Navigate / search

Picchi recitativi

Breve e rassegnata considerazione.Ieri sera ho visto la replica di una vecchia puntata di “Commesse”. I dialoghi tra Massimo Ciavarro e Anna Valle sembravano la conversazione tra un navigatore satellitare e la voce del Viacard.

G come Gene

Visto che il blog in questi giorni sonnecchia un po’, volevo risvegliarlo con un argomento forte, appassionante, attuale, e così, come spesso accade, mi sono rivolta a Gene Gnocchi. Mi ha mandato questo pezzo che, vista l’importanza e la delicatezza del tema trattato, di sicuro stimolerà un fiume di commenti, pareri e riflessioni.Lo spellingdi Gene GnocchiVolevo entrare nel dibattito sul perché in Italia negli ultimi anni si stia perdendo progressivamente l’abitudine, soprattutto tra le giovani generazioni, di fare spelling. A mio modestissimo avviso la pratica dello spelling, se non si interviene subito con leggi adeguate, rischia di scomparire. Le cause di questo progressivo disinteresse per lo spelling, sono secondo me le seguenti:a) la richiesta sempre più frequente di spelling per parole come Wirlpool , Vitzek e Südtiroler Volkspartei che creano in colui che deve fare spelling un sentimento non bello.b) la tendenza altresì a pretendere lo spelling anche per le targhe delle auto, cosa che genera nello speller un senso di umiliazione.c) il fatto che nello spelling telefonico la b spesso si confonde con la p e si finisce per litigare fino a quando cade la linea così che la parola rimane tronca.d) il fatto che anche gli extracomunitari adesso, per sentirsi alla pari, fanno spelling usando però termini presi paro paro dalla jihad, cosicchè nelle conversazioni si è sempre sotto minaccia di collusione con le frange più estreme del terrorismo islamico.e) la mancanza di informazioni sullo spelling. Anche la regione Umbria da un po’ di tempo ha smesso di pubblicare a sue spese opuscoli per il corretto uso dello spelling e questo la dice lunga sul progressivo degrado dello spelling stesso.f) Infine, insegnare spelling, non è più remunerativo come una volta . Un buon maestro di spelling anche in zone come le valli di Comacchio non percepiva mai meno di 40 mila vecchie lire all’ora, mentre ora invece siamo sui 4 euro ogni 4 ore.

Un bel naufragio no?

Da parecchi mesi , all’interno dello storico “Maurizio Costanzo Show”, tira aria di novità. Il vecchio talk show infatti, probabilmente per contrastare l’inevitabile usura del tempo, sta lentamente cedendo il passo alla sperimentazione e , sempre più spesso, testa alcune coraggiose formule che oserei definire “d’avanguardia”. Un esempio di questa autentica rivoluzione è la versione “nave da crociera” del “Maurizio Costanzo Show”, in cui la disposizione degli ospiti, i costumi, la scenografia del teatro Parioli e le stesse inquadrature riproducono in modo strabiliante l’atmosfera che si respira sul ponte di una nave. Nel caso in cui qualcuno se la fosse persa, vado ad illustrare una puntata tipo del talk show versione “nautica”, perché sono assolutamente convinta che certe lacune vadano colmate: comincerei col descrivere l’imbarazzante situazione in cui versano i malcapitati musicisti. C’è gente che ha frequentato anni e anni di conservatorio per finire su quel palco travestita da marinaretto, diretta da un direttore d’orchestra, Demo Morselli, conciato che sembra Capitan Findus, per accompagnare le performance canore della casalinga di San Giorgio a Cremano nonchè capogruppo del pullman “bidelle in pensione” in gita al Parioli .Gli ospiti della serata, generalmente comici e showgirl , vengono talvolta costretti ad accomodarsi, anziché sulle solite sedie, su una specie di sdraio con una copertina poggiata sulle gambe, che è una visione vacanziera triste almeno quanto quella del turista tedesco sul lago di Garda, alle otto di mattina, sdraiato sul prato inglese. Formidabile poi la trovata dello stacco pubblicitario: in queste serate infatti, l’intervallo non è preceduto dalla consueta visione del quadro ad olio di turno (generalmente un “Teomondo Scrofalo” clamoroso, il cui titolo è sempre qualcosa come “Donna che gioca con i cani” o “Bambini sulla spiaggia”), ma da un suggestivo effetto “mare in tempesta”, ovvero un’inquadratura del palco incorniciata da un salvagente, telecamera ondeggiante e rombo di un tuono in sottofondo.Pare che il geniale e anticonformista regista danese Lars Von Trier , fondatore del “manifesto Dogma”, in cui invita i registi ad utilizzare solamente cineprese a spalla, di fronte a questi virtuosismi nelle inquadrature, abbia dichiarato di voler al più presto realizzare un cortometraggio col cameraman del Parioli Valentino Tocco. Probabili protagonisti: Nicole Kidman e il rumorista Dario Bandiera.

Centralino del Tennis

La butto lì

Ehm, ecco: io venerdì sera sarei al Centralino del tennis di Roma (Stadio Olimpico, per capirci) a presentare una serata di cabaret in cui si alterneranno sul palco vari comici della capitale. (non so ancora i nomi) Chi avesse voglia di venire a contare le papere è avvisato.

Pizza o cena?

I pubblicitari che si occupano di assorbenti hanno manifestato già in passato più di una turba psichica, ma siccome dell’argomento si è parlato credo anche durante l’ultimo G8, mi limiterò a fare una breve osservazione:l’avete visto l’ultimo spot di quel salvaslip che, a seconda delle esigenze, col solo gesto di piegare o meno le alette laterali, si adatta alla mutandina o al perizoma?La ragazza, divorata dal dubbio , si domanda: “Stasera pizza con le amiche (stendendo le ali dell’assorbente) o cenetta con Marco? (chiudendole per adattarle al perizoma)”Non ho ben capito il messaggio pubblicitario. In pratica se una donna va in pizzeria con le amiche deve mettere mutanda Sanagens e pancera?Cos’è, la capricciosa col perizoma risulta indigesta?

Vaneggiamenti

Ho letto in una rivista (non ricordo più quale) un’intervista a Denny Mendez, nella quale l’ex-miss Italia annuncia il suo prossimo impegno teatrale dichiarando: “Per prepararmi al ruolo mi sono ispirata a Macario, Carmelo Bene e ad Anna Magnani.“Io più che sapere a chi si è ispirata, sarei curiosa di farmi dire cosa si è aspirata e in che quantità.

Imbarazzanti rivelazioni

Quello che si sussurrava, intuito dalle ammissioni a mezza voce captate nell’imbarazzato staff dell’acqua minerale Uliveto, è finalmente diventato una notizia certa che scatenerà polemiche a non finire. La notizia è questa: il passerotto che nello spot dell’acqua Uliveto si posa sulla spalla di Del Piero è da una settimana ricoverato nella clinica per malattie nervose “Mario Borghezio” di Cernusco sul Naviglio.Un fonico dell’agenzia pubblicitaria che ha girato lo spot e che ha voluto mantenere l’anonimato, mi ha confermato che già verso la fine delle riprese, il passerottino aveva dato qualche segnale di insofferenza rifiutandosi di volare sulla spalla del campione iuventino. Il passerotto si posava invece sulla testa di Alex e lo colpiva ripetutamente col becco sulla fronte disperato per l’ennesimo ciak da rifare . Del Piero, purtroppo, non riusciva a dire “Acqua Uliveto, la beviamo anche noi in famiglia!”.Dopo milequattrocento ciak, l’agenzia pubblicitaria aveva suggerito di cambiare il passerotto e di far posare sulla spalla di Del Piero una lontra, che è animale più mansueto e meno irritabile, ma non c’è stato accordo perché la lontra chiedeva un cachet di poco superiore a quello delle stesso Del Piero. Al ciak quattromilaseicentosessantasei, dopo che lo iuventino aveva detto “Acqua Uliveto, la beviamo anche noi in ciniglia!” l’agenzia ha suggerito di cambiare lo spot: l’uccellino col suo bel beccuccio beve l’acqua Uliveto, e mentre lui è lì tranquillo, arriva Del Piero e gli salta sulla schiena . L’uccellino muore schiacciato e Del Piero trionfante dice in camera : “Acqua Uliveto, mors tua vita mea!” ma anche questa proposta viene bocciata perché al ciak, Del Piero si ostinava a ripetere l’unica frase in latino imparata al Cepu, e cioè : “Ave Cesare morituri te salutant!”. Alla fine, si sparge la voce che esiste questo passerotto di Ladispoli pazientissimo, che ha ottime referenze avendo già lavorato con i fratelli Inzaghi e Bobo Vieri. Questo passerotto è riuscito a finire il lavoro ma, come abbiamo visto, a caro prezzo. Per la cronaca, le riprese dello spot Acqua Uliveto- Del Piero sono durate sei anni due mesi e quattordici giorni. Potrebbe sembrare un periodo di lavorazione molto lungo, ma ricordo che è comunque esattamente un mese in meno della durata delle riprese dello spot della Danone dove i fratelli Inzaghi cantavano “Danette Danone che fresca bontà!” .