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L’isola (dei figli) dei famosi e Simona Ventura Montessori

Non mi è mai andato di parlare. Né del mio ex marito (perché è appunto un ex e perché l’isola era cosa sua), né, a maggior ragione, di quello di cui sto per parlare. E quello di cui sto per parlare è mio figlio. Che è un bambino splendido, ironico, sorprendentemente sensibile e maturo ma, soprattutto, sereno. “Sereno” è un aggettivo che non mi è mai piaciuto. Spesso, nel mondo degli adulti, lo si utilizza per nascondere la polvere sotto al tappeto. E’ un aggettivo, il più delle volte, ipocrita, incolore, indefinito, buono per fingere pacificazioni (inesistenti) con gli altri e col mondo. Non a caso lo utilizza spesso il premier alla vigilia di processi o dopo accuse pesanti. “Sono sereno”, dice. E non ci crede nessuno. I bambini sereni invece esistono. E non vuol dire che siano degli ebeti col sorriso perennemente stampato sul volto e un Gormita in mano. Sono quei bambini che chiedono, ascoltano, elaborano. Che sorridono e si arrabbiano. Che sono piccoli e grandi nell’arco di cinque minuti. Che fanno i capricci perché non gli hai comprato Super Mario Bros e due secondi dopo ti dicono cose come: “Dio ha fatto solo uno sbaglio. Si è inventato l’invecchiamento”. (Leon copyright) Sono quei bambini poco contorti, facili, nell’infanzia dei quali non ci sono strani silenzi da interpretare, maestri che ti prendono da parte con aria imbarazzata, frasi stonate, altalene emotive indizio di qualcosa. Quei bambini che sono come li vedi. Io mio figlio lo vedo così. I maestri, i compagni, i nonni, gli amici lo vedono così. Il padre, lo vede così. I genitori di figli separati non hanno il simbolo del complesso o dell’infelicità marchiato a fuoco sulla pelle. Capita, ma capita anche a figli di genitori che stanno insieme tutta la vita. Scannandosi, magari. Da un po’ di tempo succede una cosa bizzarra. E questa è la ragione che mi spinge a lavare in pubblico i panni sporchi. Che della mia separazione in tv e su qualche giornale, si parla, curiosamente, con toni drammatici. Che mi ritrovo sbattuta a tutta pagina con tanto di foto in cui tengo in braccio mio figlio , in un articolo dal titolo “Il dramma dei figli separati” in cui i casi rappresentativi e dolorosi in Italia e dintorni sarebbero, udite udite, Corona/Moric, Asia Argento/Morgan, Tiberio Timperi, la signora tedesca che ha rapito il figlio e infine, il mio. Certo. Come no. E’ nota a tutti la mia dipendenza da droghe e tacco 12 e, soprattutto, la curiosa abitudine del mio ex marito di rapire il figlio per portarlo sul tagatà a Mirabilandia in compagnia della sua fidanzata Mary Carbone. Ma andiamo avanti. Leggendo l’articolo si evince che il dramma nella mia separazione è che il mio ex marito, da Roma, viene a trovare il figlio che vive a Milano con me due volte al mese (dal giovedì alla domenica) ed essendo gravato da queste notevolissime spese di viaggio, mi riconosce un assegno per il bambino di 300 euro al mese. Perché purtroppo disoccupato. (mio figlio ha sei anni, lo rammento) Il tutto, con una deontologia professionale da competizione, viene raccontato al giornale dall’avvocato della mia controparte. Ora, potremmo star qui a discutere sul cattivo gusto e sulla faccenda panni sporchi, potrei star qui a dire la mia su questioni che hanno a che fare con senso del dovere di certi maschi e sentenze ingiuste, di madri che si fanno un mazzo così e padri che stanno a casa con mamma e papà o che ti mandano mail in cui ti raccontano della loro indigenza e la mail si chiude con un meraviglioso “inviato da ipad”. L’ipad e l’indigenza, strano accostamento. Ma il punto non è questo. Il punto è che visto che mio figlio non vive sotto un ponte e ha una mamma che lavora, il dramma non c’è. Visto che mio figlio vede il padre regolarmente, che c’è l’affidamento congiunto (non ho mai chiesto l’esclusivo) e che Leon in due anni dalla sentenza non ha mai, e dico MAI (manco una febbre), saltato un weekend lungo col papà (anzi, spesso è rimasto un giorno in più), non riesco a capire perché si fa passare una separazione in cui il figlio è sereno e non c’è nessuno costretto a strapparlo dalle braccia dell’altro genitore, per una separazione drammatica. In cui c’è un bambino che subisce una conflittualità. La conflittualità esiste, ma riguarda i doveri del padre e non certo i diritti, che gli ho sempre accordato. Tra l’altro è una conflittualità che io subisco, visto che in questi tre anni dalla separazione è stato perfino chiesto a me il mantenimento dal mio ex marito. Ad ogni modo, il bambino, di assegni di mantenimento e 740 non sa un bel niente, per cui pregherei avvocati e giornalisti di non tirare più in ballo la mia famiglia su questioni che non ci riguardano. Mio figlio un giorno leggerà, si documenterà, incapperà in articoli e finirà su youtube e non vedo perché dovrà leggere la storia di una fantaseparazione. Al massimo, si può dire che la mia è una separazione faticosa (per me), ma per nulla tragica (per mio figlio). La ciliegina sulla torta ce la mette Simona Ventura. Che da un po’ di tempo ha preso l’abitudine curiosa di alternare la conduzione televisiva ad una nuova attività che sembra piacerle parecchio: la terapia di coppia. Fatta agli altri, però. Lo ha fatto con Nina Moric e con Fabrizio Corona (che ci sguazzano, in ‘ste cose, tocca dirlo) avendo la delicatezza di comunicare a Nina in diretta nazionale che l’ex marito aveva strappato dalle braccia della nonna suo figlio (vabbè) per portarlo a Eurodisney (wow) con la sua compagna (specificato per farla imbufalire ancora di più, ma le è andata male) e in coda alla trasmissione, s’è tolta lo sfizio di farlo anche con me. Gratuitamente. Perché è vero che se partecipi a un reality ti arriva addosso di tutto e spesso il “di tutto” arriva addosso anche a amici, parenti e consanguinei, ma io e il padre, Leon l’abbiamo tutelato. Il padre evitando di parlare di noi sull’isola, io proteggendo mio figlio da un tipo di esposizione mediatica che in un contesto simile mi fa schifo. Ribadisco. Mi fa schifo. Ho inviato lettere alla produzione prima della partenza del mio ex marito per l’Isola chiedendo di non strumentalizzare mio figlio e ho detto no alla gentile richiesta della produzione a pochi giorni dalla finale di confezionare il solito video in cui il figlioletto dice “Papà mi manchi”. Leon, al suo papà, glielo dice a casa che gli è mancato. Per il resto, io non ho parlato del mio ex marito, ho rifiutato interviste a giornali e apparizioni in tv sulla questione Isola e teatrini mediatici alimentati dai protagonisti, sulla mia famiglia, mi pare non ce ne siano stati. Bene. Il mio ex marito esce dall’isola e Simona Ventura, appena arrivato in studio, gli dice: “Con Nina (Moric) ti accomuna una battaglia per i figli, una battaglia combattuta pubblicamente, per vedere i figli” e “Leon lo sentiamo un po’ tutti figlio nostro!”. Primo: che c’entrava questa faccenda con l’Isola. Parla di Nina, parla dei vaffanculo a raffica, delle prove leader, del perizoma della Parietti, della tartaruga di Tyago Alves cheDiolobenedica, ma mio figlio che c’entra? E se proprio devi, chiedigli se gli è mancato. Se è stata dura due mesi senza. Le solite menate, insomma. Mica chiedo di far finta che non esista, il figlio, ci mancherebbe. Secondo: quale battaglia pubblica per i figli starebbe combattendo il mio ex marito? Battaglia che lo accomuna a Nina Moric, poi. Quella “più silicone per tutti?” ? Possibile che siamo arrivati al punto che se il caso sui minori contesi o turbati non c’è, tocca inventarselo? Possibile che non ci siano eleganza, rispetto, delicatezza neanche quando si parla di bambini? Nina Moric e Fabrizio Corona sono mondi lontanissimi da me, il loro stile di vita non mi appartiene. (e direi che non appartiene neanche al mio ex marito) E, aggiungerei, hanno una popolarità che io non ho, per cui per me, proteggere mio figlio, è senz’altro un mestiere più facile. Se me lo si lascia fare in pace. Terzo: “Leon lo sentiamo un po’ tutti figlio nostro!” de che? Intendiamoci, se la bolletta del gas me la vuole pagare Bettarini io sono pure contenta, ma mi pare che questi proclami siano un tantino fuori luogo. Soprattutto considerato che chi li fa se mi incrocia neppure mi saluta. Mi spiace, ma visto che non le ha chiarite chi le stava davanti (e avrebbe dovuto) , queste cose, le dico io. Perché non è vero che “ci resta solo l’isola”, come da slogan della conduttrice. Restano molte altre cose, a casa mia. Un bambino sereno, per esempio. Un bambino i cui genitori, l’altra sera, erano a cena insieme. E ora, lasciatemi lavare i pannolini sporchi tra le pareti domestiche. Grazie.

E la legge del contrappasso

Solo per dire che il contenuto dell’sms che ho inviato (è vero) erroneamente a una pr milanese (è vero), non è quello pubblicato in giro. Mai utilizzato espressioni come “morto di fama” o “pagliaccio”, mai parlato di scaldabagno o di qualsiasi altro elettrodomestico. (al momento ho il lavandino che perde, quindi Ilaria D’Amico e l’asilo Il girdino degli Elfi stessero in campana che sono i nomi più vicini alla i di Idraulico) Non c’erano epiteti di alcun genere, a dire il vero. (l’sms ce l’ho ancora e mi toccherà pure mostrarlo come prova della mia innocenza, rendiamoci conto) Ricordo a tutti che finchè si ride e si scherza io sono la prima a prestarmi ma questo tipo di visibilità non la voglio, la subisco, non è roba mia, la trovo di cattivo gusto e se proprio devo essere tirata in ballo, gradirei che almeno i contenuti degli sms fossero veritieri. C’è un bambino di mezzo e mi pare che l’unica cosa chiara a tutti, al momento, è che con la controparte basta assai poco per accendere la miccia, quindi per favore. Faccio la vita del trapezista, aiutatemi almeno un po’ nell’equlibrismo continuo a cui sono costretta. Tutto quello che ho da dire é: non vedo l’ora che finisca ‘sta giostra. Amen.

E io sono Lady Gaga

Guardando il video della nuova hit dell’estate “Crazy dance” della nota icona pop Stefania Orlando (lanciata, come Britney in tenera età, dal noto agente delle star “Il comitato”), non ho ancora deciso se è peggio: a) lo stivale bianco frangiato su mini abito catarifrangente che è paro paro l’outfit della capocubiste del Cocoricò. b) le coreogrtafie da Letterina che s’è sniffata un barattolo di colla c) la melodia. Roba che in confronto il singolo di Ana Laura Ribas “Ragaja selvaja” merita un Grammy. d) la voce. Neanche dopo un gargarismo con l’idraulico liquido è possibile cantare così male. e) la somiglianaza, inquietante, con la nuova versione di Noemi Letizia. p.s. Grazie a Martina per la preziosa segnalazione. Sarà una Pasqua migliore.

L’incontro tra Nina, Belen e Corona: i retroscena (pace de che?)

Sul numero di “Chi” uscito oggi c’è un servizio che immortala l’incontro apparentemente tranquillo tra Nina Moric, rientrata dall’Isola dei famosi, e Fabrizio Corona in compagnia della fidanzata Belen Rodriguez. Il fattaccio, come spiegato nel pezzo, avviene nel tardo pomeriggio in quel del Radetzky, un noto locale milanese situato in corso Como a pochi metri dall’abitazione della showgirl croata. Dunque. In anteprima mondiale, ancor prima di Cnn, Al jazira e Teletevere, sono in grado di raccontarvi i retroscena di questo incontro. Che non è stato così sereno e neanche così casuale come è sembrato. Quel pomeriggio infatti, mentre Belen e Fabrizio bevono un drink al Radetzky in compagnia di due amici, passa di lì il paparazzo Bicio (che poi si chiama Fabrizio Stefano Pensa ed è stato uno dei test chiave di vallettopoli) con i due figli piccoli. Bicio vede Corona e la Rodriguez e ha una pensata che rasenta la genialità: citofona a Nina Moric e le spiffera che il suo ex marito è lì sotto che fa l’aperitivo con Belen. E’ questione di un attimo. Nina, con la rapidità della gazzella inseguita dal giaguaro, si infila un improbabile abito da sera (era pomeriggio), si precipita sotto e prende in prestito i due figli di Bicio per varcare con l’aria della gnorri la soglia del Radetzky. Entra. Vede il gruppetto. Nel frattempo il fotografo, ovviamente, ha cominciato a scattare le foto. Si avvicina a Belen e Corona affermando che è lì per comprare due coca cole ai bambini (senza specificare di chi siano figli, da dove arrivino, se li abbia raccattati alla frontiera, nulla). Ora, a parte il piccolo particolare che entrare al Radetzky per comprare una coca cola a un bambino è credibile quanto sostenere che si entra da Gucci per comprare un fantasmino col tallone rinforzato, Nina decide di andare a salutare la tavolata. Con aria vagamente strafottente si avvicina col suo abito da sera, dice a Fabrizio “Io e te dobbiamo parlare di nostro figlio!” e voltandosi verso Belen le fa: “Ciao, non mi dai la mano?” con sorrisetto beffardo (vedi foto). Piccola parentesi: pare che il motivo del nervosismo sia l’iniziativa di Belen di tagliare i capelli a Carlos mentre lei era in Honduras. Roba grossa insomma. Io chiamerei gli assistenti sociali. Tutti la guardano imbarazzati, lei borbotta ancora qualcosa, il fotografo immortala la scena e Nina a quel punto va via. Senza comprare la Coca Cola. Speriamo solo che non abbia rapito i figli di Bicio per portarli a Gardaland. p.s. Non era Fabrizio quello in combutta con i fotografi? Poveri noi.

Glossip!

Oggi ore 15,00 a Glossip (canale 143 di Sky) si parlerà della vittoria di Andrea Cocco. Ospite: la prima fidanzata di Fabrizio Corona, Valentina Tomasoni (sei anni con lui, dai tempi del liceo: un’eroina), che porterà foto e feticci vari. Ci divertiamo. (oggi pomeriggio vi racconto il nuovo programma che inizio la prossima settimana…)

Cocco de zia

Questo blog sostiene Andrea Cocco e invita i fedeli lettori a votare copiosi per regalargli la vittoria in questa edizione del Grande fratello. (sms al 477.00.01, testo “Andrea”) Perchè Cocco deve vincere: 1) Era fidanzato con una che si chiamava SZilvia con la Zeta di Szilvia. Solidarietà. 2) La fidanzata SZilvia con la zeta di SZilvia gli ha messo una quarantina di cornazzi per cui era anche un po’ Szoccola con la zeta di Szoccola. 3) Perchè ha sopportato tutto, stoicamente. La risata da possessione demoniaca di Guendalina Tavassi, le sforbiciate alla cazzo di Jimmy Barba, i jeans allacciati poco sotto la giugulare di Giuliano, i rutti di Giordana. Tutto. 4) Perchè tutti hanno trombato come ricci nella cabina armadio e lui al massimo la apriva per infilarci il sacchettino profumato alla lavanda. 5) Perchè ha subito l’affronto di vedere l’amata Margherita accoppiarsi senza ritegno con Nando, ovvero l’uomo di Cro-Magnon cresciuto al Tufello, e di tollerare il fatto che Margherita se la sia tirata con lui. 6) Perchè s’è innamorato di Margherita, simpatica, per carità, ma sensuale e femminile quanto Gattuso che ciuccia un calippo. 7) Perchè piace a me e mi pare un buon motivo per una vittoria schiacciante al televoto. Amen. p.s. Poi non dite che quando ci sono le battaglie sociali importanti io non scendo in campo.