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Odi et amo

La prova che “il fenomeno Costantino” si sta inesorabilmente sgonfiando è su eBay: non solo la ciocca di capelli del “troppo bello” (la definizione sta per “Vuoi fare l’attore di successo? Vuoi sfondare con il cinema? Seee, troppo bello, ciccio!”), messa all’asta qualche tempo fa, non l’aveva voluta nessuno. Ora una sua fan vuole liberarsi del cappellino di Vitagliano “indossato da lui stesso e lanciato al pubblico in una delle sue serate in discoteca nell’estate 2004”. La ragione? L’amore s’è trasformato in odio, lei dice. Vedere per credere. Suvvia, fate qualche offerta. In un momento storico in cui i musulmani vogliono convertire i cristiani e i cristiani i musulmani, una ragazza ha abbandonato il culto di Costantino e si è convertita al buon senso. Io dico che va premiata.

Opinioni disinteressate

Della serie: “Fatemi dire ‘ste stronzate che qui finisce che me magno pane e cipolle”, Ernesto Preatoni, presidente del Gruppo “Domina Vacanze”, proprietario del Coral Bay, uno dei più grandi resort di Sharm, intervistato da Sky tg24: “Ormai non ci sono posti sicuri al mondo. Bisognerebbe che i giornalisti non enfatizzassero troppo la cosa. Strade e autostrade italiane sono molto più pericolose. Molta gente in vacanza qui è venuta a rifugiarsi proprio nel mio resort, per evitare i grandi assembramenti.” Ma certo, non enfatizziamo. Io se fossi Carlo Rossella aprirei il tg 5 con la notizia del tamponamento tra un’Ape Piaggio e una Skoda Felicia a Casalpusterlengo.

Priorità

Siamo in attesa di un servizio di Lucignolo sul dramma che ha investito lo Smaila’s di Sharm El Sheikh. Volete che non mandino Mascia e la Fabiani a sentire come l’ha presa Umberto Smaila ?

Pettegulezzus interruptus

Il pettegulezzus interruptus di questa settimana è : “Dicono che un sangueblu alzi le antenne e irradi felicità solo davanti a splendidi ragazzi. Dicono…” (Questa la so pure io. Dopo l’incontro con mio marito in uno studio televisivo, il sangueblu si è nutrito con una cannuccia per tre giorni.) (chi non capisse di cosa sto parlando, la prima puntata QUI

Cattivo gusto? Dipiù!

Titolo tratto da pagina 63 del numero di “Dipiù”, il settimanale diretto da Sandro Mayer, in edicola questa settimana: “Mentre posava per presentare la borsa per l’estate di “DipiùTv”, Stefania Orlando ha confessato di aver perso un bambino.” Credo che nella storia dei settimanali rosa e della promozione dei gadget estivi non si fosse mai arrivati a tanto.

A parte il buon gusto dell’abbinamento “promozione borsa allegata/aborto” e la conseguente riflessione che se questo è il buon gusto allora le bestemmie di Baffo da Crema meritano una citazione nella prossima guida al galateo di Barbara Ronchi Della Rocca, ecco, al lettore resta il dubbio che tra la visione della borsa da parte della Orlando e la triste confessione esista un rapporto di causa/effetto. Sì insomma, la borsa di “Dipiù” funge da macchina della verità: è talmente brutta che pur di non essere costretti ad andarci in giro si arriva a confessare qualsiasi cosa. Non per niente, mi risulta che i servizi segreti americani si siano già mobilitati: pare infatti che il direttore della Cia abbia ordinato quattro copie del settimanale “DipiùTv” con gadget e che abbia mostrato la borsa fucsia con i manici bianchi a quattro prigionieri afgani sospettati di sapere dov’è il rifugio segreto di Osama Bin Laden. Secondo fonti molto vicine alla Cia, tre dei quattro prigionieri, sotto la minaccia di essere rispediti a Kabul con la borsa di Mayer a tracollo, avrebbero già confessato. L’ultimo ha garantito che lo farà appena terminato il test “Dimmi che cono gelato mangi e ti dirò chi sei” sempre sul numero di “Dipiù”. Ma non è tutto. A pagina 61 del suddetto giornale, sempre a proposito della borsa-gadget, si raggiungono picchi di comicità che “Il meglio di Zelig” in confronto è un discorso di Prodi. Dunque, metà pagina è occupata dall’articolo illustrativo: in pratica si suggerisce al lettore di acquistare ‘sta ciofeca di borsa per infilarci, tra le altre cose, posate, bevande e bicchieri, come se il lettore medio di “DiPiùTv” fosse un rappresentante della Gio’Style. Inoltre, sempre secondo quel pazzo furibondo che ha scritto l’articolo, “è una borsa che fa moda perché l’hanno creata gli speciali designer del nostro giornale. E’ perfetta per accompagnarvi in ogni occasione, anche la più elegante.” A parte il fatto che mi risulta piuttosto difficile immaginare Afef all’inaugurazione della Scala con la borsa di Mayer sottobraccio, quello che mi inquieta veramente è l’esistenza di un intero team di designer incaricati di realizzare una borsa buona al massimo per infilarci un mazzo di ravanelli al mercato. Considerato che l’altra metà di pagina 61 è occupata da una foto di Mayer vestito come Nino D’Angelo al battesimo del figlio di Mario Merola, si presume che i designer di “Dipiù” curino anche l’immagine del direttore. Resta solo da capire il perché Sandro Mayer, per presentare una borsa estiva, indossi un paio di mocassini in nabuk al cui interno, di ventuno luglio, ci sarà più o meno la temperatura di fusione del magma. Beh, ora vi lascio. Ho lasciato in sospeso la lettura a pag.99 dell’appassionante articolo: “Giletti: delle mie seppie va matta anche Antonella Clerici”. L’articolo “Patrizia Pellegrino fa volar in alto il made in Italy” mi risulta un po’ troppo ostica come lettura, per cui se qualcuno lo legge e mi invia un riassunto molto semplificato mi fa un favore. Grazie in anticipo. p.s. Un mio amico molto informato mi ha garantito che pur di reclamizzare il materassino di “Grazia” pare che Emanuela Folliero si sia resa disponibile a confessare almeno una cataratta. Sempre secondo il mio amico, Eleonora Benfatto avrebbe rilanciato offrendo la sua disponibilità a raccontare la tragica vicenda di una forma virulenta di febbre da fieno che l’avrebbe colpita nel ’98 con gravi conseguenze sulla buona salute delle sue extension. Staremo a vedere chi la spunterà.

A quando “il sergente Colombo”?

Passi mia nonna che l’hamburger lo chiama amburg e quando vuole fare la moderna mi chiede di farle sentire un pezzo di Max Gazebo, ma qualcuno vuole dire a Maurizio Costanzo che la fiction di cui scrive su “Il Messaggero” non è “Il commissario Rocca” ma “Il maresciallo Rocca” ? Possibile non ci sia un buon ghostwriter ad Ansedonia?

Paperissima sprint

Le cose stanno così: “Paperissima sprint” continua a battere ogni record d’ascolto ed Eva Henger è ormai amata dai bambini al pari del Gabibbo. Nell’attesa di vedere Rocco Siffredi nelle vesti di nuovo testimonial della Pampers (così a noi mamme sarà dato di vedere una volta per tutte se questi benedetti pannolini sono in grado di contenere davvero tutto) , il signor Ricci mi permetterà alcune osservazioni. Eva Henger è bella e siccome la conosco posso dire che è anche una ragazza simpatica ed educata. So già che starete malignando sul perché non abbia mai familiarizzato con Gad Lerner e abbia invece chiacchierato più volte con la Henger. Non ci siamo incontrate tra gli scaffali della biblioteca comunale, come tutti avrete maliziosamente pensato. Il punto è che qualsiasi cosa si dica a proposito di Eva Henger è soggetta a fraintendimenti, per cui immagino che rivelare la semplice verità, ovvero che “lavorava con il mio ex-ragazzo” suoni parecchio equivoco, ma si trattava di un semplice programma Rai. E allora già che ci siamo, aggiungeteci pure quest’altra verità: un giorno Eva ha chiamato il mio ex ragazzo al telefono per chiedergli se stavamo proprio insieme-insieme o se c’era qualche spiraglio, visto che Riccardo Schicchi mi aveva vista al “Maurizio Costanzo Show” ed era letteralmente impazzito per me. Pensare che adesso sarei regina del porno senza neppure bisogno di nome d’arte. I classici treni, anzi, visto l’argomento, trenini persi. Dicevo. Eva Henger è bella e tutto sommato pure più raffinata di tante Alessie Fabiani che affollano il palinsesto. Tuttavia certe etichette non si tolgono facilmente e la sua immagine, nonostante gli sforzi, non evoca propriamente ramoscelli d’ulivo e ceri votivi. Perciò, al fine di contribuire all’operazione “raffinamento”, chiedo un favore personale ai suoi look maker: levatele fascia nei capelli e collarini in seta che fanno tanto ballerina di lap dance rumena e gettate in un altoforno di Piombino il braccialetto alla caviglia, roba che l’ultima a portarlo è stata Tiny Cansino negli anni ottanta.

Eviterei anche le scollature troppo generose. Madre natura nel suo caso è stata assai più generosa del suo chirurgo, tant’è che l’unico difetto della Henger sta proprio nel decolté artificiale: nello specifico, la tetta destra è in provincia di Viterbo e la sinistra di Frosinone. Nel mezzo avanza lo spazio per una pista ciclabile. (non si accettano commenti della serie: “Bella la Henger? E’ tutta rifatta!”. Io pure se rifaccio il tetto di casa mia non è che mi vien fuori la Reggia di Caserta). Sistemata la Henger, è il turno del vero enigma della trasmissione: i due “comici”. Per carità, nessuno pretende che siano all’altezza della battutista del secolo, ovvero Valeria Marini che in un’intervista sull’ultimo numero di “Novella 2000” ha dichiarato convinta: “Al cinema mi piacerebbe interpretare Nikita” , ma ad oggi, il loro scambio di battute più esilarante è stato : “Quest’estate io mi do alla pesca!” . “Ah sì? E io al mandarino!” . Posso solo augurarmi che lo spirito di Walter Chiari scarichi sul telefonino dei due pirla la suoneria polifonica di “Le tagliatelle di nonna Pina”. I veri protagonisti del programma però sono i filmati. Non ho intenzione di star lì a tirarmela tanto sostenendo che a me fa ridere solo il primo Macario e tutto Fo da “Mistero buffo” in poi. A me i filmati divertono moltissimo. Oddio, avrei apprezzato un piccolo sforzo in più da parte di Ricci, ovvero quello di farli ri-doppiare visto che alcuni sono doppiati da Marco Columbro all’epoca in cui prestava la voce al pupazzo Five e altri dalla Cuccarini quando ancora non faceva da testimonial alla Scavolini perché al posto dei fornelli da cucina si utilizzava la pietra focaia. Pare addirittura che nel filmato dello scoiattolo ballerino oltre alla voce di Jerry Scotti si senta pianissimo, in sottofondo, la voce di Badoglio che annuncia la fine delle ostilità con gli Alleati, ma per ora non ci sono prove certe. (e comunque la D’Amico, inspiegabilmente, non ha ancora rilasciato alcuna intervista sull’argomento “scoiattoli ballerini ed altri roditori danzanti” quindi per ora non me la sento di prendere alcuna posizione sull’argomento) Ad ogni modo, dopo anni di visione dei filmati di “Paperissima” direi che si possono trarre le seguenti conclusioni: a) I gatti sono capaci di tutto. Per me potrebbero condurre perfino “Affari tuoi”. b) Età dell’innocenza un par di ciufoli. I bambini sotto i tre anni, se messi vicini, hanno la placida innocenza di Mike Tyson incornato da un toro. c) Nell’ideazione di giochi deficienti e improvvisati con scope, altalene e rami d’albero, i genitori, specialmente i padri, sono assai più imbecilli e pericolosi dei figli piccoli. d) Inutile spendere una fortuna per le piscine fuori terra. Basta un movimento fatto male per ritrovarsi con braccioli e maschera sul prato inglese della vicina. e) Accadono più sciagure ai matrimoni che nel Bronx dopo le otto di sera. f) A dar da mangiare ai pesci si rischia l’amputazione di un braccio. g) Grazie alle candeline sulle torte, si festeggiano più compleanni al “Centro grandi ustionati di Cesena” che al ristorante.

Dicheno

Visto che i “Dicono” di Vanity Fair riscuotono un successo tale che i lettori di questo blog più informati sulla materia hanno cominciato ad inviarmi i loro “dicono” via e-mail, facciamo che oggi si inaugura la rubrica “Dicheno”, ovvero i vostri “pettegolezzi interrotti” in puro stile Vanity Fair. Il primo: “Dicheno che una nota showgirl non più giovanissima e piuttosto insofferente dietro i fornelli, abbia avuto molto a che fare con l’uomo più potente d’Italia. Aveva una storia con lui? No. Con il figlio, dicheno.” Avvertenze I “dicheno” sono un’ottima alternativa al Sodoku e forniscono ottimo materiale per vivacizzare le chiacchiere da bar. Ringraziate la titolare, se quest’estate trascorrerete serate come QUESTA.

A quando il gambaletto con paillettes?

Nessuno mi leva dalla testa che tutta l’appassionante vicenda del battibecco tra Valeria Marini e i responsabili di Alta Moda che ritenevano troppo provocante la collezione di intimo da lei disegnata per essere degna di sfilare al tempio di Adriano, sia stata una noiosa farsa ideata dagli uffici stampa della soubrette e di Alta Roma di comune accordo.

Mica per altro. L’avete vista voi la sua collezione? Valeria l’ha chiamata “Seduzioni” e la descrive come una collezione di intimo impreziosita da piccoli gioielli. A suo dire, la indossa anche lei per sedurre. A parte il fatto che per impreziosire il sedere della Marini non basta il tesoro di un galeone spagnolo, a parte il fatto che io all’idea di girare con una pietra Swarovsky nelle mutande con la possibilità che si stacchi incidentalmente e magari mi si smarrisca in chissà quale anfratto non mi sentirei tranquilla, ecco, il punto fondamentale è che se quell’intimo lì merita di chiamarsi “Seduzioni”, Monica Setta merita il Pulitzer. Vi prego di osservare alcuni capi: (i modelli qui sotto appartengono veramente alla collezione della Marini, li ho trovati qui) Sul primo modello, ovvero le mutande color Zigulì gusto violetta selvatica, avrei solo un’osservazione da fare: signora Marini, carina l’idea della mutanda gioiello pensata per quei giorni lì, ma l’assorbente è incluso o è removibile? Riguardo invece il secondo modello, ovvero il reggiseno con dell’inspiegabile spazio da riempire sul davanti, mi chiedo se sia pensato per chi ha i capezzoli di una mucca pezzata valdostana. Sull’ultimo modello, lo slip bianco, nulla da eccepire: è un vero capolavoro di ingegneria. Non scherzo, osservate attentamente il retro. Bene, converrete con me che si tratta del primo paio di mutande a memoria d’uomo che riesce nell’impossibile intento di far difetto perfino a un manichino con le misure di Charlize Theron. Io ho comunque fatto un tentativo. Dopo cena mi sono presentata a mio marito con l’intimo della Marini. Dopo avermi scrutata per bene, ha dichiarato serafico: “Carino. Se ti procuri anche la mantella in raso, il mese prossimo puoi provare a sfidare Hulk Hogan.”