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Ancora sui referendum

Il fallimento del referendum ha scatenato, su questo blog, un vero e proprio fiume di commenti tanto che a momenti si è arrivati più vicini al quorum qui che alle urne.

So che in pochi, anche tra quelli realmente interessati all’argomento, si armeranno di pazienza e leggeranno le centinaia di opinioni lasciate da queste parti. E’ un peccato, perchè sono state fatte riflessioni divertenti, stimolanti e perchè no, anche allucinanti. Ne ho scelte un paio, che pubblico qui di seguito. Ovviamente di commenti interessanti ne ho scartati moltissimi e a malincuore. Spero che coi tempi che corrono non venga accusata di aborto selettivo. Astarte scrive: Tutto è una manipolazione della natura. Avere le zucchine quando non è stagione è manipolazione della natura. Magnasse la carne piena de estrogeni è manipolazione della natura. Montare il climatizzatore, comprare un’autovettura, andare in treno anziché a piedi (anche a cavallo, è manipolazione della natura). Se non siamo più le scimmie catarrine del miocene, è forse perché abbiamo imparato a manipolarla, ‘sta natura, per migliorare la nostra esistenza. C’è chi lo fa in bene e chi per trarne indebito profitto, ma questa è una storia diversa. Ora, esaurita la retorica inziale, ti chiedo se quindi tu sei contrario ai trapianti, alle donazioni di sangue, alle diagnosi preparto, alle chemioterapie per guarire dai tumori, ben sapendo che questi sono solo pochi esempi, i primi che mi vengono in mente, di manipolazione della natura. E poi, non è eugenetica quella che pratichiamo per scelta in natura? Non è la stessa natura che spinge la signora cerva a scegliere il signor cervo in base al cesto di corna che porta in capo (wow, ogni tanto esser cornuto ha il suo vantaggio)? Non è eugenetica la spinta ancestrale che ci porta a scegliere il/la più bello/a del “branco” per garantire alla prole migliori geni, miglior vita, miglior sviluppo (andrebbe detto che, in questo caso, la manipolazione è doppia in quanto oltre alle caratteristiche genetiche subentrano anche quelle del 740 spesso e volentieri, ma insomma, non stiamo a sottilizzare)? Ovviamente poi subentrano altri fattori, visto che non siamo più le scimmie di cui parlavo, intelligenza, gentilezza, amore (ah, l’amore) ma vorresti forse dirmi (se sei un uomo, se sei una donna o di qualunque altro sesso magari l’esempio non è chiarificativo) che tra Anna Falchi e Rita Levi Montalcini, in assenza di particolari patologie sessuali, tu sei attratto in prima battuta dalla seconda e non vedi l’ora che faccia un calendario nuda? L’ilaria scrive: Riassumendo si possono delinare almeno due o tre tipologie di persone che non sono andate a votare: 1) quelli che hanno giocato a “Il piccolo Nobel”, tanti sempliciotti che tentano di porsi inquietanti interrogativi sulla vita e sulla morale del progresso scientifico, elucubrando pindariche teorie su un prossimo eventuale tragico futuro, come ad esempio i cibi ogm inglobati dai ragazzini nati dalla fecondazione eterologa i quali imploderanno sotto l’atmosfera variata dall’effetto serra e le radiazioni di Chernobyl. 2) le Sante Marie Goretti del terzo millennio, pronte ad adottare figli orfani del popolo dei pigmei, degli scandinavi scalzi, di tutto il Burkina faso,del corpo di ballo di Rio de Janeiro, di San Martino di Castrozza perchè “è così che il Signore ha voluto”. Ovviamente non hanno idea che tra l’adozione a distanza e un’adozione vera e propria c’è un abisso di querelle burocratiche, pecunie prosciugate tanto da portare quasi a zero il conto in banca, sofferenze fisiche e morali che subiscono genitori ed il bambino (che a conclusione della pratica di adozione userà già Gillette il meglio di un uomo). In fondo gli egoisti siamo noi che vogliamo a tutti i costi avere un figlio portandolo nel nostro grembo, non loro che escludono a priori che una possa scelglierlo come eventualità. A questa categoria appartengono anche quelle che prevedono nella Legge 40 un lascia passare per tanti nuovi piccoli Hitler alla ricerca della razza ariana perduta, soggetto che Lucas sta vagliando per un nuovo emozionante film di fantascienza. 3) gli astensionisti di comodo: chi per il mare, chi perchè teme la scomunica del prete del suo paesepiccoloelagentemormora, chi perchè crede che ancora la terra sia piatta, chi perchè crede che anche se sono cellule, sono una forma di vita, dimenticando che a questo proposito anche le unghie sono costituite da cellule, eppure a nessuno che se le mangia si grida “assassino!” 4) varie ed eventuali (“avevo le mie cose”).

Frasi da non dire MAI ad una neo-mamma

Tutte le frasi che le neo-mamme (e i neo-papà) non vorrebbero mai sentirsi dire: 1) “Serena! Ora il ritmo sonno-veglia non è regolare ma vedrai che tra un po’ il bimbo si sintonizzerà sui tuoi orari”. Mio figlio, a dire il vero, è regolarissimo. Si è sintonizzato perfettamente sugli orari di una cubista del Cocoricò : sveglio tutta la notte e completamente rincoglionito di giorno.

2) “Non dorme? Tranquilla, è una fase di transizione!”. Ringrazio per la frase rassicurante. Il punto è che anche il periodo che va dal grande gelo del Paleolitico al clima mite del Neolitico è considerato un periodo di transizione. Il problema è che è durato 850 000 anni. 3) “Ti lamenti? Eeeeeee ancora è niente! “ Frase particolarmente infelice che denota una forma piuttosto compiaciuta di sadismo e viene generalmente pronunciata da coppie che hanno già figliato da tempo. Fatemi capire : non dormo più, non leggo più, non mangio più, non esco più, non trombo più e voi mi state dicendo che “ancora è niente”? Cos’altro mi deve succedere? Esploderà lo scaldabiberon e morirò trafitta da parte a parte dal cuiccio di Winnie the pooh? 4) “I bambini di oggi sono più svegli” . Frase pronunciata per tranquillizzare la neo- mamma sulla vivacità del figlio. Il mio ha l’ugola di nonno Adriano quindi mi viene ripetuta piuttosto spesso, eppure mi scervello da mesi ma io il significato di questa frase ancora non riesco a comprenderlo. Cos’è ‘sta storia che i bambini oggi sono più svegli? Mi vogliono far credere che una volta i bambini nascevano tutti con la faccia di Prodi? 5) “Ce l’hai un pediatra bravo?” D’impulso mi viene sempre da rispondere: “ Non serve. Se necessario lo opero io con i vecchi ferri dell’Allegro chirurgo ”. Seriamente. Certo che lo porto dal pediatra . Questo nonostante l’aver scoperto che anche il padre delle sorelle Lecciso è pediatra, particolare che mi fa dubitare non poco del fatto che tale figura professionale sia in grado di darmi consigli efficaci su come crescere dei figli sani.

6) “Non fatelo sudare!” . Allora. Chiariamo la questione una volta per tutte. E’ estate. Ci sono quaranta gradi all’ombra. Se mi chiedete ancora una volta di lasciare mio figlio in un luogo fresco e asciutto sarò costretta ad infilarlo nel contenitore Giò Stile destinato alla conserva delle melanzane sott’olio, d’accordo? 7) “Non lo mettere lì che c’è corrente!” . Ho una notizia di carattere scientifico da darvi. Dimenticate tutte le stronzate su alisei, sistemi frontali, anticiclone delle Azzorre e correnti ascensionali sui cieli dell’Atlantico. In base alle teorie elaborate da mia suocera , tutti gli uragani e i cicloni tropicali del pianeta nascono dall’incontro delle masse d’aria fredda e calda che si formano tra il tinello e la sala da pranzo di casa mia.

8) “Con quella magliettina non sarà troppo leggero?” Il fatto è ormai assodato: la suocera media avverte una temperatura esterna di circa trenta gradi in meno rispetto agli individui comuni, per cui pretenderebbe che suo nipote , a ferragosto, girasse vestito col cappottino da pincher nano. 9) “Vedrai che un figlio unisce la coppia!” Sì certo, l’intimità ne guadagna parecchio. Visto che siamo in tema, mandate i bambini a letto che sto per farvi una confessione piccante: l’altro giorno al supermercato, nell’afferrare contemporaneamente il vasetto d’omogeneizzato al tacchino, il mio dito medio e l’anulare di mio marito si sono sfiorati. E non aggiungo altri torbidi particolari. Sappiate solo che tutto quello che è accaduto in seguito davanti al banco frigo è descritto nei particolari nell’ultimo libro di Melissa P. 10) “Gli dai il latte artificiale? Sei pazza? Il latte materno ha gli anticorpi!” Io dopo un mese di allattamento al seno ho avuto la sensazione nettissima che l’unica differenza tra me ed una giovenca fosse l’assenza del campanaccio al (mio) collo. A tal proposito, desidero lanciare un messaggio a tutte le suocere dello stivale: il latte artificiale è sì una polvere bianca , tuttavia dovreste evitare di guardare le vostre nuore con l’aria di chi si domanda se la moglie di vostro figlio stia preparando 180 grammi di latte Milupa o tagliando due grammi di coca colombiana. 11) “Adesso quand’è che facciamo la sorellina / il fratellino?” Voi non ci crederete ma è pieno di impavidi che hanno il coraggio di porre questa domanda a donne che hanno partorito da due giorni. Ovviamente la risposta standard è: “Prestissimo! All’incirca quando sull’anello esterno di Saturno sarà montato un diamante da centosei carati, quando i leoni inseguiranno le antilopi tra i ghiacciai dell’artico, quando Berlusconi lavorerà al tornio, Marilyn Manson sarà un papa-boy e l’asteroide Icarus centrerà il Billionaire nel giorno della sua inaugurazione. 12) “Tanto poi ti dimentichi tutto!” (frase riferita alle fatiche del parto). A questa tendo anche a credere. Mia nonna ha avuto l’Alzheimer e dicono sia una di quelle malattie ereditarie che salta una generazione. 13) “Hai sterilizzato il ciuccio?” . Da test di laboratorio risulta che nell’arco di 24 ore una suocera sia in grado di pronunciare queste 4 parole all’incirca 1.764.345 volte anche in ordine casuale e sparso, componendo anagrammi con consonanti e vocali a disposizione e traducendole in tutti i dialetti italiani, ticinese e sulmonese arcaico compresi. La mania di lavare e disinfettare tutto quello che tocca il bambino può diventare una vera e propria ossessione. Giorni fa ho lasciato mio figlio ai miei genitori per il weekend. Nella giornata di sabato mia madre ha detto a mio padre con aria vagamente minatoria: “Sterilizza tutto quello che c’è in casa , io vado a compare i pannolini” Il mercoledì seguente, dopo tre giorni che la gatta non si muoveva dal cesto, ha chiesto a mio padre cosa mai potesse avere Nerina. Lui : “L’ho fatta sterilizzare come m’avevi detto. È ancora convalescente porella”. 14) “La birra fa latte”. La teoria si basa sulla vecchia leggenda secondo la quale il luppolo stimolerebbe la produzione di latte nella puerpera. Il suggerimento è gradito. Tuttavia, quando il frigo della neo-mamma comincia a somigliare vagamente a quello di Tommy Lee, diventa superfluo ribadirlo. 15) “Fagli fare il ruttino altrimenti gli vengono le colichette povera stellina”. Una volta per tutte: finiamola con diminutivi, eufemismi e nomignoli. Quelli che voi chiamate ruttini sono in realtà spostamenti d’aria tali che se è vera la faccenda che un battito d’ali di farfalla in Africa provoca un uragano in America, beh, un ruttINO di mio figlio a Roma zona raccordo anulare provoca una tempesta elettromagnetica sulla Galassia di Andromeda. Istituirei poi la pena di morte per chi pronuncia il termine “colichette”. Quelle che tutti si ostinano a chiamare colichette sono in realtà degli spasmi atroci che trasformano la vostra “povera stellina” in un grizzly infilzato da una lancia rovente. 16)“ Goditelo ora! Vedrai che quando cammina è peggio!” Grazie per l’avvertimento ma sul fatto che crescendo possa dare dei problemini sono preparata. L’ho intuito già all’ospedale, ascoltando le prime indicazioni della puericultrice: “E’ solo un neonato, quindi per adesso non bagnarlo, non esporlo ai raggi solari e dagli l’ultima poppata del giorno a mezzanotte.” A me ‘ste raccomandazioni pareva di averle già sentite da qualche parte , ma non ricordavo esattamente dove. Poi m’è venuto in mente. E lì qualche lieve presagio circa quello che sarebbe accaduto al rientro a casa l’ho avuto.

Chi non ha votato e chi si voterà a qualche santo

Gli embrioni criocongelati in azoto liquido ringraziano commossi la Chiesa e tutti coloro che non sono andati a votare. Gli abbiamo garantito un roseo futuro a 196 gradi sotto lo zero. Tetraplegici, cardiopatici, bambini con spina bifida e compagnia bella ringraziano commossi la Chiesa e chiedono anzi suggerimenti sul nome del santo a cui votarsi. Gli abbiamo garantito un roseo futuro sotto terra. Farà un bel freschetto anche lì.

NetBoys (per par condicio)

Mi ritengo una donna tollerante. Ignoro con eleganza e fingo anzi di apprezzare le donnine nella posizione della capra che bruca presenti in tutti i siti e blog maschili della rete. In particolare, ho mandato giù il fatto che perfino Gianluca Neri mi propini con una certa frequenza le foto della bonazza di turno costringendomi ad un quotidiano esame di coscienza sul perchè insegua da mesi l’ideale del vitino da vespa e mi ritrovi con la vita di Bruno Vespa. Ora comincio ad essere stufa di questo squilibrio. Sono stanca di vedere blog maschili incorniciati da culi e tette e blog femminili con il loghetto della farfallina che sbatte le ali. Dunque, signore mie, in questo blog una volta a settimana ci si rifanno gli occhi. Alla faccia loro. RASMUS Ingrandisci le foto: FOTO 1 FOTO 2 FOTO 3 FOTO 4 FOTO 5 FOTO 6

Bella (vabbè caruccia), mora e dice sempre sì.

L’anno scorso ho pronunciato un sì. Quest’anno ne pronuncerò addirittura quattro. Mio marito non me ne vorrà, credo. E se non volete dare retta a me, ascoltate quello che dicono il dottor Carter in una puntata del mitico “Er” e Paolo Hendel a “Markette” (il dottor Carter convincerebbe la sottoscritta a firmare anche per il referendum che vuole un rappresentante delle Giovani Marmotte in Parlamento, ma questa è un’altra storia): I VIDEO ALCUNE STORIE (un paio di minuti per scaricarli, ma ne vale la pena) Anche in democrazia, la funzione sviluppa l’organo. Non astenerti! (grazie a Luca Coscioni per video e slogan) (Leon, 15-01-2005 )

Vero amore: l’epilogo

L’ultima puntata di “Vero amore” rappresenta un svolta epocale nel mondo dei reality. Nasce infatti il primo concorrente ecologico: Giuseppe Lago. Non inquina poichè completamente realizzato in materiale biodegradabile (il fard è porfido rosso polverizzato delle scogliere di Arbatax, sui capelli si passa l’olio extravergine d’oliva con cui Kledi lubrifca le giunture dopo i balletti con la De Filippi) e, soprattutto, può essere sottoposto a riciclaggio un numero infinito di volte: Lago ha trovato la fidanzata a “Uomini e donne”, l’ha mollata stasera a “Vero Amore”, ne ha trovata un’altra sempre a “Vero Amore” e con quest’ultima quasi certamente tornerà a “Uomini e donne” per poi verificare la fedeltà della nuova ragazza ancora a “Vero Amore” e così via. Dopo essersi girato una quindicina di volte tutti i programmi della De Filippi verrà imballato e spedito alle Cartiere Pigna dove, passato a dovere sotto la pressa idraulica e trattato con cellulosa e acido solforico, finirà in un album da disegno Raffaello. Devo spendere due parole anche per Francesca, la fidanzata di Lago sedotta e barbaramente abbandonata. Francesca, per chi non lo rammentasse, è la tizia equilibratissima e sanissima di mente che prima ha detto di amare alla follia Giuseppe, poi si è infrattata tutte le notti nel bungalow del single Cristiano, poi accusata di essere una poco di buono ha detto che era una tattica per far ingelosire Giuseppe, poi al single che si è detto ferito perché nel bungalow hanno fatto l’amore ha detto “ti odio”, poi ha rivoluto vedere il single perché “è stato una persona importantissima”, poi in studio ha pianto perché Giuseppe si è detto irritato come un picchio per il suo comportamento. Poco male comunque. Per Francesca si sono spalancate le porte del cinema: pare sia stata contattata da una grande produzione americana per il remake al femminile di “Psycho”. Il fidanzato Giuseppe, del resto, era l’altra metà equilibratissima della coppia, ovvero colui che per verificare la solidità e la verità di una storia nata davanti alle telecamere di “Uomini e donne” decide di passare con la ragazza un mese davanti alle telecamere di “Vero Amore”. Colui che interrogato dalla De Filippi sui suoi sentimenti dichiara : “Quello che penso non mi va di dirlo in pubblico” e dopo trenta secondi netti lascia Francesca in diretta nazionale e dichiara di volersi fidanzare con la single Erminia . Per il resto, c’è poco da commentare. Karina è il primo caso di possessione demoniaca in diretta tv: la bionda mansueta della prima puntata s’è trasformata di settimana in settimana in una specie di incrocio tra un cerbero, un toro infilzato e Anselma Dell’Olio. Igor, pettinato come un altro ingegnere nucleare di nostra conoscenza (Michael Kenta), non s’è deciso a lasciare definitivamente la fidanzata Nunzia che assieme a Lavinia Borromeo, Monica Bellucci e Anna Maria Franzoni troveremo a settembre a Salsomaggiore dove concorrerà con le altre al titolo di “Miss Simpatia 2005”.

L’antipatica

Per la serie: “le interviste passibili” (di denuncia): Maurizio Belpietro:”In cosa si è laureata?” Anna Falchi:” In letteratura all’Università di San Marino.” Maurizio Belpietro: “Su cosa era la tesi?” Anna Falchi: “Su Pierpaolo Pasolini. Mi riconosco in Pierpaolo Pasolini perché era un personaggio scomodo come io alle volte sono stata.”

Ultime su “Verissimo”

Sempre più insistenti le voci che vogliono Silvia Toffanin sostituta di Cristina Parodi nella prossima edizione di “Verissimo”. Interrogata sulla faccenda da una maliziosa giornalista che ipotizzava una raccomandazione del fidanzato, la bella Silvia ha risposto giustamente seccata: “Ora basta. Sono anni che mi preparo, ormai sono una giornalista seria, una che ha studiato, per cui se sostituirò Cristina Parodi accadrà solo ed unicamente perchè me lo merito.” La giornalista: “Sì d’accordo, ma insomma, le ruba o non le ruba la poltrona di Verissimo?” Toffanin: “Ripeto. Se prenderò il suo posto sarà solo perchè ormai sono una vera giornalista. Ho pure il tesserino. Io non rubo niente a nessuno. Al massimo posso aver rubato qualche cd da ragazzina.” La giornalista: “Ah però. Cleptomania?” Toffanin: “No no. Quale cleptomania! Rubavo roba di Ramazzotti. A me Eric Clapton non m’è mai piaciuto.”