Navigate / search

L’isola dei famosi 5 (quinta puntata)

Cominciamo con una notizia di rilevanza internazionale: pare che ieri sera intorno alle ventuno e dieci Antonio Marano abbia ricevuto un fax dal Myanmar in cui i monaci birmani dichiarano che in segno di protesta nei confronti di Simona Ventura che da un mese circa gira vestita come loro, da ora in avanti rinunceranno alla loro tunica rossa per mettere un maculato Dolce e Gabbana. Chi volesse solidarizzare con i monaci birmano, domani indossasse una cintura con fibione D&G e partecipasse alla fiaccolata di protesta organizzata da Patrizia Mirigliani sotto casa della Ventura dalle ventuno in poi. A parte queste delicate questioni politiche, va detto che la Ventura, ieri sera, dopo aver fatto il suo ingresso in studio con la stessa grazia di Godzilla che esce dagli abissi marini e urlando ai quattro venti le consuete sensatissime frasi (“Certe emozioni sono sgretolate in un momento infinito, è il gioco della vita!”), ha portato a casa una puntata densa di accadimenti. Peccato per chi se l’è persa perché i cambi di scena, i protagonisti e gli intrecci si sono alternati a una velocità tale che rimane difficile perfino a me fare un riepilogo soddisfacente di tutto il bailamme di cose che sono accadute. Comunque, per farvela breve: la Ventura ha salutato e introdotto Cristiano Malgioglio, poi ha intervistato Malgioglio, poi ha chiesto a Malgioglio se voleva un bicchiere d’acqua, poi ha fatto un’osservazione sull’arcata dentale di Cristiano Malgioglio, poi ha aggiornato Malgioglio sull’andamento delle primarie e infine ha chiesto a Malgioglio un parere su Paris Hilton e il problema della scarsità delle ereditiere nella zona sub sahariana. Ma prima di parlare di quello che è successo nel resto della puntata, ovvero dei filmati su Cristiano Malgioglio, è giusto menzionare i molti fatti avvenuti nei restanti tre minuti di trasmissione, televendite comprese. Di fianco alla solita Maria Giovanna Maglie che ieri sera era lucida quanto Loretta Goggi dopo aver ingerito una micropunta di lsd, sedeva il direttore di “Dipiù” Sandro Mayer. Dopo aver fatto un paio di interventi ficcanti del tipo “C’è un bel freschetto in questo studio!” e “Mo’ vediamo se Veltroni farà meglio degli altri!” è dovuto scappare in redazione perchè doveva chiudere in tutta fretta un sevizio sulla cagnetta cieca di Paola Barale che s’era persa nel bosco ma dopo aver annusato la tasca di un paio di jeans abbandonati lì da Raz Degan è tornata a casa percorrendo duemilatrecento chilometri su due zampe. Da notare che la Ventura, opportuna come sempre, al direttore di una rivista che due numeri su tre ha Raffello Balzo a torso nudo in copertina che racconta come ha superato il dramma dei peli incarniti sotto le ascelle dopo la ceretta, ripete ben due volte: “Sandro Mayer! Quando c’è lui bisogna guardarsi le spalle!”.” Sorvoliamo. Il nostro inviato di riferimento, Dj Francesco, era vestito con una camicia inguardabile aperta fino all’ombelico. E’ ufficiale: altre due puntate conciato così e la sorella va a fare il direttore creativo di Wampum. Ma veniamo all’immancabile momento dell’inciucio. Viene mostrato un filmato esilarante in cui Karen Picozzi e il finanziere Vittorio, offesi per le insinuazioni sulla natura del loro rapporto, decidono di abbandonare l’isola. Ora. Voi sapete che io per il mio finanziere sarei disposta a pagare le tasse di Afef e accollarmi l’iva di Della Valle, però questa volta mi tocca ammettere che i due si sono resi protagonisti di uno dei momenti più involontariamente comici della storia dei reality. Una volta deciso di voler tornare a casa non è che hanno chiamato autori e produzione e chiesto d’andar via, no. Hanno preso i loro fagotti e hanno dapprima tentato di tagliare per la foresta honduregna dove come ben tutti sanno c’è il capolinea dell’autobus per Nocera Inferiore, poi, realizzato che non avevano il biglietto hanno optato per la tanto brillante quanto ovvia soluzione “andiamo a casa via mare”. Ma non è che hanno preso una zattera o che so, si sono attaccati a un copertone, a un materassino, a un ramo d’albero, no. Sono andati verso il largo camminando. Le cose sono due: o i tizi sono in realtà due anfibi e quelle che a Karen sono cadute un paio di settimane fa erano in realtà delle speciali ciglia palmate che con due soli battiti consentono di percorrere trecento miglia marine, oppure i due bambacioni hanno creduto di trovarsi in una sorta di “Truman show” in cui a cento metri dalla riva il mare finisce, si buca una parete di carta color orizzonte e si entra nel salotto di casa Gori mentre la Parodi sparecchia . Comunque, che i due si trovino in uno stato di leggera confusione mentale è palese. Sempre nella clip, Karen dichiara di essere delusa dall’esperienza perché lei ha una cultura e pensava di andare a fare un programma culturale, Vittorio aggiunge “E io sono un maresciallo, mica possa fare queste cose trash!” come se negli anni passati Enzo Paolo Turchi e Leone di Lernia fossero andati lì a parlare di welfare e Darfur. Poi insomma, anche ad occhio nudo è facile intuire che i due non se la passano bene: Karen ha più tic del Dr Thomas in “Vieni avanti cretino”, lui parla con la calata di Francesco Arca e articola come la Bellucci. Sono entrati lì che sembravano Barbie Pocahontas e Stefano Bettarini e ora sembrano Kate Moss e Pete Doherty dopo uno sbarco a Lampedusa. L’ingenuità dei due è però poca cosa rispetto a quello che avviene in studio poco dopo. Simona Ventura, a cui mentre andava in onda la clip dei due compariva misteriosamente un nuovo tatuaggio sul polpaccio destro con la cifra “666”, al ritorno in studio, con quell’angelico candore che le calza come a calza un fuseaux di Heidi Klum, dice che nessuno vuole gettare fango su Karen Picozzi e passa la palla a Maria Giovanna Maglie chiamata, ovviamente, a fare lo sporco lavoro al posto suo. La Maglie, sempre per non gettare fango su Karen Picozzi, fa accenno a un articolo su “Chi” i cui un presunto amante della Picozzi racconta della loro relazione clandestina fornendo alla giornalista testi di sms e fatture di alberghi. Ora, a parte l’elegante discrezione di quest’uomo a cui auguro un’accidentale quanto dolorosissima evirazione per mano di un nipotino col coltello dell’abbacchio durante un pranzo di Natale, va sottolineata la frase della Maglie a commento della faccenda, ovvero: “La verità è che per andare in tv bisogna essere la moglie di Cesare!”, ovvero “al di sopra di ogni sospetto”. E certo. Se dovessero fare tv solo signorine pure come gigli a quest’ora Rosy Bindi farebbe la meteorina e Alessia Fabiani sarebbe già stata lapidata da una frangia estrema di teleutenti a colpi di decoder ma sono dettagli, perché a quel punto, dopo aver sputtanato Karen in diretta nazionale, la Ventura col suo credibilissimo sguardo afflitto, afferma che “comunque in puntata non si parlerà di questa vicenda”. Come dire: “Oh, guarda, t’ho appena detto che sei uno sgorbio malforme ma non ho intenzione di dirtelo sennò ti ferisco.”. Infine, sempre perché lei è buona e non vuole gettare fango su nessuno chiede un parere a quel simpatico burlone dal cuore tenero di Cristiano Malgioglio che ponendosi la questione del marito e dei due figli a casa afferma: “A me Karen ha detto che si sta separando!”. Mayer aggiunge che se quello tra Karen e Vittorio non è amore ci somiglia e a quel punto manca solo che intervenga Dj Francesco a dire che Karen era uno dei dirottatori dell’undici settembre ma s’è salvata miracolosamente perché al momento dello schianto stava consumando un veloce amplesso con uno steward nel bagno ed è stata espulsa dallo scarico, ed eravamo a posto. Karen viene invitata a dire la sua, farfuglia qualcosa tipo “Ma io gli faccio la barba perché lui ha dei nei sporgenti e se se la fa da solo si taglia” e mentre viene travolta da tanti di quei fischi che manco se Totti si presenta all’Olimpico con la sciarpa della Lazio, Simona le spiega che non si deve giustificare e ci rende partecipi del suo solito lucido pensiero affermando: “ Vedi Karen dura lex sed lex. Uno popolare al pubblico ha la legge della pubblicità. C’è una parte delle persone popolari molto dolorosa. Non fatela così pesante!”. Karen e Vittorio fanno la faccia di quelli che non hanno capito se la conduttrice ha spiegato il suo punto di vista sull’effetto serra o li ha autorizzati a trombare e il momento inciucio, ahimè, finisce così. Segue filmato in cui il muratore Claudio, che ormai è la versione trash di Enzo Salvi, scopre che Viviana ha utilizzato i cordini del suo impermeabile per legare le sue treccine. Credo che la cosa più elegante uscita dalla bocca di Claudio sia “Che Viviana possa cadere nel vomito di un cane randagio in una notte di luna piena!”. Viviana replica che lei non ruba niente a nessuno tanto meno un elastico per le treccine, che lei ha servito lo stato per anni e che ha perso un occhio mentre era in servizio e a quel punto, mentre t’aspetti che Claudio replichi che l’occhio se lo sarà giocato perché le è rimbalzato in faccia l’elastico di Hello Kitty rubato a una nipotina, la Ventura dice : “Non vi scaldate! Mi sembrava una clip così ridanciana!”. Bah. A far tornare il buon umore ci pensa Alessandro Cecchi Paone che con un indescrivibile cappello, gli occhiali dalla montatura improbabile e il naso rosso fuoco si è trasformato definitivamente in Hunter Thomson in “Paura e delirio a Las Vegas”. Poi Simona Ventura, conoscendo la sua coscienza ecologista, fa la prima buona azione della serata e gli comunica che Al Gore ha vinto il nobel per la pace. A dire il vero, visto che le gira bene, ha tutta l’aria di voler aggiungere “Poi la prossima puntata ti dico pure cosa indossava sul red carpet!”, ma per fortuna gli autori la invitano a non aggiungere altro . E ora veniamo a Malgioglio. Finalmente, con la diretta, quello che è stato sempre dipinto come un uomo dalla spiccata sensibilità, un buono, un altruista, un generoso, un’anima candida, quello che è uscito dall’isola perché è gay e la gente è cattiva e piena di pregiudizi e non perché è uno che semina zizzania e pratica la maldicenza, viene fuori per quello che è. Queste le sue dichiarazioni (testuali): “Sono tornato come una principessa e ora sarò una mina vaganDe. Bemondo è un esibizionista patetico, Lisa Fusco una che cerca solo visibilità, i non famosi sono delle iene, Miriana è la più falsa, Viviana vuole rubare il posto a Cucuzza a “La vita in diretta”, Sandro è diventato pazzo e Karen o Carmen come si chiama è una spilungona. Io sono stato l’unica nota positiva dell’isola. Avevano tutti paura di me.” Il tutto detto accomodato su un trono mentre la conduttrice sottolineava che uomo straordinario è e tra gli applausi fragorosi del pubblico spontaneo a cui Ventura e compagnia bella hanno anche insegnato altri numeri particolarmente spettacolari quali il salto nel cerchio di fuoco e la palla a spicchi colorati in equilibrio sul naso. Ora. Io dico. Vabbè che abbiamo tutti la memoria corta, ma Cristiano Malgioglio è uno che può ritenere volgare Sandrino il bancario, uno che può rimproverare a Lisa Fusco o chicchessia di volere la gloria televisiva, uno che può accusare Miriana di essere una ruffiana? Lui che nelle famose intercettazioni diceva : «Bastardo. Come ti piace. È una bomba del sesso. Senti Salvato’. Questo programma per me, mi devi fare, Salvato’! ». Non era mica opportunista, ruffiano e volgare lui, no. A ‘sto punto pretendo che la prossima settimana Bernardo Provenzano ottenga un permesso speciale e sia accolto in studio dagli sbandieratori di Siena. Parentesi Sandro il bancario: è un bene che sia uscito perché come s’è lasciato chiaramente intendere sull’isola s’era portato casse intere di Viagra. Considerato che questo c’ha un’età e che continuavano a scaricargli sulla spiaggia quintali di smandrappate spacciate per ballerine, Sandrino rischiava seriamente di entrare nella storia come l’unico concorrente eliminato da un reality nel senso più letterale del termine. E comunque, per la cronaca, Sandrino nonostante il viagra e la sua produzione di bava che neanche un boxer abbandonato in autogrill il quindici d’agosto, le ballerine le ha rimandate indietro pure come erano sbarcate. In compenso ci sono già due iguane incinte e dj Francesco ha strane nausee mattutine, ma a tal proposito la produzione s’è chiusa nel più stretto riserbo. Francesco Coco, nonostante il pubblico da casa avesse deciso di farlo rimanere, s’è ritirato dal gioco. A parte i primi effetti del suo annunciato ritorno (pare che in tutta la penisola il primo posto libero da un parrucchiere sia il 15 marzo 2010 e che per una ceretta si debba addirittura aspettare Pasqua 2015), c’è da dire che la Ventura ha accettato la sua decisione con estrema serenità. Ha premesso che rispettava la sua decisione dopodiché ha passato la parola alla madre di Coco che mentre tentava di convincere il figlio a rimanere è stata colta da strani tremori. Dopo pochi minuti il giallo s’è risolto: dietro alla signora stava nascosto il ventriloquo Luis Moreno che leggeva dei testi scritti a mano da Simona Ventura e la signora altri non era che il suo famoso corvo Rockfeller abilmente trasformato dai truccatori rai in madre di Coco. Fatto sta che Coco non cede alle preghiere della madre e a quel punto la Ventura, sempre specificando che non sta cercando di convincerlo, passa la parola alla sorella. Poi sempre perché non lo vuole convincere passa la parola a Malgioglio. Poi passa la parola alla Maglie . Poi al pubblico. Poi a una orfanella senza un braccio. Poi ha in collegamento via satellite il mostro di Milwaukee. Poi si spegne una sigaretta sulla tetta destra ma quello che è ormai a pieno titolo il mio idolo personale non cede. Saluta, ringrazia e se ne torna a casa a risolvere un misterioso problema “di fronte al quale un uomo vero non può non essere in prima linea a combattere”. Io ho cercato di fargli capire in tutti i modi che la chiesa la trovo anche da sola e che il problema dei paggetti in esubero è assolutamente risolvibile, ma Francesco mio è fatto così, che ci volete fare. Chiudo la cronaca con la consueta perla della serata arrivata proprio in chiusura ad allietare una puntata tutto sommato piatta. Simona Ventura: “Vi invito a dare il vostro contributo all’associazione italiana per la donazione degli organi, potete dona..anda…www.anturum no, ma che è l’anturu? Ahhh l’anthurium è una pianta? Allora comprate la pianta!” Quante soddisfazioni ci dà ‘sta donna. Alla prossima puntata!

Macchiato caldo per i ricchioni

Per la serie “cose dell’altro mondo che però accadono in questo”, oggi ho una storiella da raccontarvi. Anzi, la storia l’ha narrata così bene il protagonista della vicenda, Insy Loan, sul suo blog così autoironico e ben scritto, che mi limito a riportare qui di seguito il suo incredibile racconto. E soprattutto, riporto qui di seguito la FOTO DELLO SCONTRINO che un simpatico cameriere milanese dell’Obika (settimo piano de La Rinascente, mica un’osteria a Paderno Dugnano) ha pensato bene di presentare a un tavolo in cui quattro amici gay avevano appena consumato un pasto: I fatti, dal blog di Insy Loan: Sabato scorso Insy, già “La più checca di Roma”, già “Diva del cazzo”, “Già gatta con il culo di piombo” è stata insignita nella Capitale morale d’Italia di un nuovo prestigiosissimo pseudonimo che, per i cultori dei film de Er’Monnezza non suonerà certo come particolarmente originale ma il contesto in cui mi è stato assegnato lo è davvero. Da oggi, infatti, oltre ai suddetti titoli si aggiunge anche quello di Ricchione. Ho già contattato l’alto ufficio di araldica nobiliare e dicono che in effetti, con una sfilza di attributi del genere posso aspirare direttamente al rango di Arciduca in più, se entro la fine dell’anno me ne affibbiano un altro passo di diritto a Valletto Reale. Insomma sabato dopo aver visto un’interminabile mostra di La Sciapel al Palazzo Reale di Milano (un presagio forse?) decidiamo di andare a mangiare qualcosa da Obika, un mozzarellaro al settimo piano della Rinascente, davanti il Duomo di Milano. L’ascensore sembrava un interregionale delle Ferrovie dello Stato dal momento che ha fatto soste di almeno 5 minuti ad ogni piano con tanto di bibitaro abusivo che entrava per vendere beni di conforto e il controllore che ci ha chiesto 2 volte di vedere il biglietto. Dopo 20 minuti arriviamo all’ultimo piano e, stremati, ci dirigiamo al ristorante. Ordiniamo da mangiare una quantità di mozzarella tale che le mucche che ne hanno prodotto il latte adesso sono ricoverate in psichiatria bovina e ne avranno per almeno 3 settimane. Arriva il conto e uno dei mie amici spulcia lo scontrino, poi, con molta eleganza (lui è del nord, io al posto suo avrei dato fuoco al locale) ce lo mostra e dice “leggete cosa hanno scritto infondo”. Leggiamo “per i RICCHIONI”. Ci guardiamo in giro e cerchiamo di capire chi siano questi “ricchioni” poi, ci arrendiamo all’evidenza: siamo noi!! Io inizio a sentire l’odore del sangue che spargerò e mi eccito come un pitbul pronto a scendere in un’arena di lotte clandestine tra cani. Chiamiamo un cameriere e gli chiediamo di mandarci il responsabile. A questa richiesta, il cameriere (non quello che ci aveva servito) subodora il pericolo come le gazzelle braccate dalle leonesse nella savana e sbianca. Poco dopo arriva la responsabile che, letto lo scontrino diventa all’istante una statua di sale. Andiamo allora dal direttore responsabile che ha già sfoderato la shinai con la quale è pronto a fare harakiri. Viene da noi con il volto pallido come un cencio lavato e io, per metterlo a suo agio, mi presento: “salve, sono uno dei 4 ricchioni”. E’ mortificato e si scusa moltissimo promettendoci che la cosa non passerà impunita. Io giustamente risentito chiedo di parlare con “questa cima di cameriere”. Ci porta da lui. E’ per momenti del genere che la vita vale la pena di essere vissuta. “Sei tu che hai scritto ricchioni sullo scontrino?”. Lui spera che un terremoto del settimo grado della scala ricter faccia crollare il piano, la Rinascente, il palazzo, la piazza e, per sicurezza il Duomo appresso a tutto. “Sì, scusa, non volevo”. No, fammi capire: stavi scrivendo “caffè macchiato” quando lo spirito di Tomas Milian si è impossessato di te e, involontariamente, ti sei trovato ad aggiungere il simpatico epiteto? Io incalzo come la Meggillis in “Sotto Accusa”: “qualcuno di noi ti ha toccato il culo mentre servivi?” (io elegante come sempre…) “No”, risponde. “Qualcuno di noi ti ha fatto delle proposte o ti ha chiesto di andare a letto con te” (anche se forse un pensierino ce lo avevamo fatto). “No, mi dispiace”. Imperverso come una professoressa davanti ad uno studente impreparato. “Lo sai quanti ricchioni servi ogni giorno?”. “No” (ma rispondi pure? Era una domanda retorica!). “ora tu non ti preoccupare perché ci faremo risentire tramite i nostri avvocati” (giuro, io sogno di dire questa frase da quando seguivo Dainasti alle elementari). Salutiamo cordialmente il direttore e lo invito la prossima volta a scegliere dei collaboratori un po’ più svegli. La questione infatti non è tanto quello che il cameriere possa pensare o dire sghignazzando con i colleghi in cucina mentre tagliano mozzarelle che vendono a al prezzo di collane di Bulgari (io dico cose ben peggiori e molto meno politicallli correct) ma è la leggerezza di averlo scritto che va punita. Per questo, l’idea di pagare il conto non ci ha neppure sfiorato. Non vedo perchè i soldi di 4 ricchioni avrebbero, anche solo in parte, dovuto pagare lo stipendio di uno che ci ha insultato. Nota della titolare: lo so, lo so, che rimane difficile credere a questa storia. Io stessa ho dubitato a lungo, poi ho parlato con Insy al telefono e mi sono dovuta rassegnare alla realtà dei fatti. Ora però ho un dubbio che mi attanaglia: quante mance avrò lasciato a camerieri che mi hanno consegnato scontrini con scritte di cui non mi sono accorta del tipo: “con panna per la strappona della tv”?

Poi danno la colpa ai rumeni

Sul sito di Vanity Fair c’è una rubrica che si chiama “il look” che consiste in un giochino semplice semplice: ti fai scattare una foto con un look che ti piace e invii la foto a Vanity con marche e prezzi degli abiti che indossi. La protagonista della settimana è la ventunenne varesina Veronique che nella colonnina di destra, dopo la lista dei prezzi, alla voce “Dice” ci spiega in maniera lucida e definitiva la prima e unica causa delle rapine in villa nel Varesotto: I PADRI DEFICIENTI.

Dicheno

Dicheno che una signora dai nervi fragili in passato sia finita al pronto soccorso per una bottiglietta di coca cola offertale dall’occhialuto marito. L’aveva bevuta? Non proprio, dicheno. p.s. Le fonti come al solito non si rivelano, ma questa me l’ha raccontata un vero mito di giornalista davanti al bar “Portofino” a Cola di Rienzo. Spero nessuno abbia ascoltato la conversazione.

Ventura is burning

Dopo i successi di Milano is burning, Roma is burning e varie frangette in libertà, qui si è deciso di non destinare all’oblio il lucido pensiero e le frasi topiche della nostra unica, ineguagliabile SuperSimo. Ecco a voi il video grazie al quale anche i posteri sapranno: (grazie e ancora grazie a Ivan, Claudio e Matteo anche se continuano a dirmi “Oh, io però non c’entro niente!”)