi processi”, che devo aver combinato?” “Ah.” “Senti mamma, io lo so che a Civitavecchia vi verrà la tentazione di dirlo a tutti, se magari poteste giusto evitare di montare in giardino il maxischermo di Italia ’90 e far suonare le sirene in porto non appena si apre il sipario del Parioli, credo che mi sentirei sollevata. Pronto? Pronto? Pronto mamma????????” Era già sul balcone a montare le casse. Pare sia già andata dal sindaco a chiedergli che mi consegni le chiavi della città. Se me le danno ci chiudo mia madre dentro a doppia mandata, giuro. 🙂 Comunque, mi sono comprata un vestito…il problema serio è che per riuscire ad entrarci entro lunedì ho un menu’ così congegnato : Pranzo: due bacche e un lampone strizzato ben bene nella carta assorbente. Merenda: se vabbè mo’ pure la merenda. Cena: due uova di cardellino in camicia albume escluso. La tabella di marcia prevede inoltre: – sei giri di raccordo anulare a passo sotenuto la domenica mattina. – Tre ore e mezzo di step sulla scalinata del Campidoglio domenica pomeriggio. – argilla effetto dimagrante su tutto il corpo in quantità non minore di quella occorsa per edificare la città di Pompei. – gel effetto urto shiseido costo 70 euro il cui effetto urto è garantito nel senso che ti urti e incazzi come una iena perché hai venduto il Gronchi rosa del povero nonno per l’acquisto e non serve a niente. – massaggio vigoroso effettutato a quattro mani da Luciana Turina e Giuliano Ferrara. – biancheria intima in carta velina arrivata apposta da Fabriano per evitare spessori di alcun genere. – e infine, grasso di foca artica da spalmare su tutto il corpo prima di infilare l’abito. Intanto è da stamattina che faccio nella vasca le prove di apnea perché al primo respiro che mi concedo parte un bottone che come minimo scheggio un dente a Demo Morselli .Comunque, se la dieta non dovesse funzionare, per entrare agevolmente nell’abito…c’è sempre un altro sistema.

Laguna Blu

Ho tre-brufoli-tre che neanche a tredici anni nel picco della tempesta ormonale che si è verificato durante la visione di Laguna Blu ,episodio che in un’ora e mezzo vanificò nove anni di scuola dalle suore.

Piovono critiche…:)

dal blog di Pino Scaccia: LA PROVOCAZIONE DI SELVAGGIA Egregio dottor Scaccia, da tempo leggo il suo sito e molte volte m’è corsa la fantasia di intervenire nei suoi aperti e civilissimi dibatti. Non lo faccio perché mi sembra ultroneo togliere spazio ai giovani ai quali riconosco il diritto alla parola più che a noi “vecchietti”. Ma ora, dottor Scaccia, mi corre l’obbligo di puntualizzare alcune questioni circa una lettera pubblicata sul suo sito qualche giorno fa e firmata Giuseppe Parisi. Lettera indirizzata a tale “Selvaggia”, non so se pseudonimo o nome vero.In base a quella lettera mi sono preoccupato civilmente di aprire il sito della suddetta signorina e ciò che ho visto non mi è piaciuto. Ovvero, il suo richiamo ai suoi lettori per salvarne l’integralità morale e contestualmente la vista di certe sue pose molto scollate e molto seduttive mi fa pensare che d’altro si tratti in questo caso. E cioè che sia giusta l’interpretazione del signor Giuseppe Parisi con il cui giudizio concordo appieno. Ma dirò di più: preversare la propria moralità, signorina Selvaggia, è certamente obbligo di quella coscienza, di quella dignità che o la si ha dentro di sé oppure è inutile cercar fuori. Lei signorina Selvaggia è soltanto alla ricerca di un grosso successo di lettori e di qualche parte piccola o grande come attrice in qualche film.Ma vede, signorina Selvaggia, non v’è chi non veda che il suo vero scopo è talmente lapalissiano che forse soltanto un bambino ingenuo non capirebbe e non smaschererebbe.La sua moralità, se ne avesse, è sotto tutela della sua dignità, se ne ha. E contro la dignità a nulla valgono le profferte di chiunque, da ciò che lascia traspirare il suo appello, di quel do ut des che lei ci vorrebbe far credere, e non aggiungo altro.Il suo piano è fallito, signorina Selvaggia, perché non credo che vi sia tra i lettori d’una certa elevatezza chi non l’abbia capito e smascherato. Se voleva pubblicità gratuita e diventare un’attrice famosa poteva percorrere le difficili vie del sacrificio e del silenzio, che alla fine portano lontano, magari in tarda età. Il suo appello a “noi” suoi lettori, mi spiace doverglielo dire, è una presa in giro dei “suoi” lettori più o meno potenziali. E mi dispiace vedere i suoi seni procaci e le sue gambe “bellissime indubbiamente” chiedere a noi un aiuto a preservare la “sua moralità“. Come il signor Parisi, anch’io di una certà età, mi sento preso in giro, non faccia l’errore, signorina, di calpestare l’intelligenza dei lettori.Le auguro comunque il successo che forse merita, ma ricercato con ben altre e più faticose strade.Riccardo Schiavo ( Vicenza) Gentile signor Schiavo,apprezzo tutta l’attenzione che ha dedicato alle mie parole, ai miei appelli e soprattutto alle mie foto, che – posso notare – non le sono affatto sfuggite. Le sue parole altamente etiche, la sua moralità, la forza e l’attenzione con cui espone le sue argomentazioni, e cerca di svelare quelli che sarebbero i miei veri intendimenti, mi stupisce e mi affascina.Condurrò la mia bellezza verso strade impervie e faticose, porterò il cilicio, mi augurerò di arrivare soltanto da vecchia a un felice coronamento della mia carriera artistica.Nel frattempo mi lasci sbagliare ancora, e non si mortifichi ancora tra le pagine del mio sito. Torni a suoi severi studi, e mi perdoni se è stato costretto a comprarsi un monitor da 20 pollici per vedere meglio le mie foto scattate al mare. Cordialmente Selvaggia Lucarelli

tortelli alla zucca

Avessi chiesto come si fanno i tortelli alla zucca o dove posso trovare un’edizione antica delle Epistulae ad familiares di Cicerone non avrei trovato una sola persona in grado di aiutarmi. Ma come si rimuove un dialer porno dal nome anasexprovaoraleconimembriesterni694733.ladogratis.com lo sanno veramente tutti. Li ho contati: sono accorsi in mio aiuto 57 MEDIOMAAAAAAANNNNN!!! Si lavora sodo negli uffici eh? 🙂 E io che sono stata pure a giustificarmi. E smettetela di chiedermi con cosa ha risucchiato la penna biro la signorina di ieri che stamattina è sparito pure il portapenne. Non so più se chiamarla ninfomane o cleptomane.

La solita sora pina

Signori e signori, intanto nun ho capito che vole dì er signor dagospia che dice che io so’ la risposta a ‘sto Ardo Grasso che io nun so’ proprio chi è sto signore. Ha mai fatto ‘na televendita de materassi? J’è mai annata in casa La vita in diretta? No, e allora nun po’ da parlà. Che poi io l’unico grasso che conosco in televisione è Ferrara, che quello dopo che l’ha portato, la cicogna s’è operata d’ernia. Intanto scusatime se oggi c’ho il dente avvelenato ma ieri me so’ entrati i ladri in casa e pe’ fortuna che nun sapevino che la combinazzione della cassaforte è la data de nascita de Ridge. Che ho rischiato grosso, che dentro ce stavino tutte le puntate reggistrate de biutiful dar novanta a oggi, a parte quella de quanno è morta Mesi che sta nel cavò der Banco di Roma assieme a un aerografo dell’avvocato Pandiscia dei I fatti vostri . Che i sordi vabbè, uno se li rifà, ma certe cose non cianno valore e bisogna che uno se le tiene da conto. Comunque vabbè, prima che me pija un cactus omicida, ve dico subbito che oggi me vojo da sfogà co’ quer giornalista der Finansial Taims che ha detto che la televisione italiana è deficiente e inutile. Intanto je vojo da ricordà ar signore che è inglese, che se n’era pe’ la televisione italiana certi talenti de casa sua come Filippo der grande fratello ancora stavino a sbuccià piselli. Va a fa’ der bene alla gente. Seconna cosa je vorrei da spiegà che la televisione italiana te impara un sacco di cose. Je faccio n’esempio . Er mi fijo più piccolo, Cledi, se vede tutte le domeniche l’esperimenti de Giucas Casella e mo’ s’è messo in testa che vo’ fa pure lui er paragnosta . Sta domenica ha visto l’esperimento quello che Giucas Casella s’è fatto mette sotto terra e allora l’ha voluto da fa’ pure lui. L’avemo portato alla tenuta de carote de Maccarese e nun è pe’ dì, ma mi fijo ha battuto già er record de Casella, c’è rimasto 27 ore, poi quanno ha cominciato a caccià er cacchio se semo preoccupati e l’avemo tirato fori. Eppoi che tv deficiente, ce stanno certi programmi che so’ davero culturali come quello di quei camions che fanno er giro der mondo, Overland, che mi marito s’è visto na puntata che s’arrampicavino sul Macciu Picciu e il giorno dopo in cava ha preso er camion e s’è arrampicato pure lui sur montarozzo de ghiaia . Pe’ ripiallo è dovuto da venì l’elicottero de Linea Verde e nun è pe’ vantamme, ma cor firmato der salvataggio cianno fatto due speciali di Rial tv. Io per esempio nun je dico che grazie ar televisore me so’ imparata un mestiere ma insomma, da quanno a Uno Mattina seguo i consigli de bellezza de Miscèl è tutta n’artra cosa.

L’artro giorno pe dije, ho seguito i consiji sua pe’ famme toje i peli incarniti e nella vasca da bagno c’ho messo du rami de pino, n’etto de rosmarino, du bulbi de salvia, sette foje de basilico e otto pacchetti de fiscerman. Insomma quanno so annata a toje er tappo er sifone s’è risucchiato tutto. Ora er problema è che da du’ giorni quanno apri i rubinetti ner quartiere anzichè uscì l’acqua esce er Centerbe Abruzzese che fa 75 gradi. Er poro nonno che nun lo sapeva s’è fatto er bidè e sotto s’è infocato tutto. Mo’ nun se la finisce più de dì che l’urtima vorta che aveva sentito tutto ‘sto calore da quelle parti pora nonna ciaveva diciottanni. Quinni direi che la tv alla fine fa bene pure all’anziani. Ora ve saluto che devo da anna’ a vede’ uno speciale di Sabato Vipp su Sciulz quello che metteva i microfoni da Costanzo che io e mi marito se lo dimo sempre che in televisione lui e la Goggi dovrebbero da sfruttalli de più che è pieno de gente che nun sa fa’ gnente. D’istinti saluti a tutti la Sora Pina la sora pina su dagospia http://213.215.144.81/public_html/articolo_index_6167.html

ehm…

Premetto che per raccontare questa cosa farò un preambolo che tende a giustificarmi moltissimo. L’altro giorno, tramite google, mi sono messa a cercare in rete delle foto che ritraessero svestita una tizia che da un po’ di tempo vanta la moralità di Rosy Bindi e sta sempre lì ad apostrofare vallette, pornodive e calendari altrui. Visto che ricordavo che questa novella Savonarola , nel momento ormai lontano del successo, si era denudata (e generosamente) ho avuto la brillante idea di cercare le prove.Vi dico subito che le ho trovate. Il problema è che durante la ricerca (che si è svolta in siti non propriamente di natura ecclesiastica) sul mio computer si è installato una specie di programma il cui logo si è infilato dappertutto, tra i preferiti, sul desktop,sulla barra del menù… In realtà non sarebbe neanche un problema se tale logo non ritraesse una simpatica ragazza nella tenera posizione della capra che bruca. A parte l’aver tassativamente proibito a mia madre di venirmi a trovare a casa per un periodo di tempo indeterminato, aver recintato il mio computer con filo ad alta tensione ed averlo protetto da una password che è un estratto di una conversazione di Biscardi, ora mi ritrovo nella spiacevole e imbarazzante posizione di chiedere aiuto a qualcuno. Che poi io ogni tanto ci provo a eliminare il tutto ma il bastardo di programma , quando sembra definitivamente sconfitto, mi apre una serie di finestre a tradimento dal contenuto inenarrabile.Ora,io potrei anche imparare a conviverci e alla fin fine queste simpatiche ragazze fanno anche compagnia, se però la signorina bionda di ieri potesse gentilmente restiturmi la penna biro ricordo di Amsterdam che mi ha risucchiato dalla scrivania le sarei tanto grata.