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Uno dei motivi per cui mi piace l’idea di aver…

Uno dei motivi per cui mi piace l'idea di aver chiamato mio figlio Leon, è sapere che quel piccolo capolavoro che è Il piccolo principe, è dedicato a un Leon che non ha mai abbandonato la sua rosa, la sua pecora, la sua museruola, la sua scatola. E mentre lo guardavo scartare i regali quest'anno, pensavo a come sarebbe bello se rimanesse capace di prendersi cura della sua rosa anche da adulto. La dedica de "Il Piccolo principe":

Chiedo scusa ai bambini d’aver dedicato questo libro a un adulto.
Ma ho un serio motivo: questo adulto è il miglior amico che io abbia al mondo.
E ho anche un altro motivo: questo adulto può capire tutto, perfino i libri per bambini.
Ho anche un terzo motivo: questo adulto abita una parte di Francia dove c’è fame e freddo.
Se questi pretesti non sono sufficienti, voglio allora dedicarlo al bambino che fu, un tempo, questo adulto.
Tutti gli adulti sono stati bambini.
(Ma pochi se ne ricordano).

Correggo dunque la mia dedica:

A Léon Werth
quando era bambino.

(Antoine de Saint-Exupéry)

Questo è un Natale speciale. Il primo, dopo…

Questo è un Natale speciale. Il primo, dopo qualche anno, senza il peso di un'assenza. Il primo a casa mia, nella casa in cui scrivo, piango, rido, accolgo, mi nascondo. L'ultimo accarezzato dall'idea felice che Babbo Natale esiste, perchè sono cominciate le domande adulte, i "Come fa?", "I compagni mi hanno detto", gli sguardi furbetti. E' un Natale in cui le cose irrisolte hanno il sapore di un lungo viaggio, ancora da fare, e le cose risolte quello di un panno fresco, che ti asciuga la fronte. Vi auguro un Natale allegro, leggero. Per la felicità a intermittenza come le lucine dell'albero, c'è il resto dell'anno.

Il mio pezzo su Libero di oggi sui sei buoni…

Il mio pezzo su Libero di oggi sui sei buoni motivi per cui il mondo non è finito:

E certo che il mondo non è finito. Qualunque fosse il disegno divino, qualunque fosse il progetto che Dio, Maometto, i Maya o il serpente piumato avevano in mente sul destino degli uomini, è evidente che s’è deciso di posticipare il finale. Non poteva mica calare il sipario con almeno sei spinose questioni ancora aperte e cioè:
a) Sanremo e le elezioni anticipate. Dopo infiniti tentennamenti, pare che Sanremo si farà dal dodici al sedici febbraio e che le elezioni saranno il 24, dunque la faccenda sembrerebbe chiusa. E invece pare che i nodi da sciogliere siano ancora molti perchè il 15 febbraio il Festival si sovrapporrebbe al genetliaco della maestra di flauto traverso di Giancarlo Leone, la serata di debutto si sovrapporrebbe a una replica del commissario Rex e Fazio teme la violenta controprogrammazione interna e la serata finale Silvio Berlusconi non è disponibile per l’ennesimo faccia a faccia previsto con Toto Cutugno nel ruolo dell’intervistatore schiena dritta e domande incalzanti. Sembra dunque che per permettere a Sanremo di andare in onda durante la settimana prevista per le elezioni, si sposterà il capodanno, che nel 2013 si festeggerà in via del tutto eccezionale il 10 gennaio, e che le elezioni saranno evitate grazie all’elezione di Fabri Fibra presidente del consiglio ad interim.
b) La questione Ficotelli. Se davvero c’era un corpo celeste in rotta di collisione con la terra, di sicuro ha frenato di botto quando è uscito il nuovo numero di Chi in edicola con Raffaella Fico e la figlia Pia. Finchè la vicenda non avrà un suo epilogo, l’apocalisse può attendere. Ora che Raffaella ha partorito facendosi fotografare anche durante l’ultima spinta e il colore della bimba non lascia dubbi sulla paternità (a meno che non si scopra che Idris era l’amante segreto della Fico), Mario dovrebbe assumersi le sue responsabilità. Se non quelle economiche, almeno quelle del nome scelto per la figlia. Nel frattempo, si rincorrono i gossip sul momento del parto: pare che il primo schiaffo a Pia non l’abbia dato l’ostetrica ma il fotografo di Chi perchè dopo l’espulsione, la neonata si rifiutava di alzare il pollice in segno di vittoria.
c) Berlusconi e la fidanzata Francesca Pascale. I presupposti perchè duri ci sono tutti. I due hanno molte cose in comune. Una fra tutte: l’utilizzo compulsivo del fondotinta color terra di Siena. Anche la polemica sulla differenza anagrafica tra lei e l’ex premier è volgare e gratuita. Francesca ha sì 49 anni meno del premier ma ha due anni in più del primo lifting di Silvio e è coetanea della sua seconda blefaroplastica. Inoltre, guardando con attenzione il viso di Francesca, si risolve anche l’enigma su cosa siano quei quattro sparuti peli rimasti in testa a Silvio: le sopracciglia che lei gli ha donato dopo il rigetto del trapianto. Nel frattempo, il comitato “Silvio ci manchi” passerà nelle mani di Marystell Polanco col sottotitolo “soprattutto quando c’è da pagare il conguaglio luce e gas”.
d) Come finirà Master Chef? La tizia che dichiara di parlare con la rana pescatrice è destinata alla vittoria a un tso? Il poveretto che ha realizzato una besciamella buona per stuccare le pareti del bagno, è sopravvissuto agli strali dei giudici o è nel menù del ristorante di Cracco spacciato per “trancio di tonno all’aceto balsamico”? Ma soprattutto: qualcuno in Magnolia ha il coraggio di narrarci cosa ne è stato, fisicamente parlando, di Cracco, Bastianich e Barbieri dopo che hanno assaggiato i diciotto piatti a base di fagioli preparati dagli aspiranti cuochi? Il mondo non può finire se non sappiamo con certezza chi dei tre sia uscito per ultimo dalla toilette.
e) Infine. Dopo le foto della Boccassini sorpresa a gettare una sigaretta in terra e con un paio di criminosi calzini a righe, quali saranno i futuri scoop su di lei? C’è già chi sostiene che Signorini abbia in archivio una foto che potrebbe compromettere definitivamente la carriera e la moralità del giudice: uno scatto impietoso e sconvolgente, in cui la Boccassini viene ritratta mentre butta un kleenex nell’umido.
f) Per la prima volta il concorso Miss Universo è stato vinto da una concorrente alta 1,65. Il vero punto interrogativo del 2013, a questo punto, è: Silvio si candiderà anche lì?