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epidemia sudamericana

Telefonata del pomeriggio. Io: mamma, mi hai vista alla Grande notte? Mia madre: io ho messo rai due la mattina alle undici come m’avevi detto ma c’era un programma di cucina. Io: Mamma ,era alle undici di sera, altrimenti non si chiamava La grande notte,tu che dici? Mia madre: vabbè, tanto tuo fratello l’ha registrato che lui s’è visto la Juve. Io: vabbè, comunque oggi ho la febbre. Mia madre: la febbre?????? Oddio non me fa sta in pensiero che mo’ con questa preoccupazione di sta malattia cinese, la sarsa… Io: e certo, se poi si scatena pure il merengue ah ma’, so’ cazzi.

Viagra femminile

Viagra Femminile

Visto che ho cominciato il mestiere di giornalista da poco, la prima cosa che ho pensato quando Panorama mi ha dato l’incarico di testare e scrivere un articolo sul Viagra femminile è stata: “Questo lavoro comincia a piacermi seriamente.” Dopo l’entusiasmo iniziale però, si è presentato un problema piuttosto imbarazzante. Siccome mi trovavo a Milano per lavoro, l’unico posto in cui farmi recapitare la preziosa scatoletta era la reception di un noto albergo milanese. Io già immaginavo una consegna discreta del tipo: un fattorino di colore in perizoma luccicante e con un tono di voce superiore in decibel ad un concerto di Marylin Manson, irrompe nella hall urlando a squarciagola: ” Devo consegnare il Viagra femminile a quel merluzzo surgelato della Lucarelli, che quella il massimo della trasgressione mai praticata è stata una notte con Capitan Findus!” Per cui ho implorato la redazione di panorama di inviarmi la scatoletta in una busta anonima e, soprattutto, ben sigillata. Il risultato è stato che per accontentare le mie richieste di massima discrezione, il pacco consegnatomi nella hall aveva più l’aria di contenere una barra d’uranio inviatami dalla mafia russa che un’innocua confezione di “Donna Creme-Le plaisir au fèminin”. Allora, partiamo dalla confezione. Sarà il nome carico di aspettative, sarà l’uso a cui è destinato , ma io immaginavo un involucro dall’aria peccaminosa e invece il viagra femminile è racchiuso in una confezione bianca, anonima, con una rosellina stilizzata che ho visto identica su alcune lapidi al Verano più adatta a contenere un phard dell’Avon che una crema stimolante. All’interno ci sono quattro misere bustine che sospetto fortemente essere quelle dello shampoo dell’Hotel Cesenatico abilmente riciclate. A quel punto, sul fondo della scatola mi aspettavo una cuffietta per la doccia e invece c’è il classico foglietto illustrativo che, per prima cosa, fa un dettagliato elenco dei motivi per cui le donne hanno difficoltà a raggiungere il piacere: stress , mancanza di fiducia, vincoli sociali e religiosi, disturbi della menopausa…In pratica tutto tranne il motivo più serio e ricorrente: un partner maschile che sa di piacere femminile quanto Fernanda Lessa di teosofia. Durante la lettura le mie perplessità sono andate via via aumentando, visto che in un passaggio si legge: ” Un sacchetto di Donna creme vale sei applicazioni circa e si può applicare quotidianamente anche più volte al giorno.” Visto che stiamo parlando di viagra e non di una crema per le mani, trovo questa indicazione intrisa di eccessivo ottimismo. Ascolti mister Donnacreme, ha presente l’uomo italiano? Glielo dico io, tra una partita di coppa, un gran premio di formula uno e un processo di Biscardi la moglie tipo fa prima a finire un fiasco d’olio toscano da quindici litri che una bustina di Donna creme, per cui dorma tranquillo che non credo vi siano pericoli di sovradosaggio. Quello che invece mi ha inquietata è la completa assenza di controindicazioni. Ho cominciato a chiedermi: e se poi mi ritrovo con un’aria da allupata per un mese di seguito? E se invece, peggio ancora, provocasse menopausa fulminante? Le mie paure sono svanite all’istante non appena aperta una bustina per passare finalmente dalla teoria alla pratica: in un attimo la stanza si è riempita di un odore di mentuccia selvatica che più che su un talamo sembrava di essere in cima a una vetta in Val Badia. Non me n’ero resa conto , ma gli ingredienti che compongono il viagra femminile non hanno affatto nomi evocativi quali feromoni, succo d’ostrica o polvere di squalo, ma, udite udite, mentolo, gel e aloe vera! Quindi, il popolo femminile può esultare: Donnacreme non è ancora in commercio, ma un pacchetto di Halls Mentoliptus dovrebbe garantire una settimana di orgasmi multipli! Questo in teoria. In pratica signore mie, ve lo dice una che l’ha provato: io personalmente , con l’ausilio del Donna creme, il pensiero più peccaminoso che ho fatto durante l’incontro amoroso è stato : “Quella crepa sul soffitto non mi piace per niente”. Per cui datemi retta: in farmacia andateci per il farmacista, non per Donna creme. E soprattutto, visto che costa venticinque euro e dopo il primo deludente tentativo potreste decidere che sono stati soldi sprecati, sappiate che questa crema al mentolo non avrà grandi effetti in alcune zone, ma può essere tranquillamente riciclata: massaggiata sui bronchi è meglio di un suffumigio. E spesso anche di un incontro amoroso, a dirla proprio tutta ( su Panorama l’articolo è più breve per motivi di spazio)

Radio Dimensione Suono

Domani mattina mi tocca svegliarmi presto, sono a Radio Dimensione Suono con Charlie Gnocchi alle 8.30 a parlare di Viagra Femminile. E grazie a D’Agostino per aver scritto “Dio perdona Selvaggia no!”QUI. Così non mi s’avvicinerà più un individuo di sesso maschile da qui all’eternità. .)

piuttosto che

Mi scrive il telecronista sportivo Alberto D’Aguanno (vedere tra i commenti al mio “Contratto con gli e-lettori”):”Complimenti perché nel corso di un’intervista a non so quale rubrica del tg2 hai usato l’espressione “piuttosto che” col suo vero significato. Essendo infatti tollerante come un talebano proporrei il confino per chi (praticamente il 99 per cento della popolazione in età adulta) a) usa “piuttosto che” al posto dell’ “oppure” b) dice “assolutamente” invece di dire “si'” c) chiude la frase con “e quant’altro” (questa va molto fra i deejay e i veejay) d) conosce soltanto l’aggettivo “particolare”, col risultato che non si sa bene se stia parlando di qualcosa di bello o di un’atroce cazzata. p.s.: non sono un frequentatore di blog (e infatti non so se questo è un blog) ma è obbligatorio avere uno pseudonimo ridicolo o e’ solo facoltativo?” Selvaggia risponde (da notare l’allarmante fenomeno: sto cominciando a parlare di me in terza persona come Maradona): Caro Alberto,grazie per aver sottolineato il mio corretto uso del “piuttosto che”.Lo pseudonimo su un blog è facoltativo, dipende se ti vuoi far riconoscere piuttosto che no. :)A me sta particolarmente antipatico chi nel rispondere ad una qualsiasi domanda premette: “Niente…”.Trovo una giustificazione a tale incipit solo se la domanda è “Cos’hai nel cervello?” ed è chiamata a rispondere Flavia Vento.

quesiti esistenziali

Allora, visto che ultimamente le due domande che vanno per la maggiore sono: “C’è vita nell’universo?” e “Selvaggia, ma tu hai solo quel vestito nero e quegli stivali bianchi?”,rispondo al secondo quesito una volta per tutte:”Io compro quasi eslusivamente vestiti neri, quindi non ne ho uno, ma almeno una trentina. So che la scelta è un po’ lugubre ma da quando è morta Taylor di Beautiful non me la sono più sentita di vestirmi sgargiante.Riguardo gli stivali bianchi: li avrò messi tre volte in tutto anche perchè hanno certi tacchi a punta che se ci cammino sui sampietrini romani apro una voragine che mi ritrovo all’istante nella Domus Aurea.Inoltre,pur di averli, ho ceduto al Signor Paciotti una sezione di cistifellea, quindi li tiro fuori per le occasioni speciali come si fa nel paese con l’abito buono. E comunque con la mia scarpiera di Semeraro Mobili non posso ancora permettermi di emulare Imelda Marcos.E i fatti mi cosano. Oh.

Yulia Mayarchuk

E brava Yulia

In molti, compresa la cara personalitàconfusa, a proposito della puntata di ieri sera de “La grande notte” mi hanno scritto (più o meno): “però che acida quella Yulia Mayarchuk ad aver risposto stizzita alla tua domanda:” Tinto Brass ti ha fatto fare il famoso provino in cui bisogna inchinarsi a raccogliere una monetina?”.Prima cosa:M-A-Y-A-R-C-H-U-K Y-U-L-I-A , libro nero pagina sette tra Maurizio Costanzo e Mosetti Antonella.Seconda cosa: la ragazza un po’ di ragione ce l’ha. In base al credibilissimo aneddoto che lei e il regista vanno raccontando, Yulia, come ben saprete, era una pizzaiola “scoperta” da Tinto appunto in una pizzeria. Quindi ma quale monetina! S’è messa a novanta gradi per raccogliere una capricciosa, casomai.Yulia ha proprio la classica aria del pizzaiolo tipo, sì sì.

Aggiornamenti e autogossip

Cari e-lettori,so che molti di voi si sono appassionati alle mie recenti vicende lavorative e personali e siccome m’avete portato una certa fortuna, tant’è che mia madre e mio padre dopo ventotto anni hanno ricominciato ad avere discussioni quali :”Somiglia a me!” “No, somiglia più a me!” “Beh, gli occhi sono tali e quali ai miei!”, ecco, è giusto che vi metta al corrente su alcuni sviluppi della mia vita:- Costanzo ha cercato di farmi investire da un trenino di Buona Domenica formato da Fedro, Luca Laurenti, il professor Morelli, l’uomo invisibile e la donna invisibile (Laura Freddi) con tanto di rumorista addetto al suono delle porte che si aprono e chiudono, ma l’ho miracolosamente schivato.- sono andata ospite nel programma “La grande notte” con Simona Ventura e Gene Gnocchi (la puntata va in onda martedì 22) e il mio camerino era di fronte al camerino di chi? Di Markus Schenkenberg ? Di Maurizio Crozza? Di Cirino Pomicino . Ovviamente m’è toccato nascondere la borsa in sartoria. Il fatto più preoccupante di tutti però è che ho conosciuto Alessia Merz e l’ho trovata simpatica. Ne ho dedotto che per continuare a fare quello che sto facendo con il distacco necessario è bene che mantenga una distanza di sicurezza dai salotti televisivi, perchè di qui a dire che la De Filippi dal vivo ha una certa femminilità ,che Mirka Viola ha carisma o che Magalli non è bello ma è un tipo, il passo è breve.- ho fatto un servizio fotografico di quelli da stragnocca per Capital (numero di maggio) ma fedele al mio contratto con gli e-lettori non mi sono spogliata e persisto nel mio intento di diventare giornalista di costume e non senza costume.Devo però confessare di essere venuta meno al proposito di non fare foto con capelli grondanti d’acqua e benchè non andranno ad illustrare una copertina di Panorama sulla piovosità sul pianeta, mezza cazzara lo sono lo stesso. – comincio a beneficiare di alcuni privilegi. Il tavolo al ristorante continuo a non trovarlo e Roberto Cavalli non mi ha ancora regalato un suo vestito da smutandata, ma ieri ho avuto l’immensa fortuna di avere un colloquio telefonico con Pasquale Laricchia. La conversazione: io :”Ciao Pasquale, allora, ora c’è questo tormentone che dice “E’ Pasqua ed è uscito Pasquale!” lui : “Sì lo so,ora vedrò di uscire pure a Natale, a Santo Stefano, all’Epifania! io : “Ma ti manca la tua ciccina?” lui : “Ma insomma, oggi la sono andata a vedere attraverso gli specchi e comunque ora l’importante è rilassarsi. io : “Va bene dai, in bocca al lupo per tutto!” lui : “In bocca al lupo e pure all’asinello! “Signori, Pasquale Laricchia non è un personaggio costruito,non capisce veramente una mazza. Secondo me è entrato nella casa del Grande Fratello perchè Cavallo è stato interpretato male quando ha detto “Secondo me questo è da rinchiudere!”.Infine, tanto per lasciare spazio a un po’ di sano gossip e soddisfare la curiosità di tutti i giornalisti e blogger ( vero

Le uniche indiscrezioni che posso svelarvi è che ha espresso un certo ribrezzo nei miei confronti in quanto donna che chiede “E quindi?”, in quanto essere umano che ha il deprecabile vizio di fare l’idromassaggio, in quanto persona che si è lasciata scattare una foto in stile Marilyn (decisione che ha definito “ributtante”), in quanto mantide che “come minimo avrà due amanti”, in quanto sfigata che non ha un computer portatile poichè quello che aveva l’ha rotto inciampando nel filo e queste sono, a suo dire, distrazioni incomprensibili ed ignobili. Si è inoltre frequentemente rivolto a me con un vago e sarcastico “Voi latini..” dimenticando che le mie origini norvegesi sono ben più nordiche delle sue (presunte) austroungariche. Mi ha più volte interrotta dicendo con estrema grazia : “Ma che cazzo dici? Che cazzate stai dicendo? Cosa cazzo perdo tempo al telefono con te? Cosa cazzo vuoi sapere tu di me? Fai queste cazzo di battute da quarta elementare e ci ridi pure?” Insomma, i dialoghi non sono quelli di “Orgoglio e pregiudizio” , ma è palese che mi adora.Ovviamente gli ho chiesto l’autorizzazione a scrivere qualche estratto della nostra conversazione sul mio blog.Indovinate cosa mi ha risposto?“Fa un po’ come cazzo ti pare!” Filippo Facci.E vabbè, a uno così qualche licenza poetica gliela perdono pure.

Ciao Darwin

Sono riuscita a metabolizzare il fatto che in tv Rocco Casalino abbiatrovato un posto fisso , che Maria Scicolone siastata promossa opinionista e che Sonia Grey mi diala ricetta del soufflè di patate, ma proprio non non riesco a comprendere perchè un presentatore intelligente e sagace come Paolo Bonolis si ostini a condurre il programma “Ciao Darwin”. Sono fermamente convinta che se il povero Charles (Darwin) potesse assistere ad una puntata del programma rivedrebbe completamente le sue teorie sull’evoluzione della specie e ne formulerebbe di nuove sulla sua allarmante involuzione. Nell’appassionante puntata di venerdì scorso per esempio,la categoria dei sosia sfidava quella degli omonimi. La madrina dei sosia era Paola Barale per via della sua somiglianza con Madonna, anche se mi permetterei di far notare che la Barale, un tempo ragazzona florida etornita, a forza di diete ormai somiglia più al cane ossuto che ha nel marsupio che alla celebre cantante. Padrino degli omonimi era invece Amadeus , il cui nome d’arte è appunto quello del grande compositore austriaco. Pare che nell’aldilà Wolfgang abbia ricevuto perfino le condoglianze di Salieri per via dell’accostamento. Intanto non ho capito perchè nella categoria sosia siano stati inclusi, ad esempio, una tipa che somigliava a Pamela Anderson quanto Fassino a Van Damme e non siano stati riciclati quei poveri sosia di Saddam prima che tocchi loro una sorte ben peggiore di Guantanamo: finire al Bagaglino a fare gag con Martufello.In secondo luogo vorrei sapere perchè durante queste famose prove di coraggio in cui i concorrenti sono alle prese con serpenti , insetti e polipi dipinti sempre come ” mordaci e aggressivi”,queste bestie hanno sempre un’aria da digestione in corso e una vivacità paragonabile all’eloquio di Romano Prodi. Con cosa li stordiscono prima della trasmissione? Con gli aneddoti su Jane Mansfield di Paolo Limiti?Altro quesito : va bene che è brasiliana, ma visto che a un distributore automatico di refusi come Luca Giurato fanno leggere la rassegna stampa, perchè non concedere l’uso della parola a quella povera Madre Natura? Ed è del tutto inutile che per alzare il livello culturale della trasmissione Bonolis faccia sfoggio della sua indiscutibile cultura e definisca una vasca piena di serpenti “uno shanghai brulicante” o un comune polipo ” octopede”. Perchè mio caro Bonolis, tu l’Accademia della Crusca sai benissimo cos’è, ma il novanta per cento dei tuoi concorrenti è convinta che sia una marca di lassativi naturali. (il mio articolo su Il Tempo di oggi)

Regali Uovo di Pasqua

Non so voi, ma io nell’uovo di pasqua quest’anno ho trovato un portachiavi con una foca rosa.Ora ,o l’addetto alle sorprese era un militante di greenpeace che ha macchiato la pelliccia di vernice spray o era un maschio dall”identità sessuale incerta o uno che non ha mai visto una puntata di Quark. E’ andata quasi peggio a mio fratello che ha trovato una sorpresa del tutto inedita: un canestro da basket gonfiabile con la circonferenza della cruna di un ago. Roba che abbiamo provato a fare canestro con una caccola del criceto domestico ma è rimasta incastrata e non andava nè su nè giù.Mia madre ha portato in tavola un agnello dalle dimensioni spropositate,tant’è che sulla reale identità dell’animale è nata un accesa discussione, chi diceva fosse un cinghiale,chi uno gnu,chi addirittura un unicorno, finchè mio padre ha liquidato la faccenda dichiarando: “ E si vede che st’agnello l’erba se la faceva ripassata in padella!”

Martina Colombari

Va a fa’ del bene

Ora, io non è che pretendessi tanto, ma insomma, con tutti i complimenti che le ho fatto la Colombari poteva pure prestarmi Costacurta per un paio di giorni.