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Qui io ti amo

Qui io ti amo. Tra pini scuri si srotola il vento. Brilla fosforescente la luna su acque erranti. Passano giorni uguali, inseguendosi l’un l’altro. Si dirada la nebbia in figure danzanti. Un gabbiano d’argento si stacca dal tramonto. A volte una vela. Alte, alte stelle. O la croce nera di una nave. Solo. A volte mi alzo all’alba e persino la mia anima è umida. Suona, risuona il mare lontano. Questo è un porto. Qui io ti amo. Qui io ti amo e invano l’orizzonte ti occulta. Ti sto amando anche in mezzo a queste cose fredde. A volte vanno i miei baci su quelle navi gravi, che corrono sul mare dove non arriveranno. Mi vedo già dimenticato come queste vecchie àncore. Sono più tristi le banchine quando ormeggia la sera. Si stanca la mia vita inutilmente affamata. Amo quel che non ho. Tu sei così distante. La mia noia lotta con lenti crepuscoli. Ma poi giunge la notte e inizia a cantarmi. La luna proietta la sua pellicola di sogno. Mi guardano con i tuoi occhi le stelle più grandi. E poichè io ti amo, i pini nel vento vogliono cantare il tuo nome con le loro foglie metalliche. (P.Neruda)

Di Elsa la prigione delle convenzioni. Di Timoteo la paura. Di Italia l’amare senza chiedere. Di Angela il casco slacciato. Le piccole disubbidienze che feriscono l’amore.

“Non ti muovere”

Ieri sera passeggiavo nella piazza di questa bella cittadina vacanziera sul mare e sono entrata distrattamente in una piccola libreria aperta la sera tardi per i turisti . Un mese fa l’avevo cercato in una libreria romana ma aveva appena vinto il premio strega e le copie erano andate esaurite quasi subito. ” E comunque era di una tristezza infinita signorì, du’ palle!” mi aveva detto il commesso della libreria, figura davvero impeccabile nel suo ruolo di promotore culturale… Me l’ero già dimenticato quel libro dalla copertina color verde pastello e quella figurina di donna minuta nel suo vestito di bambola rosa pallido. Ieri mi è riapparso davanti con la fascia di carta rossa ad agghindarlo tanto simile a quella delle miss …quella fascia prestigiosa con scritto “premio strega”; non ho neanche letto la trama nelle didascalie interne, qualcosa di essa mi era già arrivata alle orecchie e poi non so, era come se sapessi già che dovevo leggerlo e che l’avrei amato e divorato e assaporato fino all’ultima parola. Ho dato uno sguardo rapido alla foto interna dell’autrice il cui viso moderno,bello e aristocratico accenna un sorriso enigmatico, non so se appena spento o indeciso o sul nascere, e me ne sono uscita con la mia copia in mano. Era l’ultima, credo aspettasse me. Oh, il passaggio del pagamento alla cassa l’ho saltato ma vorrei sottolineare che è avvenuto…:) Trecento pagine lette in poche ore. Le ultime cinquanta tra i singhiozzi. Bellezza , stupore , commozione, amore. E dolore, tanto dolore descritto in modo così spietatamente crudo e limpido, da non poter interrompre il filo della lettura neppure per mangiare. “Forse siamo come quei macchinisti neri che sudavano nel ventre delle navi a carbone per consentire a due amanti sul pontile più alto un ballo romantico,sopra il tappeto luccicante del mare.” Avrei voglia che tu lo leggessi e che questo passo ti trafiggesse la carne e l’anima come ha fatto con me.

Ricevuta oggi da D.

…il destino, nel suo gioco di specchi e vortici, fa sempre il suo dovere, che noi poveri mortali ci opponiamo o meno, trascina ciò che deve trascinare, attrae ciò che deve attrarre, divide ciò che va diviso indi…potrai lottare con la tua coscienza, ma non col tuo destino.ciò che sarà, dovrà.

Edgar Lee Masters (tra le mie epigrafi preferite d

George Gray Molte volte ho studiato la lapide che mi hanno scolpito: una barca con vele ammainate, in un porto. In realtà non è questa la mia destinazione ma la mia vita. Perché l’amore mi si offrì e io mi ritrassi dal suo inganno; il dolore bussò alla mia porta e io ebbi paura; l’ambizione mi chiamò ma io temetti gli imprevisti. Malgrado tutto avevo fame di un significato nella vita. E adesso so che bisogna alzare le vele e prendere i venti del destino, dovunque spingano la barca. Dare un senso alla vita può condurre a follia ma una vita senza senso è la tortura dell’inquietudine e del vano desiderio – è una barca che anela al mare eppure lo teme.