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In sala stampa

Stamattina, nel bel mezzo di una conferenza stampa in cui Renis ha raggiunto dei picchi di comicità eccelsi, arrivando a fare affermazioni del tipo: ” Il mio grande amico che se non fosse morto sarebbe qui con noi, Gregory Peck…” con tanto di imitazione della voce dell’attore defunto, si volta una ragazza sorridente e leggo il seguente labiale:”Sono quella del blog!”Si è manifestata così, la disgraziata. Vigliaccamente. In luogo pubblico ed in presenza di Renis, scagnozzi di Renis e telecamere.Ad ogni modo. Mi duole dirlo ma è carina e simpatica.Il fatto più sorprendente però è che il grande Paolo Zaccagnini in persona è venuto da me e m’ha detto: “Ora tu mi devi insegnare come si fa un blog”.

I blog a Sanremo

I blog sono ufficialmente entrati anche nella sala stampa di Sanremo, signori.L’ho scoperto grazie a Shinystat: per piacere, che questa tizia che sparla del mio look e del mio pierraggio spinto, si manifesti!

La sala stampa

Sarà che i personaggi scarseggiano, sarà che il festival ha fatto il suo tempo, sarà che da queste parti il gossip più scabroso della settimana è quello che vuole il secondo sassofonista a destra perdutamente innamorato della traduttrice dei “Black Eyed Peas” Olga Fernando, ma le cose più interessanti, quest’anno, accadono senz’altro in sala stampa.Che la sala stampa sia un luogo in cui accadono fenomeni strani lo si intuisce non appena varcato l’ingresso: su una grande parete laterale ci sono infatti alcune gigantografie che dovrebbero illustrare i momenti topici di questa manifestazione canora, solo che anziché il ritratto di un Paoli o di un Modugno si susseguono, uno dopo l’altro, nell’ordine: una foto di Pupo, una foto di Marco Masini, una di Aleandro Baldi, una di Pippo Baudo con Toto Cutugno e , dulcis in fundo, il ritratto di un adolescente che tiene in mano un cartello con un messaggio importante: “Vota Jovanotti”. Quest’ultimo scatto è ovviamente candidato al premio Pulitzer della fotografia assieme a quello che ritrae la vita in un campo profughi afgano ed altri preziosi scatti che hanno fermato la storia. Perfino il grande critico musicale Gino Castaldo, a cui molti si sono rivolti per avere spiegazioni sul criterio con il quale sono stati scelti i personaggi citati, ha dapprima buttato lì un vago: “In tutte e quattro le canzoni con cui hanno vinto al Festival c’è il si bemolle nel refrain”, per poi concludere con un: “Sono tutti e quattro dell’Ariete”. A proposito. Molti giornalisti sostengono di aver visto più volte Aldo De Luca de “Il Messaggero” porre delle domande perfino al cartonato di Pupo, ma è evidente che si tratta di pettegolezzi fondatissimi.Le postazioni destinate ai giornalisti sono assegnate con un criterio rigidamente gerarchico. Nelle prime file siedono degli autentici guru del giornalismo musicale quali Marco Molendini, Gino Castaldo, Paolo Zaccagnini, Luzzatto Fegiz ed altri, ai quali vengono messe a disposizione prese telefoniche, prese per il modem, cavi della luce, gruppi elettrogeni e tralicci Enel, in abbondanza. Nelle retrovie, accade di tutto. Per riuscire ad inviare il pezzo al giornale, sono stati visti giornalisti di “Ciociaria Oggi” collegare il loro computer all’alimentatore di una slot machine del casinò di Sanremo. Da registrare un episodio accaduto oggi in sala stampa attorno alle sedici. Mario Luzzatto Fegiz, impossessatosi del microfono, ha dichiarato visibilmente agitato : “Compagni, ci stanno boicottando! Hanno anticipato le prove a tradimento così da impedirci di ascoltare il pezzo di Pappalardo, dopodiché ci hanno estromessi dalle prove arbitrariamente e senza un valido motivo!” Roberto Cotroneo aveva già indossato l’uniforme da bolscevico , Alessandra Comazzi meditava di appellarsi alla convenzione di Ginevra e Dario Salvatori era già in contatto col giudice di Forum Tina Lagostena Bassi, quando è entrato un tizio che ha autorizzato tutti ad entrare. A quel punto, un giornalista de “La Gazzetta di Tarquinia”, sull’onda della spinta rivoluzionaria fegiziana, ha esclamato con un certo fervore :”Ed ora pretendiamo caffè gratis per tutti”. Ovviamente gli è stato ritirato seduta stante il pass mentre pare che Renis, a mo’ di risarcimento, inviterà Fegiz in veste di ospite straniero al posto di Victoria Beckham.Per il resto non si può certo parlare di giornalisti che godono di privilegi. Si può invece affermare con certezza che in sala stampa c’è un tasso di maschilismo registrato solo nella redazione di Men’s Health durante un’elezione di Miss Italia trasmessa su maxischermo.Ed infatti, il giornalista Aldo Cazzullo che siede in una delle prime file, a proposito della sottoscritta scrive sulle pagine del “Corriere della sera”: “Selvaggia, nomen omen, Lucarelli con sobri stivali al ginocchio è qui in quota intellettuali.”Mi permetto di fare un uso privatistico de “Il Tempo” per chiarire che non posseggo stivali al ginocchio , per cui facciamo che il detto “nomen omen” vale per tutti e che, mi si perdoni il lirismo, Cazzullo è un cazzaro. A proposito della serata di ieri , giusto un paio di osservazioni. La prima è di natura musicale. Da casa, mi raccomando, non date pareri affrettati, non giudicate al primo ascolto. La canzone di Mario Rosini ad esempio, occorre ascoltarla almeno un paio di volte per capire che è davvero brutta. Riguardo invece gli abiti della Ventura, ha generato qualche perplessità l’eccessiva sobrietà dei pantaloni verdi con fantasia floreale fucsia abbinati alla giacca dorata con una rosa in tessuto applicata sopra. Pare che Dustin Hoffman , vedendola dietro le quinte, abbia esclamato: “Ma il Cirque du soleil non si era esibito ieri?”Infine, memorabile gaffe della Ventura che commentando la classifica provvisoria che vede Marco Masini al primo posto ha dichiarato : “Quando uno è favorito porta un po’ rogna!”.Dopo Sanremo , ennesimo avanzamento in vista per la presentatrice.Pare che Berlusconi l’abbia già assunta come autrice delle sue prossime gaffes.

Dovevamo aspettarcelo

postato da Vanderbilt – alberto@hellokitty.comGià la scenografia da Far West, senza quello storico scalone da cui scesero dive del calibro di Donatella Milani, Marisa Sannia e Maria Grazia Impero (che è stato divelto per lasciare spazio ad un’anonima porta scorrevole in stile Oviesse), doveva farci presagire un clima rovente di sordidi rancori, agghiaccianti agguati al buon gusto e abissali canyon di noia.Già il maxischermo sullo sfondo del palcoscenico avrebbe dovuto dirla lunga sull’idea di multimedialità che Tony Renis voleva sviluppare: a parte il nonsenso di guardare la televisione e vedere un altro schermo, infatti (che ricorda molto il monitor nella sala rianimazione in cui giace Stephanie Forrester), trovo che vedersi la faccia di Mingardi in formato Tour Eiffel potrebbe avere sulla psiche degli spettatori effetti ben più devastanti del paventato ritorno di Alessandra Canale in prima serata. Speriamo che le truccatrici della RAI, abituate a stuccare la Carrà, la Lollobrigida e la Loren usando le ricette segrete degli imbalsamatori egizi, nelle prossime serate ci vadano giù pesanti di correttore!Già il fatto che si parli più dei superospiti (attesi, invocati, osannati, minacciati) che dei cantanti in gara avrebbe dovuto indurci ad aprire gli occhi in merito a quale musica si sarebbe davvero sentita: un fastidioso ronzio ai limiti del campo uditivo che, da un punto di vista musicale, può essere emblematicamente espresso dal profondo russare di mia zia abboccata di fronte allo schermo senza più fiori, esattamente dieci secondi dopo che il primo cantante ha lanciato il suo insulso quanto stucchevole ritornello.Infine, già il fatto che quest’anno manchino completamente le abituali presenze festivaliere avrebbe dovuto suscitarci una certa inquietudine e un qual lieve sgomento: che fine hanno fatto Anna Oxa e Mino Reitano, per esempio? Sono davvero stati esclusi perché hanno bucato il golden share delle presenze in Riviera, o sono forse stati costretti dalla Rai a restituire la dentiera aziendale a beneficio di Tony Renis? E che cosa avranno escogitato Al Bano, Toto Cutugno e Fausto Leali per attirare su di sé un minimo di attenzione, ora che la ribalta del Festival è stata loro (peraltro giustamente) preclusa? E soprattutto: qualcuno avrà avuto il coraggio di informare Pippo Baudo che, quest’anno, il Festival lo presenta la Ventura? Io temo di no… e se, a pochi minuti dalla diretta di stasera, le ricamatrici di pizzo al tombolo di Cantù faranno il loro ingresso in massa all’Ariston per rinfoltire il toupet del conduttore, mentre Katia Ricciarelli tuonerà agli attoniti ospiti della prima fila che quello è il SUO posto (anzi, vista la mole: che quelle tre sedie sono il SUO posto), saprò che i miei timori non sono infondati.Ho dato distrattamente un’occhiata ai curricula dei cantanti in gara, e devo dire che mi sono rimaste impresse fondamentalmente tre cose.1: quest’anno ci sono solo due donne, Veruska (niente a che vedere con la ex top model, si rilassino di puristi della passerella) e Linda (nessuna relazione con la Lorenzi, la Evangelista o la Evans, si rilassino i cultori delle spalline). Capisco che il pensiero che il Festival possa sfornare altre imbarazzanti e imperiture interpreti dello stile melodico italiano, tipo Carla Boni, Iva Zanicchi o Orietta Berti, possa aver scoraggiato gli organizzatori dall’appoggiare la candidatura di altre esponenti del gentil sesso: ma, nello scegliere le uniche due superstiti, avrebbero se non altro potuto avere un occhio di riguardo! Linda sembra Nadia Rinaldi dopo una zincatura al cortisone, Veruska ha lo sguardo fascinoso e interessante di Alessandra Mussolini in un film anni Ottanta. Insomma, come genere, anche no.2: a sto giro abbiamo sdoganato alcuni interpreti ritenuti davvero inavvicinabili, tipo Er Piotta, Masini, Massimo Modugno o Andrea Mingardi. Se l’idea era quella di creare un festival trasversale e ispirato alla polivalenza, il risultato mi sembra più che altro vicino ad un festival orizzontale (nel senso di sdraiato in una sala di terapia intensiva) e ispirato al Policlinico, sia per i concorrenti sia per gli spettatori. Speriamo che ci pensino Morris Albert o Dj Francesco a portare quella ventata di raffinato espressionismo musicale che tutti da tempo auspichiamo. Nel frattempo, se non vi dispiace, riguardo le ultime repliche di “Incantesimo”.3: per questa edizione non ci sono vallette. Stuoli di Arcuri, Valle, Falchi, Autieri, Marini e altro squinciume da fiction hanno già mobilitato i loro battaglioni di sostegno, dalle Clarisse di Cardano al Campo che incessantemente pregano per la restaurazione della Valletta Vestita (stile Renée Longarini, per intendersi) ai cecchini che silenziosamente fanno fuori le rivali una ad una; letterine, veline, paroline, avanzi di Grandi Fratelli e rimasugli di Isola dei Famosi da giorni manifestano dinanzi all’Ariston per un pietoso ripescaggio e una benemerita ospitata; conduttrici, doppiatrici e senatrici esprimono a chiare lettere il loro scontento per questa penalizzante politica di immagine, che innalza la Ventura per schiacciare tutte le altre. Certo, la mancanza di quelle vacue figure di contorno un po’ si farà sentire, soprattutto perché ci sarà carenza di look imbarazzanti e di gaffe prodotte dalla BSE che (si sa) sono un po’ il sale del Festival: ma, da questo punto di vista, ritengo che la figura di Tony Renis ripaghi ampiamente qualsiasi sconto di pena ci sia mai stato fatto.E buona visione anche a voi.PS: ma quella che ha cantato ieri sera con Morris Albert… era Mietta vestita con il centrotavola di Mariella Nava, o era un divano di scena?

Da Sanremo

Non c’è che dire. Sanremo quest’anno è tutto un accavallarsi di eventi, scoop e colpi di scena che non fanno affatto rimpiangere le edizioni passate. La prima vera sorpresa del debutto è che Simona Ventura è riuscita a garantire al Festival una presenza importante, su cui ormai non contava più nessuno e che non ha fatto rimpiangere i pesanti rifiuti di Bill Clinton e David Beckham: quella del comico Maurizio Crozza. Il suo nome e quello di Jim Carrey giravano da tempo , ma mentre per il secondo sembrava esserci qualche possibilità, l’ipotesi Crozza pareva decisamente troppo ambiziosa . Carrey infatti, circa un mese fa, aveva parlato personalmente con Tony Renis ipotizzando la possibilità di un suo eventuale sketch nella serata finale con il mago Casanova e la sosia di Elizabeth Taylor, ma l’ipotesi era naufragata per l’indisponibilità della sosia di Elizabeth Taylor.

Con la star Crozza invece, le trattative sono state estenuanti. Tanto per cominciare è stato possibile parlargli solo grazie all’intervento dell’onnipotente Simona Ventura: la presentatrice del Festival infatti, dopo aver scomodato la sua fitta rete di conoscenze nazionali ed internazionali, aveva faticosamente ottenuto il suo numero di cellulare dalla schedina di “Quelli che il calcio” Linda Santaguida. A quel punto Tony Renis aveva composto il suo numero, ma al cellulare di Crozza risponde il suo segretario Robert De Niro, che disturba il comico solo in caso di candidature all’Oscar, al Nobel e al soglio pontificio.

Dopo una serie infinita di telefonate, Renis era riuscito a farsi passare dall’amico Bob la moglie di Crozza, la quale ha rilasciato, in ordine cronologico, le seguenti dichiarazioni: Il primo febbraio: “Maurizio è in tourneeè col suo spettacolo a Broadway e non può far saltare la data perché Tom Hanks ha una particina e pretende la diaria anche se non si fa replica.” Il dieci febbraio: “Maurizio non viene perché tra i membri dell’orchestra c’è un sassofonista con cui ha avuto un diverbio alla stazione di Camogli tre anni fa”. Il venti febbraio : “Maurizio verrebbe anche , se solo il sindaco riuscisse a far avanzare il Mar Ligure di un paio di chilometri in modo che la finestra del suo camerino all’Ariston si affacci direttamente sul mare.” Il venticinque febbraio: “Maurizio forse viene”. Il ventinove febbraio: “Maurizio viene”. “Il due marzo: “Maurizio viene anche in qualità di abbonato Rai in prima fila.”

La seconda indiscrezione riguarda la scenografia: Renis ha affermato che è curata nei minimi particolari, tant’è che le paillettes su sfondi e tendaggi sono state fatte arrivare addirittura da Parigi. Ovviamente, la notizia secondo la quale nei giorni scorsi dal guardaroba di Wilma De Angelis e da quello di Orietta Berti, sono spariti due stock di golfini seminuovi, è da ritenersi pura coincidenza.

Per il resto, vanno registrate alcune importante dichiarazioni dei protagonisti : Tony Renis ha ribattezzato i componenti della commissione artistica “I quattro saggi” ed uno dei quattro, quel gran filosofo e libero pensatore del Dj Molella, durante la conferenza stampa di ieri ha dimostrato di meritare pienamente il titolo rilasciando la saggia dichiarazione: “Il mio apporto qui è di dire se una canzone mi piace o no.” Dal canto suo la Ventura, rispondendo alla domanda di un giornalista, ha affermato: “I commenti sul Festival sono solo lacrime che si perdono nella pioggia”, insinuando in tutti i presenti il ragionevole dubbio che abbia collaborato al testo della canzone del Dj Francesco.

Infine, va detto che le voci secondo le quali i cantanti quest’anno sono tutti semi-sconosciuti sono semplici esagerazioni. A proposito. L’ultima indiscrezione è che Paolo Meneguzzi è a letto con la scarlattina e che quello che ha cantato ieri sera è un suo fratello da parte di madre, ma tanto nessuno se n’è accorto.

Intervista a Gene Gnocchi

A poche ore dal debutto del Festival sono riuscita a strappare un’intervista esclusiva al co-conduttore Gene Gnocchi.Va specificato che l’intervista è assolutamente reale e che per una volta la sottoscritta aveva tentato di fare domande serie.Apriamo con l’argomento Tony Renis. Come sono i vostri rapporti e in che modo ti ha persuaso a partecipare al Festival?Con Tony c’è amore e odio, nel senso che io sono nato il giorno in cui lui cantava per la prima volta “Quando quando quando” . La levatrice, che voleva preservare la mia integrità mentale, mi ricacciò nel grembo di mia madre e mi fece rinascere due anni dopo durante una telepromozione della Cinzano bianco. Perciò quando Tony mi ha mandato Tano Badalamenti per convincermi, non ho avuto dubbi, anche perché Tano la sera prima mi aveva messo sotto il cuscino a mo’ di avvertimento una versione remix di “Via Margutta” di Luca Barbarossa.Ci spiegheresti meglio il meccanismo della votazione?IL meccanismo è semplicissimo. Dopo l’esibizione del cantante si può votare tramite televoto. Nei primi dieci minuti susseguenti all’esibizione possono votare solo i telefoni fissi col prefisso di Caserta che chiamino però telefoni mobili con prefisso “tre quattro sette”. La mezz’ora seguente possono votare tutti i cordless della Philips del sud, mentre dalle undici all’una tutti i cordless della Samsung dell’Emilia Romagna. Per non mischiare i voti la Rai ha predisposto un cervellone su una chiatta di fronte ad Albenga che elabora i dati e li spedisce in tempo reale ad un certo Tonino, insegnante di matematica di Celle Ligure, che poi in nottata fa avere a me i dati provvisori . A quel punto io li modifico a mio piacimento.Ci puoi anticipare qualcosa sul tuo look ? A quale stilista ti sei rivolto?Mi sono rivolto senza esitazione alcuna all’agenzia “Il farro”, che subaffitta vestiti da cerimonia. Mi cambierò gli abiti una trentina di volte a sera più quindici cambi di mutande e canottiera. L’idea di base è quella di vestirmi come il ministro Castelli, cioè sempre lievemente inadeguato all’avvenimento.Chi è il favorito secondo te?Il mio favorito era Federico Nardelli. Perché era?Federico è il figlio segreto di Andrea Mingardi , concepito con Kay Sandvik durante una puntata de “Il meglio di Disco Ring”. Doveva partecipare la Festival ma il fatto che il regolamento vieti la partecipazione di padre e figlio , purtroppo, ha impedito la sua presenza . Perciò adesso il mio favorito, se si ricorda tutte le parole della canzone, è Stefano Picchi.Hai dei gesti scaramantici prima di salire sul palco?Un paio d’ore prima della serata vado al porto di Sanremo, mi infilo una muta da sub e mi faccio portare da Adelmo, vecchio amico pescatore, al largo. Qui, dopo mezz’ora di iperventilazione preventiva, mi immergo ad una profondità di ottanta – novanta metri a seconda della limpidezza delle acque, e cerco di catturare con una fiocina una grossa cernia. Questo perché c’è un vecchio detto della riviera di ponente che dice : “ Chi a Sanremo una cernia cattura, ha più copertine della Ventura”.Secondo te perché ci sono così poche donne quest’anno?Il problema è che tutte le cantanti donne hanno aderito al controfestival organizzato da Pippo Inzaghi alla discoteca “Basta che respirino” di Milano Marittima e quindi erano disponibili solo Linda, che è venuta a Sanremo perché ha un flirt col sosia di Pavarotti, e Veruska che sta vivendo una bellissima storia d’amore col maestro Gigi Vessicchio. Dopo l’esperienza sanremese, come vedi il tuo futuro?Dopo quest’esperienza, lasciamelo dire cara Selvaggia, ed è una specie di testamento spirituale nonché monito che lascio alle nuove generazioni, io mi vedo al confino, a Ventotene. Sempre però con la consapevolezza di aver magari sbagliato ad accettare la proposta di Renis, ma di averlo fatto con l’intento nobile di servire la patria.

C’è gente che soffre

Si ringrazia la Gialappa’s per avermi posto in diretta radiofonica la seguente domanda soft: “E’ vero che ti trombi il figlio di Pappalardo?”Visto che un paio di loro creature (La Ventura e la Cortellesi) qui a Sanremo sono venute in veste di conduttrici, chiederei pietà per chi come me ha avuto meno fortuna nella vita e se ne sta in sala stampa di fianco a Dario Salvatori .

Annata giusta

Mi trovo in quel di Sanremo e da domani inizio la mia settimana di “cronaca” per “Il Tempo”, cronaca che verrà puntualmente pubblicata sul sito.Devo dire che nel capitare in questa edizione ho avuto una discreta botta di culo: sono più conosciuta della maggior parte dei cantanti.E ho detto tutto.