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La guerra vera

Alle 3.35 di questa notte sono partiti i missili. Su Baghdad. Non so molto di strategie internazionali, di risoluzioni dell’Onu, di tattiche militari. Non penso alle polemiche politiche, alle mosse della diplomazia. Vedo soltanto dei missili, le esplosioni che fanno tremare le case. Immagino le notti degli iracheni, murati nelle loro case. Uomini, donne e bambini vittime due volte. Della ferocia di Saddam e di una decisione insensata. Fuori dalla mia finestra tutto corre come sempre: negozi aperti, un sole che prova a scaldare, una primavera alle porte. Ma niente è più uguale a prima. Se l’inferno si riconosce anche dai dettagli penso alla tragedia di quelle donne, incinte di sei, o di sette mesi, che nei giorni scorsi hanno supplicato i medici dell’ospedale di Bagdhad perché le facciano partorire con un cesareo. Perché c’è la paura di non farcela. Penso all’embargo. Agli anestetici che mancano da anni. Alle incubatrici vecchie e inutili. Penso anche a quella bambina al telegiornale, quella bambina israeliana, con il ciuccio in bocca che guarda fissa i militari che addestrano la popolazione a mettere le maschere antigas. Questa è la guerra vera.

A proposito di riviste maschili

Oggi ho scritto su Macchianera questo articolo:
C’è una soddisfazione più grande dell’ avere un buon argomento per distruggere l’universo maschile : poter scrivere di quell’argomento in uno dei blog maschili di maggior successo.
Lo confesso. Ho ceduto alla tentazione di comprare la nuova rivista maschile “For men magazine”. Del resto, come potevo resistere agli affascinanti argomenti annunciati dalla copertina (che, tra parentesi, ritrae un tizio con una faccia da pirla e un asciugamano di spugna bianca che fa tanto “figo da spogliatoio”)? Almeno quattro i titoli memorabili: “Falle dire basta stanotte!” , “Ricco entro Pasqua: 15 idee geniali” , “Trucchi: mangi il doppio diventi la metà“ e “Smetti di fumare e voli ai Caraibi” .
Non vorrei deludere il geniale direttore Andrea Biavardi , ma a far dire “BASTA” a una donna siete già tutti bravissimi da soli poichè di solito ne abbiamo abbastanza dopo i primi tre minuti. La vostra difficoltà sta nel farle dire “ANCORA!” , al limite. Ci pensi su, per il prossimo numero. Riguardo allo slogan “Ricco entro Pasqua”, beh, signor Biavardi, se vuole fare le cose fatte bene, nel prossimo numero alleghi anche due simpatici gadgets: passamontagna e chiave inglese. Alla promessa “Mangi il doppio e diventi la metà“, invece, tenderei anche a credere. Bisogna vedere la metà di cosa. Io se mangio il doppio, signor Biavardi, divento l’esatta metà del Partenone, in effetti. Infine, sempre in copertina, campeggia la scritta “Smetti di fumare e voli ai Caraibi”. Guardi signor direttore, io non ho mai conosciuto uno che abbia smesso di fumare e che sia andato in un’isola tropicale a festeggiare. In compenso ho sentito un sacco di gente che ha cominciato a fumare sostanze illecite e s’è fatta certi viaggi senza neanche uscire di casa che lei neanche si immagina. Ma questo è solo l’inizio. Una si illude che il peggio sia già tutto in copertina e invece no, il meglio è all’interno! A pagina cinquantadue c’è un avvincente e istruttivo servizio con tanto di foto redazionali su “come slacciarle il reggiseno” che tiene conto dei vari modelli (classico, seduttivo, sportivo…). A parte l’intelligenza del servizio in sè, vorrei soffermarmi sul consiglio per slacciare rapidamente il modello sportivo, che è : “se lei è spiritosa dacci un taglio con le forbici!”. Biavardi, io le garantisco che sono una donna alquanto spiritosa, ma se un uomo che magari conosco da poco, in un momento di intimità mi tira fuori dal taschino un paio di forbici, io come minimo penso che sia il mostro di Milwaukee e nella migliore delle ipotesi gli assesto un calcio nelle palle che il mese dopo il soggetto in questione passa dal suo For men magazine a Donna moderna . A pagina cinquanta poi, si tocca l’apice grazie ad un servizio che affronta la spinosa questione: “Se l’iguana domestico ci prova con tua moglie” . Nell’articolo si sostiene infatti che ci sono diversi casi di molestie sessuali da parte di iguana nei confronti di donne con il ciclo. Senta signor Biavardi, lei l’ha mai vista una donna col ciclo? Mi segua signor direttore, non parlo di una donna in sella al mororino. Parlo della donna in quei giorni lì. Ecco guardi, io in quei giorni ho la cera del cugino Itt e l’affabilità di Godzilla, non mi si avvicinerebbe a meno di cento metri un velociraptor si figuri un iguana. E infine, l’apoteosi vera e propria: il test “sei uno stallone o una schiappa?” . Le domande sono tra le cose più esilaranti che io abbia mai letto in vita mia. In pratica sei ritenuto uno stallone se rispondi sì a domande come questa: “Ti è mai capitato di farlo con una donna e poco dopo, con la sua compagna di stanza?” Un sacco di volte! Alla casa di riposo “Domus Mariae”. O “Di essere chiamato da una donna che ti chiede se può venire da te alle nove del mattino?” Sì certo, da una rappresentante della Folletto. Mi fermo qui. Donne, consoliamoci: noi una volta al mese avremo pure le nostre cose, ma loro una volta al mese hanno For men magazine in edicola. Mica lo so chi sta peggio.

Comunicazione importantissima

Questo messaggio si autodistruggerà entro stanotte:stasera, ore 19,00 circa, rinuncerò ai miei numerosi impegni per rilasciare un’intervista a Stefano Molinari speaker della mitica emittente romana Radio radio.Ne approfitto quindi per avvisare il bar “Tredici” che stasera, per sopravvenuti impegni, mancherò al torneo di scopone scientifico. Dite a Pino di trovarsi un altro compagno e di non calare gli assi subito, che lui ce l’ha il vizio.Radio radio (frequenza 104,5)

Ebbene sì..

( grazie a Macchianera (Gnueconomy) anche perché se in copertina su Sette non mi ci mette Gianluca Neri… )“E comunque la cosa importante per me è riuscire a trasmettere delle emozioni al mio pubblico.”

Contratto con gli e-lettori

In caso di successo

Contratto con gli e-lettori Tra Selvaggia Lucarelli, nata a Civitavecchia il 30-07-1974 (ma l’anagrafe di Civitavecchia ha misteriosamente preso fuoco per cui non esistono prove certe)leader del suo blog , del circolo bocciofilo “La pinetina” e della “Casa della libertà di non fare una mazza dalla sera al mattino”e gli e-lettori del suo blog,si conviene e si stipula quanto consegue: Selvaggia Lucarelli, nel caso remotissimo in cui abbia successo (anche per essersi resa protagonista di episodi di cronaca nera), si impegna a non realizzare nei primi cinque anni di popolarità le seguenti marchette: Non pronuncerò MAI, per nessun motivo serio, le seguenti frasi: – ora voglio che mi si apprezzi per quello che so fare.- non rispondo a domande sulla mia vita privata. -i sogni possono diventare realtà, basta volerlo. -non voglio un uomo bello,l’importante è che mi faccia ridere. -nel futuro voglio almeno dieci figli ma ancora posso aspettare, ora devo concentrarmi sul lavoro. – Hollywood mi voleva ma io ho detto no perchè amo troppo l’Italia. – Sono dieci mesi e tre giorni che non faccio l’amore.- “Sono molto emozionata di essere qui” anche se l’ospitata è ad una puntata di “Portami al mare fammi sognare” condotta da Alessandro Greco. – il mio modello è la Carrà (ora va di gran moda anche la Ventura) INOLTRE:– non mi procurerò colpi della strega saltando l’asta da Costanzo. Ed e viterò anche di prendere parte ad altre specialità olimpioniche dei contenitori domenicali.- non farò trenini a Buona domenica con Mavi Felli ed Edoardo Costa cantando ” Brigitte Bardot” .- non mi lascerò convincere di esser credibile come maresciallo della finanza per la nuova fiction sulle fiamme gialle dal titolo “Il maresciallo SCrocca”, vista la famosa abitudine di finanzieri e vigili urbani di non pagare al bar.- non infilerò la mano nel gabbiotto del Gadano – non pubblicizzerò il materassino gonfiabile di Gente assieme ad Amedeo Goria – non mi siederò in prima fila al Bagaglino fingendomi divertitissima quando Martufello esce travestito da Tina Cipollari.- non farò un calendario nuda e qualora venga meno ai miei propositi facendo foto con tutto l’armametario di fuori non dirò:” ho accettato perchè il fotografo è un fotografo internazionale”,non dirò che mi ha messa a mio agio e , soprattutto, non sosterrò che sono foto di gran classe mentre illustro lo scatto di dicembre in cui ho un pino tra le gambe e lecco voluttuosamente una palla dell’addobbo.- non batterò all’asta da Sotheby’s foto esclusive di matrimonio, cresima, battesimi, convalescenze, lutti.- non andrò all’inaugurazione del Billionaire partecipando all’asta di beneficienza per le babbucce con le iniziali di Briatore realizzate in pelo di non si sa cosa.(ma ho le mie teorie in proposito,visto quello di cui va a caccia tutto l’anno) -non sfanculerò fratelli ed amici di infanzia per far fare il testimone del mio matrimonio a Maurizio Costanzo.- non chiamerò Smaila ad intonare l’Ave Maria. – se andrò da Marzullo non starò lì con l’aria di prenderlo per il culo.- eviterò di fare la foto con l’indice in bocca e i capelli grondanti acqua per accompagnare servizi su Panorama sull’aumento della piovosità sul nostro pianeta.- eviterò di andare a parlare di infanticidi a Porta a porta con altri ospiti competenti quali Solange e la maga Patrizia.- eviterò di farmi prestare casa del mio conoscente più benestante per ospitare l’inviata di Cucuzza per “La vita in diretta” – eviterò di girare con cani nani nel marsupio Luis Vuitton.- eviterò di andare a Ciao Darwin in qualità di madrina delle maggiorate nell’avvincente sfida tra piallate e tettone.- eviterò di consigliare alle altre mamme di portare sempre con sè il proprio bimbo, anche sul lavoro, di dire che è un’esperienza meravigliosa averlo in camerino con me, tenendo a mente che se segue i miei consigli un’operaia che lavora in una fabbrica di vernici e solventi, ‘sta povera creatura a sette anni avrà un enfisema polmonare.- qualora dopo un po’ non mi chiamasse più nessuno neanche per unatelevendita di elettrostimolatori, eviterò di giustificare la cosa dichiarando : ” Ho preferito allontanarmi un po’ dal video.Mi sono presa un anno sabbatico. Ho deciso di dedicarmi alla mia famiglia che stavo trascurando ” e cazzate simili. – Non dichiarerò di sentire la necessità di andare in Tibet per entrare in contatto con la mia parte spirituale più profonda e allontanarmi per un po’ da valori effimeri quali successo e fama partendo con l’ufficio stampa eil fotografo al seguito e costringendo un monaco tibetano ad incipriarmi il naso.Eviterò di fare copertine di “CHI” dal titolo “Selvaggia Lucarelli: vi racconto il mio dramma.” Dramma che sfogliando il giornale si scoprirà essere la morte per cimurro del mio gatto Oscar.- la mia squadra del cuore è la Roma , se mi vedete rimanere in mutande tra zolle d’erba per farmi eleggere madrina di una qualsiasi squadra che non sia la Roma sono una cazzara. – Non andrò a cantare “Vecchio scarpone” da Paolo Limiti.Qualora dovessi venir meno agli impegni presi con i miei e-lettori e fare almeno dieci di queste marchette, autorizzo fin da ora tutti a denigrarmi sui loro siti e blog personali.Il presente atto è stato depositato nel tribunale di Forum alla presenza di Pasquale Africano. In fede Selvaggia Lucarelli

Basta poco, che ce vo’ ?

Nei giorni scorsi è accaduto un episodio molto simpatico: sul mio blog ho pubblicato una foto presa dal sito di un albergo di Levico Terme, provincia di Trento. Al direttore dell’albergo è stato segnalato un incremento di accessi al sito di circa mille visite provenienti appunto dal mio diario. Fatto sta che per riconoscenza mi hanno invitata a trascorrere un weekend nel loro albergo come ospite. Siccome vorrei che anche il proprietario di un altro sito si sentisse in debito con me in qualche modo e fosse perciò costretto a propormi un weekend da lui per ripagarmi della pubblicità, che per cortesia clicchereste numerosi QUI anche più volte al giorno e invitereste pure amici e parenti a farlo? Grazie. (Il messaggio qui sopra è di tale maturità e levatura da essere stato pubblicato anche sul settimanale Top Girl. Top Girl, top you!)

Pubblicità ingannevole

Non so se in questi giorni vi è capitato di vedere la pubblicità di una nuova rivista maschile di cui non ricordo il nome. Cambiavo canale distrattamente quando mi sono imbattuta in questo algido spot in cui un Anna Falchi austera ed elegantissima, esce da una modestissima abitazione che potrebbe tranquillamente avere Versailles come depandance del giardiniere e prova ad aprire col telecomando un’automobile che in confronto la Bat-mobile è una Duna . La macchina non si apre e sul volto di Anna appare uno stupore che grazie alle sue doti interpretative sembra più l’espressione di una colta da colica intestinale fulminante. In quel momento arriva il marito, una sorta di George Clooney con la meningite , afferra il telecomando, a lui miracolosamente l’automobile si apre, si mette al posto di guida, guarda la sconsolata Anna con sufficienza e pronuncia la memorabile frase: “Tu pensa a stirare le camicie!” Sono incazzatissima, ve lo dico subito. Che in televisione passi un messaggio tanto aberrante la trovo una cosa inconcepibile. Qui sarebbe il caso di scendere in piazza a manifestare. “TU PENSA A STIRARE LE CAMICIE!”, ma vi rendete conto? Come a dire: “Tu, donna, sai fare solo quello!” Ho già scritto al Codacons. E’ veramente inaccettabile che vada in onda una pubblicità che faccia sospettare che Anna Falchi sia dotata di un qualche talento.

da Blockbuster

Stamattina sono andata a restituire due film da Blockbuster. Li avevo noleggiati dieci giorni fa, uno dei due non l’ho neanche visto. Costo del ritardo:30 euro. Alla cassa la signora dietro di me : “Ahò, a me l’urtimo ritardo che m’è costato così tanto mo’ c’ha nove anni e fa la quarta elementare!”

La vetrina degli orrori

Lo confesso. Oggi ho commesso un atto sacrilego. Ho profanato l’improfanabile.Colta da un improvviso calo glicemico ho rovistato mezz’ora nella dispensa in cerca di qualcosa che potesse placare la mia crisi d’astinenza da zuccheri.Non avendo trovato nulla mi accingevo sconfitta alla ritirata in camera quando , nel tragitto dalla cucina alla stanza da letto , m’è caduto l’occhio sulla sacra teca presente in ogni casa che si rispetti. La teca di cui parlo è quella vetrinetta malinconica che custodisce le seguenti reliquie:- souvenir che nel posto in cui sono stati acquistati avevano un’aria caratteristica e allegra e che per motivi misteriosi già all’aeroporto di Fiumicino si rivestono di una patina di tristezza infinita quali: coppia di pesci tropicali in legno di cocco, paio di zoccoli tirolesi , campanella in ceramica, gondola che si illumina , bicchieri da amaro con paesaggio serigrafato, coltellini sul cui manico c’è la mitica frase:” A Cortina andai, a te pensai, un ricordo ti portai. “ , enormi conchiglie tropicali- portacenere , un ventaglio con motivi floreali rigorosamente aperto , campanacci di vacche svizzere, Madonnina in plastica contenente acqua di Lourdes , papiri egizi, bambolina in porcellana con braccio visibilmente incollato in più punti causa rovinosa caduta e , in caso di turisti megalomani, terrificanti maschere tailandesi per riti magici, lance alte uno e ottanta e set di archi e frecce ricordo del safari in Kenya, sombreri del diametro di sei metri,raffinatissime teste di toro con banderillas incrociate sotto, enorme coppia di tamburi africani acquistati generalmente da padre di famiglia convinto di avere un innato senso del ritmo nel sangue .Benchè l’avere una vetrina con tutti gli elementi sopra elencati sia già una notevole prova di buona volontà, la vetrina di cui stiamo parlando ,per meritarsi davvero la qualifica di vera, originale e indiscutibile “vetrina degli orrori” , deve contenere anche i seguenti elementi: – una collezione iniziata e abortita quasi subito (sei-sette pezzi al massimo) di : accendini spiritosi, puttini in ceramica, piatti del buon ricordo, boccali di birra e, soprattutto, palle di vetro con la neve contenenti in genere miniature di città di mare in cui la neve a memoria storica non s’è mai vista – un centrino rotondo in uncinetto color crema raggrinzito da un lato solo , fattore che ci ha costretto più volte ad inutili tentativi di allargarlo e ridargli la forma originaria .- una bottiglia di provenienza ignota contenente un liquido scuro e denso sul cui fondo si è generato spontaneamente un micro-habitat costituito da fauna di licheni e misteriosi arbusti e flora di inquietanti simil-girini. Bottiglia che mai nessuno ha osato nè aprire nè tantomeno buttare nel timore che tale contenuto introdotto in natura possa modificare irrimediabilmente la catena alimentare del pianeta con conseguenze rischiose e imprevedibili.Ma gli elementi determinanti e indispensabili per superare l’esame di ammissione alla ristrettissima cerchia della ” vetrina degli orrori doc” , sono gli oggetti che accompagnano le bomboniere da matrimonio, cresima, comunione e battesimo.A tal proposito è stata stilata una classifica con un punteggio in base all’oggetto che avete la fortuna di custodire nella teca:- cigno, elefante o delfino di cristallo: 10 punti – ballerina classica in vetro di Murano con tutù : 20 punti- cucchiaino in argento: 30 punti- gattini di terracotta : 40 punti- paio di scarpette in argento o peltro : 50 punti- spiga o rosa di cristallo stilizzata: 60 punti- portaprofumo con diffusore a pompetta: 65 punti – micro-cornici in argento in cui entra la foto del criceto: 70 punti- miniquadretti d’argento con maternità in rilievo su sfondo di velluto blu o rosa: 80 punti- veliero in vetro e filigrana : 90 punti- pescatore in argento con canna da pesca: 100 punti- sveglia d’argento in cui mai nessuno metterà le pile e generalmente regolata sul mezzogiorno (o con la lancetta dei secondi pendula): 200 punti- carrozza con due cavalli in vetro o cristallo: 500 punti e le mie congratulazioni personali – pagliaccio in argento che suona la fisarmonica con particolari quali il naso rosso dipinti a mano: 1000 punti ed ammissione ad honorem nel “club vetrine dell’orrore doc” , la cui presidentessa rieletta all’unanimità da vent’anni circa è mia madre .Caratteristica universale della vetrina degli orrori è che generalmente non viene mai aperta , anche perchè le quantità di polveri stratificate negli anni accecherebbero all’istante chiunque tenti di farlo. La mia vicina di casa che di vetrine degli orrori ne ha ben due ed è vice presidentessa del club, ne ha aperta una un mese fa e il giorno dopo Veltroni ha chiuso al traffico tutto il quartiere per l’allarmante fenomeno delle polveri sottili.Riprendo il filo del discorso iniziale. Se in una casa esiste un oggetto che accompagnava la bomboniera, vuol dire che da qualche parte, generalmente in un cassetto della cucina o del mobile sotto al televisore, esiste anche la bomboniera.Infatti, è cosa risaputa che i confetti o si mangiano subito TUTTI o rimarrano immacolati nel loro sacchettino per anni senza che nessuno si decida a buttarli , finchè un giorno in cui in casa sono finiti cioccolatini e biscotti(come è capitato a me stamattina), si è colti all’improvviso da un bisogno irrefrenabile di zuccheri e si decide di compiere l’atto estremo e sacrilego: profanare la bomboniera. Intanto la bomboniera è rigorosamente chiusa da un nastro che ha la stessa forza strangolatrice del boa constrictor, per cui l’apertura si effettua sempre tagliando la retina sul fondo con un coltellaccio da cucina . A quel punto si estrae il bigliettino con i nomi degli sposi e la data. Generalmente la bomboniera è in casa da tanto di quel tempo che o non ci ricordiamo più chi siano gli sposi o , ipotesi più probabile, gli sposi sono già divorziati da anni e hanno già sei figli con i nuovi compagni.(spesso infatti abbiamo già la bomboniera delle seconde nozze)Tutto ciò non ci allarmerà minimamente sullo stato di conservazione di ciò che ci accingiamo a mangiare e anzi, convincendoci del fatto che oggi giorno di sicuro si mantengono più a lungo i confetti dei matrimoni, ingurgiteremo con fiducia il contenuto. Un confetto alla mandorla che ho ingerito stamattina stava cacciando fuori il germoglio , dite che mi devo preoccupare?Oggetto da 500 punti (solo per veri intenditori):

Stati d’animo dopo un provino

Le persone comuni sono convinte che dopo aver fatto un provino il peggio sia passato e l’attore/attrice continui la sua vita come se niente fosse.Manco per niente.In realtà, i giorni che seguono un’audizione sono ben più duri della vigilia poichè sono i giorni dell’attesa. Come ben saprete infatti, la degna conclusione di un provino che si rispetti è una stretta di mano accompagnata dall’intramontabile frase di congedo: “Le faremo sapere”. Io a forza di essere scartata ho cominciato a pensare che forse la frase sia semplicemente tronca e che intendano in realtà dire : “Le faremo sapere… chi abbiamo preso al posto suo.”Dopo questo saluto carico di crudeli aspettative la prassi vuole che il provinato lasci i propri recapiti telefonici per poter ricevere la comunicazione nel caso si venga selezionati: c’è gente che per essere certa di essere reperibile 24 ore su 24 lascia il numero di telefono di casa propria,di quella al mare in cui va dal sette al quindici agosto,di quella del portinaio del suo stabile,del suo cellulare omnitel, del cellulare tim della sorella, del cellulare wind della suocera, del salvavita Beghelli del nonno, del teledrin del chirurgo che gli ha tolto le tonsille a sette anni.In pratica,nei giorni successivi ad un provino, il pensiero fisso della giornata, l’ossessione, l’incubo quotidiano è il telefono e la remota possibilità che il suo squillo annunci la lieta notizia.Il provinato dunque, per un periodo che durerà tra i cinque e i quindici giorni circa, , subirà le seguenti, inquietanti mutazioni fisiche e comportamentali :– il suo apparato uditivo svilupperà una sensibilità tale da fargli assumere costantemente la classica posizione del bracco a caccia di fagiani e comincerà a pronunciare frasi incredibili del tipo: “Non ti è parso di sentire il battere d’ali di una coccinella nana nella cassaforte ?” . In casi eccezionali il provinato sviluppa addirittura doti medianiche e riesce a captare voci dall’aldilà .
Attualmente il presidente del Seti (Search for Extra-Terrestrial Intelligence ) non è altri che un ex-provinato per il ruolo di Jack in Titanic. Arrivato alla selezione finale con Di Caprio , attese la telefonata del regista Cameron con tale trepidazione da sviluppare doti uditive eccezionali.Fu allora che cominciò ad intercettare onde radio emesse da intelligenze extraterrestri. Oggi ha una bella casa nel Missouri e non rimpiange il suo vecchio lavoro.Si racconta perfino che la Cia si avvalga della collaborazione di numerosi ex-provinati per intercettare telefonate tra membri di Al Queda. Io stessa nei giorni successivi l’audizione per il ruolo da protagonista nel recente film di Carlo Verdone ho creduto di ascoltare una conversazione telefonica in cui il Mullah Omar prenotava telefonicamente due biglietti per la prima del Bagaglino.– la seconda sindrome che colpisce il provinato è “la sindrome delle quattro tacche “ . Il suo cellulare infatti sarà costantemente monitorato perchè si trovi sempre nel punto di ricezione massima che è appunto caratterizzato dalle quattro tacche sul display.Se nella stanza da letto non c’è campo sufficiente il provinato non esiterà a dormire in piedi sul cornicione, nella vasca da bagno, nella dispensa dei pelati, nello sgabuzzino tra la stirella e una batteria di pentole e sempre col telefono rigorosamente in mano. In quei giorni il provinato assorbe tante di quelle onde elettromagnetiche che ogni tanto anzichè la voce gli esce la diretta di Radio Vaticana.– la suoneria di Aserehè sarà sostituita dalla fanfara dei Bersaglieri di San Donà di Piave e la vibrazione del cellulare regolata in modo tale che ogni qual volta il telefono squilli si impennino pure i grafici del laboratorio sismico nazionale .– accanto al telefono fisso verrà allestito un campo di prima accoglienza con tutti i generi di prima necessità e pronto soccorso che consentiranno un’ autonomia di una settimana circa senza doversi muovere dalla postazione.– infine, tutti i parenti, conoscenti, amici, fidanzati che chiameranno in quei giorni ignari del fatto che quel loro squillo provocherà sogni di gloria e attacchi di angina pectoris nel ricevente, saranno gentilmente invitati ad andare a fare in culo.