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Cosa non si fa per un autografo

Non credevo che un autografo di Gianni Nazzaro facesse così gola ed invece, signori miei, mi sono dovuta ricredere: alla richiesta di aiuto riguardante l’articolo su Jennifer Lopez che avevo smarrito, mi avete risposto davvero in tanti.Ho allertato il buon Nazzaro che non firmava un autografo da un festival di Castrocaro dell’ottantotto, per cui riceveranno presto la preziosa firma i seguenti fortunati lettori:Gianluca Neri, Claudio Santori, Paolo Pira, Barbara Negrisolo, Franco “del foro italico”, Angelo Mele, Claudio Junior, Raimondo Spada e Giovanni B. Mi spiace per gli altri.

Neologismi

Adriano (Pappalardo): Selvà, ho incontrato il mago Forrest agli oscar della tv e m’ha detto che legge sempre il tuo GLOG!”

Ghigliottina mediatica

Con il ritorno dei Savoia in Italia, qualcuno aveva temuto una sorta di restaurazione dell’Ancien regime. Direi che ad un anno da cotanto avvenimento si possono tirare le somme:nel nostro paese non solo anziché di titoli nobiliari e di cariche onorifiche si parla ormai con più frequenza di titoli Cirio e di ricariche omnitel, ma è in atto una nuova rivoluzione francese con i nobili stessi che infilano volontariamente la testa nella ghigliottina mediatica.Qui di seguito una lista , assolutamente incompleta ed esigua rispetto alle vastissime proporzioni del fenomeno, di alcuni nobili saliti sul patibolo di recente.Ascanio Pacelli : maestro di golf , principe romano, pro-nipote di papa Pio dodicesimo, entra nella casa del Grande fratello rendendo evidente, come prima cosa, che se un tempo quelli del suo ceto giravano con un grifone cucito sul petto, ora hanno al massimo un drago tatuato sul collo. Si piega mansueto al regolamento del reality show accettando di partecipare ad un gioco con elezioni popolari e sale sulla ghigliottina mediatica con una tale convinzione che la testa la perde sul serio. Per Katia, bionda e slavata segretaria di Sondrio che non solo trasforma il bel principe in “servo della glabra” ma dimostra all’Italia intera che in effetti, per il golf, Ascanio è parecchio portato: in due mesi nella casa ha preso tante di quelle buche che nemmeno al green di Parco de’ medici.Principe Carlo Giovannelli: la sua ultima apparizione a Buona Domenica ha contribuito in modo determinante al decadimento della nobiltà italiana. Il principe è infatti passato dal Gran ballo della Croce Rossa ad un ballo lento con Floriana del Grande Fratello, episodio che ha provocato il crollo della “Sala degli specchi” della reggia di Versailles, un misterioso incendio nella pinacoteca della reggia di Caserta ed un focolaio di scabbia nel Rotary Club di Montecarlo. Questo nonostante il principe conservi immutate alcune antiche tradizioni nobiliari che attestano in maniera inequivocabile lo stretto rapporto tra clero e nobiltà: la tintura color porpora che il principe Giovannelli utilizza per tingersi i capelli è infatti da sempre la stessa utilizzata per tingere gli abiti cardinalizi di Esilio Tonini e la passerella rossa dei Telegatti. Emanuele Filiberto: già il fatto che con la massiccia fuga di cervelli che c’è nel nostro paese gli unici cervelli a far rientro in patria siano stati quelli dei Savoia ha provocato un certo sconcerto. Ma a generare maggior perplessità sono stati i servizi fotografici che ritraevano il principe Emanuele e la moglie Clotilde all’uscita dalla clinica dove lei aveva appena partorito il primogenito. Nessuno si aspetta più il principe che scorta la sua bella in sella a un cavallo , per carità, ma che sia lei, dopo doglie, travaglio , parto e punti di sutura , a spingere lui sulla carrozzella perché qualche settimana prima è caduto dalla moto, è davvero troppo. Giada e Patrizia De Blanck: pare che ad un indignato esponente della nobiltà romana che ha domandato alla giovane contessina Giada: “E il vostro albero genealogico? Che fine ha fatto?” lei abbia risposto serafica: “Del tronco e i rami non so niente, ma le fronde le ha tutte in testa mia madre, non se n’è accorto?”Signori, manca solo la presa della Bastiglia.

Aiuto!

La cosa mi sembra assai improbabile, ma qualora ci fosse qualcuno che per ragioni a me ignote ha conservato un mio vecchio pezzo su Jennifer Lopez ( la storia dei suoi amori da Daddy ad Affleck)pubblicato sul mio blog mesi fa, potrebbe spedirmelo? Chi mi trova il pezzo riceverà una copia del mio libro autografata da Gianni Nazzaro perciò frugate bene negli archivi.

Non ti (com) muovere!

E’ un articolo scorretto, ve lo dico subito. In coda al mio pezzo rivelerò l’epilogo del film “Non ti muovere”, per cui chi non desiderasse avere anticipazioni su un colpo di teatro mai visto al cinema, ovvero lei che alla fine muore, non procedesse nella lettura. La pellicola, come senz’altro saprete, è tratta dal romanzo “Non ti muovere” di Margaret Mazzantini. Si è detto , di quest’opera , che ecceda nelle trovate drammatiche . Vero o no, io sono una delle tante persone che prima di vedere il film ha letto il libro e vi garantisco che senza aver mai avuto alcun tipo di velleità imprenditoriale e con un investimento contenuto, pari cioè al prezzo di copertina, mi sono ritrovata socia azionaria della Kleenex ad honorem. Il romanzo è, in effetti, lievemente tragico. Per intenderci, l’editor della Mondadori che per primo ha visionato le bozze di “Non ti muovere” , terminata la lettura, ha inserito “Madame Bovary” tra “ i grandi classici della risata” insieme ai libri della Littizzetto e si racconta abbia cominciato a trovare divertenti perfino gli articoli di Beppe Severgnini. Con questo materiale letterario a disposizione, era naturale che il film che Sergio Castellitto ha tratto dal romanzo della moglie, venisse tacciato di ruffianeria e di istigazione alla lacrima facile. Eppure vi garantisco che non è così. Sia chiaro. La pellicola, per usare una metafora attuale, mi è parsa credibile quanto il recente colore di capelli di Romano Prodi, eppure a Castellitto un merito va indubbiamente riconosciuto: è riuscito nell’ardua impresa di alleggerire quelle due-tre tematiche che chi si è sollazzato tra le pagine del libro conosce benissimo, ovvero la cecità del cane della protagonista, il seno cadente della protagonista, la violenza carnale, la povertà, l’aborto, l’adulterio, l’infanzia infelice, l’incidente in motorino con trauma cerebrale annesso, la morte. Ebbene: nel film le tette della Cruz stanno su ed il cane ci vede benissimo, lo spettatore può star tranquillo. A generare buon umore nel pubblico ci sono poi altre geniali trovate: il personaggio interpretato dalla Cruz è, secondo la trama, nato e cresciuto in Molise con madre albanese e, per giunta, si chiama Italia. Lo ribadisce la Cruz in un passaggio del film affermando in molisano stretto: “ Yo soi de un paese in cui la unica chiesa l’ha butata giù el teremoto” . Dopo questa dichiarazione allo spettatore viene il dubbio che a buttar giù la chiesa si stata l’incornata di un toro con le banderillas infilzate, ma pare che la Cruz abbia difeso il suo italiano claudicante così: “Pure Antonio De Pietro es molisano de Montenero de Bisacia e diciamocelo, non abla italiano manco lui!” . Inflessione a parte , bisogna ammettere che il tentativo di imbruttire la Cruz per renderla più credibile, è perfettamente riuscito. E’ riuscito talmente bene che da donna mi domando se il truccatore possa fare qualcosa anche per la Arcuri e la Seredova, ma queste sono considerazioni frivole, me ne rendo conto. Infine, due perplessità: siamo proprio sicuri che il protagonista Timoteo nutra quest’amore totalizzante nei confronti di Italia? Io su uno che in macchina mi mette un nastro di Toto Cutugno già nutrirei dei dubbi , ma ancor più li nutrirei nei confronti di uno che nella vita fa il chirurgo e prima di un’operazione in anestesia totale mi invita a fare colazione. Se Timoteo non dico si fosse laureato in medicina, ma avesse almeno visto un paio di puntate di “Elisir” con Michele Mirabella , avrebbe senz’altro imparato che per essere sottoposto ad anestesia il paziente deve essere totalmente digiuno. Ed infatti, guarda caso, Italia morirà sotto i suoi ferri. Nel libro si parla di setticemia, ma il dubbio che prima di incubarla Timoteo le abbia fatto mangiare un Mac Bacon resta forte. Insomma signori, non vi fate ingannare dalla trama drammatica. Il film, tragico e doloroso nelle intenzioni, contiene più di un elemento comico, tant’è che io, anche per lanciare una sorta di monito allo spettatore, l’avrei intitolato “Non ti (com) muovere” .

A proposito di numeri di cellulare simili…

The petunias si ritrova con un numero di cellulare evidentemente simile a quello di Giovanni Trapattoni e di conseguenza riceve messaggi del tipo:”Giovanni, sono Arrigo, sto vedendo la partita. ‘Sti quattro peperoni, eh eh eh…!”.Naturalmente si tratta di una coincidenza divertente.Assai meno divertente è la coincidenza capitata ieri a me. Una persona diciamo a me vicina di sesso maschile riceve un messaggio sul cellulare. Per la prima volta mi viene la curiosità di leggere e lo faccio, ridendo, di fronte a lui. Prima di aprirlo però, non manco di pronunciare le solite, idiote frasi di rito del tipo: “Ah ah, vediamo un po’ chi ti scrive! Ti sistemo io adesso! Vediamo un po’ chi è ! ” Il primo messaggio era questo:”Stasera, se ti va, siamo a cena tutte noi della Findelta. Vieni?”Secondo messaggio (arrivato un minuto dopo) : “Dimenticavo: siamo tutte donne!”Si è trattato di un errore, ovviamente.Tuttavia, se The petunias volesse cedere il suo numero di cellulare a questa persona a me vicina e prendersi il suo in cambio, io mi sentirei parecchio più tranquilla a sapere che ‘sta persona la cerca Sacchi o, al massimo, Giorgio Tosatti.

Berlusconi a “Porta a porta”

A distanza di due giorni non accennano a diminuire le polemiche sulla partecipazione di Silvio Berlusconi a “Porta a porta” nella puntata sulla riforma scolastica e sulla presunta mancanza di un vero e proprio contraddittorio all’interno della trasmissione. Il conduttore Bruno Vespa ha smentito con decisione le accuse di non aver invitato alcuna incisiva controparte ed ha affermato che il contraddittorio c’è stato eccome. A testimonianza di ciò, va detto che più di un testimone seduto tra le poltrone riservate al pubblico, ha sostenuto di aver ascoltato vivacissimi e a tratti violenti contraddittori tra il premier ed altri individui presenti in studio.

Sempre a detta dei testimoni, uno di questi contraddittori è stato caratterizzato dal seguente, furioso scambio di battute:
Il premier: “La sua posizione non mi trova affatto d’accordo!”
La controparte: “Sono un esperto in materia, le dico che se mantiene questa posizione gli italiani la ascolteranno!”
Si è trattato appunto, dell’acceso diverbio tra Silvio Berlusconi e il microfonista di “Porta a porta” sulla giusta posizione del microfono sulla giacca.

Bruno Vespa si è anche difeso strenuamente dalle accuse di chi sostiene che gli ospiti incaricati di “fare opposizione” fossero poco efficaci.
Purtroppo, come spiegato dall’affranto conduttore, molti graffianti protagonisti della politica italiana ed internazionale hanno declinato l’invito.
Alba Parietti , invitata all’ultimo momento, non è riuscita a trovare in tempo un abito che al primo grosso spostamento d’aria causato dal passaggio delle dita di Paolo Crepet tra la sua chioma brizzolata , le scoprisse incidentalmente il capezzolo destro e con grande dispiacere ha dovuto rifiutare l’invito.

Lo stesso Paolo Crepet che, visto “l’argomento scuola “ della puntata aveva già fatto preparare un plastico con tanto di raccapriccianti dettagli di un astuccio a settantaquattro colori, doveva tenere un’importantissima conferenza su “l’ importanza dell’umiltà e dell’oratoria raccolta e sussurrata nella società moderna” e non è riuscito a disdire per tempo l’affitto del balcone del duce a Piazza Venezia.

Era stata invitata anche Ornella Vanoni, ma pare abbia temuto che nel faccia a faccia con il premier potesse risultare evidente che il lifting è venuto meglio a lui. Ha declinato l’invito anche l’agguerrito inviato de “La Vita in diretta” Pascal Vicedomini, il quale sarebbe intervenuto volentieri ma si stava occupando di un altro pesante contraddittorio tra la madre di Carmen Di Pietro ed il dietologo di Luciana Turina.

Come dichiarato da Vespa, sono poi miseramente naufragate le trattative per avere in studio l’ex-ministro ulivista Tullio De Mauro e questo nonostante Vespa gli avesse messo a disposizione un autista cieco, una fiat duna ed un cachet che sarebbe stato segnato immediatamente sul libro paga di Calisto Tanzi.
Il leader dello Sdi Enrico Boselli invece, contrariamente a quello che ha dichiarato Vespa, aveva accettato l’invito ed era giunto in studio per la registrazione della puntata attorno alle venti e trenta. Una volta entrato in studio però, al momento di occupare il suo posto indicatogli con uno zelo a dir la verità un po’ sospetto dall’autore di Bruno Vespa Roberto Arditti, ha notato che la sua poltrona era leggermente diversa dalle altre: dai braccioli infatti sbucavano degli strani fili e sul retro dello schienale c’era l’inequivocabile scritta “Electric chair of Texas county prison”. Quando poi il direttore de “il Messaggero” Paolo Gambescia gli ha offerto una sigaretta, è stato visto scappare dagli studi Rai di Via Teulada in tutta fretta.

Infine, pochi lo sanno, ha rifiutato l’invito anche la moglie del premier Veronica Lario, la quale, seccata, avrebbe giustamente replicato a Bruno Vespa:
“E mica posso essere sempre io a contraddire mio marito in questo paese!”.
Nessuno ha potuto darle torto.

Presto in edicola

A proposito delle indiscrezioni riguardanti la sottoscritta su suoi presunti flirt, triangoli, laison, torbide relazioni, orge sataniche, incesti, necrofilia e petting spinto con Toto Cutugno. Non solo si conferma tutto, ma si annuncia che è in uscita un album della Panini con le figurine di tutti i suoi attuali fidanzati. Le figurine più rare e pregiate saranno quelle di Umberto Smaila e del microfonista Schulz.Si consiglia la prenotazione.